Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Persone

Andrea Chiaramonti: «Dovremmo investire nella scuola primaria se vogliamo cambiare il trend della nostra società»

di Redazione notizia del 28 maggio 2026

Nel corso del convegno Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie, organizzato dall’Associazione Italiana Editori con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito il 27 maggio, nella Sala Matteotti della Camera dei deputati, l’amministratore delegato di Giunti Scuola Andrea Chiaramonti ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche della scuola primaria, soffermandosi sugli effetti del calo demografico, sull’erosione del valore dei libri scolastici e sul rischio di un progressivo impoverimento dell’offerta culturale destinata ai più piccoli. Di seguito il suo intervento integrale.

«In questo tavolo la scuola primaria è stata descritta come una possibile malata, ma in realtà la situazione è già piuttosto grave, perché il calo demografico è arrivato in modo molto forte proprio nella primaria.

C’è poi una specificità di questo settore: i libri di testo sono forniti dallo Stato e quindi il prezzo è deciso dallo Stato. Quanto costano mediamente i libri della primaria? Circa 14 euro. È un prezzo estremamente basso se pensiamo alla quantità di contenuti, strumenti e materiali che vengono messi a disposizione delle scuole.

Per questo motivo il problema non riguarda soltanto le famiglie. Se aggiungiamo il fatto che l’inflazione programmata non coincide mai con quella reale e che, dal 2021, i titoli hanno perso circa il 15% del loro valore economico, allora la criticità diventa evidente. È certamente un problema industriale, ma prima ancora è un problema culturale.

L’industria in qualche modo prova a salvarsi: ci sono editori che chiudono, editori che vengono acquisiti, riduzioni di costi, tagli di collaboratori, grafici e professionalità. Questo crea anche un problema occupazionale. Ma il punto più grave è culturale, perché se diminuiscono gli editori presenti sul mercato ci saranno inevitabilmente meno autori, meno pluralità e meno persone che parleranno di cultura dentro la scuola.

La scuola primaria è il luogo nel quale affidiamo i bambini, dai sei agli undici anni, all’insegnante e all’istituzione scolastica. È il momento in cui il bambino assorbe il sapere come una spugna. Il libro serve come filo rosso del lavoro dell’insegnante. Se lo Stato non interviene consentendo almeno il recupero dell’inflazione, avremo un’offerta culturale progressivamente più povera. E un’offerta culturale più povera significa una popolazione meno preparata, bambini con meno stimoli, cioè l’opposto di ciò che facciamo fuori dalla scuola, quando investiamo in corsi di lingua, sport, attività sociali o esperienze all’estero. Esiste un controsenso: proprio nel luogo centrale dell’apprendimento, cioè la scuola, continuiamo a comprimere le risorse. Su questo il Governo potrebbe intervenire con risorse relativamente contenute.

Lo Stato fornisce gratuitamente i libri ai bambini, ma non ai docenti, che pure sono dipendenti pubblici e utilizzano quel libro come strumento di lavoro quotidiano. Di fatto gli editori finiscono per fornire gratuitamente agli insegnanti un bene strumentale necessario per svolgere le lezioni. Anche questo è un tema che andrebbe affrontato, insieme al mancato recupero dell’inflazione che, sommato al calo demografico, ha già prodotto una perdita di valore di circa 45 milioni di euro per il settore.

Vorrei aggiungere un ultimo punto, che considero culturale prima ancora che economico. Durante la crisi finanziaria del 2008 molti Paesi industrializzati decisero di investire nella scuola proprio per reagire alla crisi. Credo che questo sia il momento in cui anche l’Italia dovrebbe fare la stessa scelta. Il calo demografico non migliorerà nei prossimi dieci anni: proprio per questo dovremmo investire nella scuola, e in particolare nella primaria, se vogliamo davvero cambiare il trend della nostra società».

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.