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Mercato

Brasile. Il mercato del libro durante l’emergenza Covid-19

di Antonio Lolli notizia del 30 giugno 2020

Attenzione, controllare i dati.

Il mercato del libro brasiliano ha affrontato una situazione di forte difficoltà negli ultimi anni, con riduzioni di fatturato e la chiusura di importanti catene di librerie. Un esempio su tutti è Saraiva, la maggiore catena di librerie del Paese, che ha chiuso circa un quarto dei suoi punti vendita negli ultimi due anni.

Nel 2019, i dati elaborati da Gfk evidenziavano un -7,0% a valore e un -9,2% a copie rispetto al 2018. Il fatturato era stato di 2,1 miliardi di real, pari a circa 447 milioni di euro, contro i 2,26 miliardi del 2018. In termini di numero di copie vendute si era passati dai 54 milioni del 2018 ai 49 milioni del 2019. Un segnale incoraggiante, se confrontato con il crollo del -20% a valore dei primi mesi dell’anno, era arrivato dal mese di dicembre, che aveva registrato un +11,4% per le vendite nelle librerie a copie e un +7,7% a valore.

Poi è arrivata l’emergenza coronavirus. Complice anche la politica attuata dal governo guidato da Jair Bolsonaro – caratterizzata dalla sottovalutazione dei rischi legati una diffusione incontrollata del virus – il Paese è diventato il secondo al mondo per numero di contagi e di vittime, dopo gli Stati Uniti.

In modo analogo a quanto avvenuto in tutti i Paesi analizzati (cliccando sui link seguenti è possibile leggere gli articoli dedicati a Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Grecia, Svezia, Norvegia, Russia, Cina e Stati Uniti), anche l’economia ha risentito fortemente dell’emergenza, con il settore editoriale che ha registrato contrazioni ancora più consistenti rispetto a quelle dello scorso anno.

Secondo i dati Gfk relativi al mese di aprile (in particolare dal 30 marzo al 26 aprile 2020), le vendite di libri in Brasile sono diminuite del -33,0% a valore e del -30,6% a copie rispetto allo stesso periodo del 2019. Se consideriamo i primi quattro mesi dell’anno, il calo è stato del -10,9% a valore e del -9,4% a copie, grazie ai risultati meno drammatici dei mesi di gennaio, febbraio e marzo.

I dati Gfk mostrano inoltre che la libreria è il principale canale di acquisto di libri. Anzi, nei primi mesi dell’anno, questo aspetto è ancora più evidente, nonostante la recente crisi delle librerie e i problemi legati all’emergenza Covid-19. Le vendite a valore in libreria, infatti, sono continuate ad aumentare dopo il risultato positivo di dicembre, con un +8,4%, mentre quelle in tutti gli altri canali – in particolare nei supermercati – sono diminuite del -51,3%.

A livello dei generi editoriali di maggior successo, è possibile osservare alcune differenze rispetto al periodo precedente alla diffusione del coronavirus. Nel 2019 infatti a farla da padrone erano stati i manuali di self help – scelti sia per la propria crescita personale, sia per il raggiungimento di un maggiore benessere economico – con una crescita del +25% di vendite. Un interesse che emergeva chiaramente anche dalla classifica dei best seller dell’anno: tutti i primi 15 libri più venduti appartenevano a questa categoria.

Nel periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria, invece, l’unica categoria a registrare un segno positivo è stata quella di libri a tematica religiosa e quelli dedicati all’esoterismo, con un +10,0% rispetto al 2019.

I dati che Gfk e la Associação Nacional de Livrarias renderanno noti nei prossimi mesi consentiranno di capire se questo exploit è legato solo a una riscoperta della spiritualità legato a queste difficili settimane o se l’interesse per questo filone continuerà anche nei prossimi mesi. E soprattutto, sarà importante osservare l’evoluzione del mercato nella seconda metà dell’anno, per valutare il reale effetto che l’emergenza Covid-19 ha avuto (e avrà) sul settore editoriale.

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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