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Librerie

Social reading: le app da non perdere

di Andrea Buzzi notizia del 23 luglio 2021

Attenzione, controllare i dati.

Se la lettura è una delle attività più solitarie, se quando leggiamo ci immergiamo e non ci va di comunicare, appena chiudiamo il libro vorremmo subito condividere con qualcuno le nostre impressioni, confrontarci con altri lettori e ricevere nuovi suggerimenti. E se una volta queste azioni potevano essere non semplicissime da realizzare, oggi abbiamo a disposizione innumerevoli social network dedicati ai libri e a chi ama leggere.
 
Di libri, sui social network, si è sempre parlato. Ma ben presto – l’apripista Anobii è stato lanciato nel 2006 – i lettori hanno cominciato a sentire l’esigenza di avere spazi dedicati nel web dove poter mettere in comune la loro passione. E così leggere è diventato sempre meno un gesto solitario e individuale, per trasformarsi in un’esperienza da vivere a contatto con una community di riferimento. Con l’accentuarsi, poi, della dimensione e della capacità tecnologica di app e piattaforme, il social reading ha beneficiato della tecnologia cosiddetta emozionale che caratterizza le applicazioni che consigliano libri e permetto le interazioni tra i gli iscritti.
 
E il caso di Wattpad, ad esempio. La più celebre piattaforma di lettura e scrittura collaborativa da poco acquistata dal colosso Naver. Nata nel 2007 in Canada, conta più di 500 milioni di storie e 90 milioni di utenti: il 90% dei suoi iscritti sono Millennials o appartengono alla Generazione Z. I lettori possono scegliere le loro opere preferite in base anche al numero di visualizzazioni/letture, che indica la popolarità di ciascuna e permette di stilare delle classifiche. È possibile sapere se la stesura di una storia è terminata oppure se è ancora in corso e se, quindi, per passare al capitolo successivo è necessario attendere. Da qui la possibilità di collaborare con l’autore, lasciandogli commenti, critiche o consigli su come procedere la narrazione. Non mancano i commenti degli altri lettori che diventano essi stessi parte del processo di scrittura e fruizione.

Goodreads
è invece il social network di riferimento, a livello globale, per i lettori a caccia di recensioni e consigli di lettura. Fondato nel 2007, nel 2013 è stato acquistato da Amazon econta oggi 90 milioni di iscritti.  Come altri social network di libri – recentemente abbiamo scritto di Gleeph – ti permette di creare la tua libreria virtuale e di tenere traccia dei libri che leggi, per avere a portata di click l’elenco di tutti i libri che hai letto. Per chi ama le sfide Goodreads dà anche la possibilità di impostare una reading challenge: è possibile indicare il numero di libri totali che si vorrebbe leggere durante l’anno fissando così un obiettivo personale. La piattaforma è attualmente solo in lingua inglese, ma esiste il gruppo Goodreads Italia dove trovare non solo altri utenti italiani ma anche una sezione con le istruzioni in lingua su come utilizzare l’applicazione.

Bookville è invece un’app tutta italiana che, oltre a permetterti di creare la tua libreria virtuale e incontrare nuovi amici con la stessa passione per i libri, ha una caratteristica particolare: in questo social ogni utente ha un ruolo in quella che viene definita la città del libro. Gli utenti possono scalare una sorta di classifica attraverso i punti accumulati, assumendo ruoli sempre più prestigiosi. All’inizio si è semplici turisti, poi si arriva ad essere editore di corte, ricercatore letterario, premio nobel per la letteratura e via dicendo.
 
Molto simile alle app di incontri è invece Carry a Book. Il match tra utenti, in questo caso, dipende dalla compatibilità tra le loro letture. Il primo quesito che Carry a Book pone all’utente è quello di indicare i libri che sta leggendo e i suoi preferiti in assoluto, chiedendogli anche la posizione geografica. E così, come avviene con i servizi di dating, l’applicazione proverà adabbinare persone geograficamente vicine che abbiano gusti letterari e letture affini. In questo caso si perde un po’ lo spirito di community che contraddistingue i social network sopracitati e si favorisce la conoscenza tête-à-tête e gli incontri dal vivo.
 
Cityteller è invece l’app per i lettori viaggiatori: una tra le più note, ma ne esistono anche altre. Città, Paesi e nazioni vengono raccontate attraverso i luoghi dei libri condivisi dagli utenti. Si tratta di una mappa geo-emozionale che permette agli iscritti di scoprire gli angoli nascosti dei luoghi visitati. Sono gli utenti a gestire la piattaforma: basta scaricare l’app gratuita, registrarsi e iniziare a segnalare vie, piazze e stradine indicando nome del posto e indirizzo, titolo del libro, autore e casa editrice e, ovviamente, il passaggio del libro che lo racconta.
 
Infine, Bookly è l’app perfetta per chi intende la lettura come una sfida personale. La piattaforma cronometra infatti il tempo di lettura, incentivando il lettore a raggiungere i propri obiettivi in termini di pagine, capitoli e volumi da «macinare». Attivando il timer si può tenere traccia dei minuti impiegati nella lettura e controllare costanza e velocità: un vero e proprio allenamento!

L'autore: Andrea Buzzi

Laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione e master in Digital Publishing e Influencing Marketing organizzato da Università Bocconi e Condé Nast. Mi occupo principalmente di comunicazione scritta. Libri e social media il mio mix preferito.

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