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Persone

Lavinia Mennuni: «Sostenere le famiglie sull’acquisto dei libri è una priorità, ma il quadro economico resta complesso»

di Redazione notizia del 28 maggio 2026

Nel corso del convegno Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie, organizzato dall’Associazione Italiana Editori con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito il 27 maggio, nella Sala Matteotti della Camera dei deputati, la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, membro della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e relatrice sulla governance economica europea, ha collegato il tema dei libri scolastici al più ampio dibattito sulla tutela dei minori nell’ambiente digitale e sui vincoli economici che condizioneranno la prossima legge di bilancio. Di seguito il suo intervento integrale.

«Fino a poco fa ero impegnata in Commissione bicamerale infanzia e adolescenza sul disegno di legge relativo alla tutela dei minori nella dimensione digitale, un testo di cui sono prima firmataria per Fratelli d’Italia insieme a esponenti di altri partiti. Riteniamo assolutamente rilevante proteggere i bambini in questa epoca di rivoluzione tecnologica, ed è un tema che in qualche modo si collega anche a quello che affrontate oggi parlando di libri di testo.

In diversi Paesi europei si era arrivati ad abbandonare completamente lettura e scrittura su carta nelle scuole, orientandosi verso una didattica interamente digitale. Poi però si è scoperto che la sola didattica digitale non favoriva un vero apprendimento né una reale conoscenza da parte degli studenti. E così si è tornati alla carta, alla penna e quindi allo studio sui libri di testo. Credo che questo sia un elemento importante con cui anche l’Italia deve confrontarsi.

Per quanto riguarda la questione delle detrazioni fiscali, è evidente che siamo favorevoli, perché riteniamo che sia uno degli strumenti più importanti per sostenere le famiglie, soprattutto quelle numerose e il ceto medio, che spesso è la fascia meno supportata. È vero però che i primi anni della legislatura sono stati dedicati soprattutto al sostegno delle fasce sociali più svantaggiate e solo ora si sta iniziando a intervenire anche sul ceto medio. Faccio questa premessa perché oggi esistono molte detrazioni, ma non quelle relative ai libri di testo. È quindi un lavoro sul quale dobbiamo impegnarci in vista della prossima legge di bilancio, la cui discussione inizierà in Parlamento da ottobre.

Sappiamo che il settore editoriale ha ricevuto attenzione da parte di questo Governo, perché riteniamo che il valore della conoscenza renda fondamentali forme adeguate di sostegno. Ma è anche vero che stiamo vivendo una fase molto complicata.

Io sono anche relatrice della governance economica europea e del Multiannual Financial Framework, cioè il bilancio pluriennale dell’Unione europea. Negli ultimi giorni ci sono stati confronti molto accesi tra il nostro ministro dell’Economia e la Commissione europea. La nuova governance economica europea limita notevolmente la capacità di azione dei governi rispetto allo strumento che, nei momenti di crisi, resta la leva principale: la legge di bilancio. Nel momento in cui la legge di bilancio è sottoposta a vincoli molto forti, perché dobbiamo rientrare rapidamente dal debito pubblico, ci troviamo davanti a una serie di paletti che riducono la possibilità di intervenire come vorremmo su diversi settori. Per questo, in queste ore, il Governo italiano sta discutendo con la Commissione europea questioni che avranno effetti molto importanti sulla costruzione della prossima manovra.

Sono certa che tutti condividiamo la necessità di sostenere il più possibile le famiglie e quindi di migliorare la possibilità di detrarre non soltanto i libri di testo, ma anche le spese legate alla cancelleria scolastica.

Per una famiglia, soprattutto se con più figli, il peso della scuola, della cultura e dell’accompagnamento dei ragazzi nel percorso educativo incide profondamente sul bilancio familiare. Quindi massimo sostegno, ma dentro un quadro economico e finanziario che dobbiamo ancora capire fino in fondo quali margini consentirà».

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