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Librerie

«Pensaci subito, non fare le code». La campagna AIE e ALI che invita i lettori a non attendere il Natale per andare in libreria

di Alessandra Rotondo notizia del 3 novembre 2020

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In Italia, in Europa e in gran parte del mondo le abbiamo viste darsi un gran da fare, durante la prima ondata pandemica, per preservare la loro relazione con i lettori e per reinventare le modalità di vendita e contatto con il pubblico. Dalle presentazioni con autrici e autori traslate sui canali social alle attività laboratoriali svolte sulle piattaforme di videoconferenza; dalle consegne a domicilio nel quartiere o nella città al potenziamento dell’acquisto online: sul proprio sito o affiliandosi a iniziative terze, come nel caso del progetto Bookshop, ripreso in Italia con il nome di Bookdealer. Non c’è nulla che le librerie abbiano lasciato intentato per contrastare gli effetti economici della pandemia, soprattutto in considerazione degli equilibri endemicamente fragili su cui spesso si reggono i loro conti.

In primavera, alla riapertura, hanno cercato di riprendere il discorso «in presenza» là dove si era interrotto: timorose ma tenaci, rispettose delle misure di sicurezza ma entusiaste. E non sono mancate le grandi testimonianze di supporto da parte dei lettori.

D’altronde, mentre la seconda ondata di Covid-19 lambisce rovinosamente l’Europa (qui un quadro di quanto era successo durante la prima), si riaccende il dibattito su se le librerie vadano inserite o meno nel novero delle attività essenziali, da tenere aperte anche nello scenario di un nuovo lockdown. Il Belgio le ha fatte salve con una deroga, ritenendo i libri fondamentali per «preservare la salute mentale della popolazione»; in Francia ci si è mossi in senso opposto, e lettrici e lettori hanno reagito formando lunghe e ordinate code agli ingressi, per fare scorta prima delle chiusure. In Italia un nuovo DPCM è in arrivo, e conterrà probabilmente indicazioni anche su questo aspetto.

Intanto, proprio in considerazione dell’orizzonte incerto che viviamo e vivremo, l’Associazione Italiana Editori (AIE) e quella dei librai (ALI) invitano i lettori ad andare in libreria il prima possibile, senza attendere il Natale. Lo fanno con una campagna social che – partita oggi – è stata già rilanciata da molte case editrici e librerie con l’hashtag #IlNataleIniziaInLibreria (qui i materiali per aderire liberamente, propagando l'appello sui propri canali)

«Nella situazione di incertezza che ci circonda invitiamo gli italiani a non aspettare l’ultimo momento. Novembre è il nuovo dicembre, per usare lo slogan di una felice campagna dei librai americani, ripresa anche nel Regno Unito e in Olanda» sottolineano insieme il presidente di AIE Ricardo Franco Levi e quello di ALI Paolo Ambrosini. «E questo invito agli italiani è ancora più urgente e sentito in questo momento difficile in cui torniamo a rivolgere il nostro appello a tutte le istituzioni: il libro non può essere considerato alla stregua di un semplice oggetto di consumo il cui acquisto è rinviabile, ma va ritenuto un bene essenziale, come già aveva indicato il governo nei decreti di aprile».

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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