Il tuo browser non supporta JavaScript!
Mercato

Russia. Il mercato del libro ai tempi del Covid-19

di Antonio Lolli notizia del 18 maggio 2020

Attenzione, controllare i dati.

La Russia è diventata uno dei nuovi epicentri della pandemia del Covid-19. La crisi sanitaria legata all’emergenza coronavirus sta colpendo sempre più duramente il Paese, che con oltre 280 mila contagi è diventato il secondo al mondo per diffusione, dopo gli Stati Uniti.
Un numero cresciuto esponenzialmente negli ultimi giorni al ritmo di circa 10 mila nuovi casi in 24 ore, tra i quali anche il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov.

Come avvenuto anche negli altri Paesi colpiti, alla crisi sanitaria è seguita quella economica, dovuta al blocco della maggior parte delle attività produttive a partire da fine marzo. Ma da martedì 12 maggio è iniziata la fase 2, con il ritorno al lavoro della maggior parte della popolazione, fermi restando il divieto di assembramenti e l’obbligo di isolamento domiciliare per le persone con più di 65 anni di età.

Anche il mondo del libro ha risentito degli effetti della chiusura delle attività e in particolare delle librerie, che rappresentano circa l’80% delle vendite del settore. Secondo Sergey Stepashin, a capo della Russian Book Union, le perdite per il mercato del libro russo ammontano già a oltre 50 miliardi di rubli (circa 631 milioni di euro) e sono molti nel settore ad affermare che questa potrebbe diventare la crisi più profonda dal crollo dell'Unione Sovietica.

Che la situazione per il settore fosse preoccupante si sapeva già il 13 aprile, quando quasi 500 tra i più importanti editori e autori del Paese avevano inviato una petizione ufficiale al governo di Mosca per chiedere che i libri fossero inclusi nell’elenco dei «beni essenziali» e lo stanziamento di un sussidio al settore per tutta la durata dell’emergenza. Nonostante il governo avesse confermato da subito la ricezione della richiesta e la disponibilità a discuterne, questi aiuti non si sono però mai concretizzati.

Se da una parte la chiusura delle librerie fisiche ha comportato il tracollo complessivo del settore, dall’altra si è assistito a una forte crescita delle vendite negli store online, con un +30-40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I lettori russi hanno confermato il loro interesse crescente per gli e-book e gli audiolibri, che ha portato a un considerevole aumento di sottoscrizioni di servizi di abbonamento. LitRes, il principale retailer di e-book e audiolibri in Russia, ha visto aumentare il traffico sulla sua piattaforma del 42% nelle prime due settimane di aprile. E il numero di utenti del servizio di subscription di MyBook – incentrato sull’offerta di e-book, con oltre 70 mila titoli – è aumentato addirittura del 147%, con un volume di vendite cresciuto del 75% sempre nelle prime due settimane di aprile.

Data la ancora bassa incidenza delle vendite online sul totale, la crescita di questo segmento nei giorni del lockdown non è però riuscita a evitare il forte calo del mercato, dovuto in larga parte alla chiusura per diverse settimane delle librerie fisiche, che rappresentano ancora i principali canali di vendita di libri in Russia. Vedremo se, con la riapertura delle librerie la scorsa settimana, il settore riuscirà almeno tirare un sospiro di sollievo e a iniziare gradualmente a recuperare nei prossimi mesi un po’ delle perdite che hanno caratterizzato questa prima parte dell’anno.

L'autore: Antonio Lolli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’università di Bologna, seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

Guarda tutti gli articoli scritti da Antonio Lolli

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.