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Persone

Paola Frassinetti: «Il libro resta uno strumento indispensabile per sviluppare conoscenza e pensiero critico»

di Redazione notizia del 28 maggio 2026

Nel corso del convegno Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie, organizzato dall’Associazione Italiana Editori con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito il 27 maggio, nella Sala Matteotti della Camera dei deputati, la sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti ha ribadito la centralità del libro scolastico nel percorso formativo, soffermandosi sulle misure adottate dal Ministero negli ultimi anni e sul dialogo avviato con l’Associazione Italiana Editori su tetti di spesa, risorse per le famiglie e revisione della normativa sui libri digitali. Di seguito il suo intervento integrale.

«Anche quest’anno ho voluto partecipare a questo appuntamento perché credo sia importante dimostrare quanto il Ministero dell’Istruzione e del Merito sia attento e in sinergia con l’Associazione Italiana Editori. Porto i saluti del ministro Giuseppe Valditara e desidero condividere alcune riflessioni partendo da un assunto fondamentale: la centralità del libro, che rappresenta uno strumento indispensabile, soprattutto in questa epoca.

La digitalizzazione, in molti casi esasperata, fa sì che oggi ci siano adolescenti che non hanno mai visto o toccato materialmente un libro. Tutte le indagini che segnalano un calo degli apprendimenti ci portano a riflettere anche sul fatto che il progressivo indebolimento dell’abitudine all’uso del libro possa essere uno dei fattori alla base di queste difficoltà, soprattutto nella comprensione e interpretazione dei testi. Investire sul sapere e sulla conoscenza significa investire nello sviluppo della società. Anche il rinnovo delle Indicazioni nazionali si muove in questa direzione.

È un processo che coinvolge attori fondamentali – scuola, famiglia, istituzioni e chi costruisce i percorsi formativi – che non possono essere separati ma devono procedere insieme. In questo quadro, l’editoria scolastica svolge un ruolo centrale. I libri sono strumenti culturali in continua evoluzione e la loro realizzazione richiede riflessioni sul contenuto, sull’approccio pedagogico e sugli obiettivi formativi.

Dietro la costruzione di un libro operano molte professionalità diverse che rendendo l’editoria scolastica una vera editoria di progetto. Per questo motivo non si può considerare AIE come una controparte esterna alle istituzioni o alla scuola: è parte integrante del sistema formativo che riguarda i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Fin dall’insediamento dell’attuale Governo il ministro Valditara e il Ministero hanno mantenuto con l’Associazione un confronto costante e proficuo.

Grazie a questa collaborazione siamo riusciti, dopo tredici anni, ad adeguare i tetti di spesa della dotazione libraria all’inflazione programmata per ciascun anno della scuola secondaria di primo e secondo grado. Allo stesso tempo abbiamo incrementato le risorse destinate alle famiglie meno abbienti per l’acquisto dei libri di testo: dai 133 milioni di euro del 2022 ai 337 milioni per il biennio 2024-2025, fino ai 139 milioni previsti per il biennio 2026-2027. A queste risorse si aggiunge il fondo istituito dalla legge di bilancio 2026 presso il Ministero dell’Interno, con una dotazione di 20 milioni di euro annui a partire da quest’anno. Vogliamo inoltre aumentare la percentuale di flessibilità che i collegi docenti possono esercitare sui tetti di spesa, portandola al 20%, e definire tempi adeguati per il recepimento dei libri di testo nelle nuove Indicazioni nazionali.

Naturalmente i risultati raggiunti non esauriscono il confronto avviato con l’Associazione. Esistono altri impegni che potranno essere affrontati anche nei prossimi passaggi parlamentari. Tra questi c’è sicuramente il tema della detrazione fiscale per le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto dei libri di testo, una questione che verrà approfondita nell’ambito della prossima legge di bilancio, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica.

Nel frattempo è stato avviato anche il tavolo tecnico presso il Ministero per la revisione del DM 781 del 2013, anche alla luce dell’indagine conoscitiva sull’editoria scolastica svolta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il tavolo sta lavorando per semplificare l’accesso alle risorse educative digitali attraverso modalità di autenticazione unica integrate con il registro elettronico, con l’obiettivo di potenziare accessibilità, usabilità e circolazione delle risorse didattiche. Si stanno inoltre valutando gli effetti di una revisione delle tipologie e della modularità dei libri scolastici, intervenendo sulle caratteristiche del libro digitale, sui contenuti integrativi, sulle piattaforme e sui dispositivi di fruizione.

Concludo rinnovando l’impegno del ministro Valditara e il mio personale a proseguire questa collaborazione, nella convinzione che l’editoria scolastica rappresenti non soltanto un patrimonio di pluralismo culturale, ma anche uno strumento indispensabile per rendere il percorso educativo più coinvolgente e vicino alla realtà degli studenti. Un buon libro di testo non fornisce soltanto contenuti e informazioni: è fondamentale per sviluppare conoscenza, competenze e pensiero critico. Stimola curiosità e interesse e lascia spesso segni concreti nella vita delle persone, capaci perfino di orientarne scelte e opportunità future».

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