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I lettori scomparsi

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I lettori scomparsi
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Se i ragazzi dai 6 agli 11 anni nel 2013 hanno smesso di leggere (sono il 7,5% in meno rispetto al 2012), non si sono comportati peggio dei loro fratelli maggiori. Gli editori e le librerie (fisiche e on line) che presidiano questa fascia di età – ma che ormai di fatto coincide sempre più con la «lettura adulta» a tutti gli effetti – hanno visto volatilizzarsi, tra 2012 e 2013, qualcosa come oltre 200 mila Ya, con un «buco» del -12,5%. Una fascia di età che dal 6,3% del parco lettori (2012) è scesa al 5,9%. Ormai la lettura dei libri di carta sta iniziando a diventare una «faccenda da vecchi». Anche se sono «nuovi (giovani) anziani»: più scolarizzati dei loro padri, con un titolo di studio più alto, con una speranza di vita più lunga e migliore dal punto di vista della salute, con più tempo a disposizione per sé e per i loro interessi e i loro viaggi (anche se magari con pensioni decurtate dalla spending review, dall’aumento di bollette e dei beni alimentari e con i nipotini da accudire). Due anni fa il 56,8% dei 15-19enni dichiaravano di aver letto almeno un libro non scolastico nei dodici mesi precedenti. Lo scorso anno si è scesi al 50,4%. Certo più della media nazionale (rispettivamente 46% nel 2012 e 43% nel 2013), ma è una magra consolazione quando si constata che il calo della lettura di libri nel Ya è del 12,5% contro una media nazionale del -7,5%. Si perdono più lettori nelle fasce giovani che nella media della popolazione! Certo è il primo anno che accade uno sconquasso simile nelle fasce giovanili della popolazione – come in quelle infantili (6-14) – e, in fondo, 200 mila Ya si recuperano indovinando due o tre titoli giusti (trovandoli, ovviamente).
 

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