«Mi sono reso conto di essere uno scrittore quando ho visto il mio primo libro tradotto». Lo ha affermato Andrea Camilleri alla conferenza organizzata dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori alla Triennale di Milano lo scorso ottobre, un dibattito incentrato sulla sfida imposta dall’autore siciliano ai traduttori di tutto il mondo che hanno dovuto rendere nelle rispettive lingue il vigatese, peculiare caratteristica della sua produzione letteraria che si trova a metà strada fra l’italiano e il dialetto siciliano.