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Innovazione

In Germania esiste un mercato delle speaker box per bambini

di Alessandra Rotondo notizia del 5 febbraio 2026

In Germania le «speaker box» dedicate ai bambini – piccoli dispositivi audio che riproducono storie, canzoni e contenuti narrativi senza passare da schermi o smartphone – non sono più un gadget posizionale a prova di genitori Millennial: nel giro di pochi anni si sono trasformate in un segmento riconoscibile del consumo familiare e dell’intrattenimento per l’infanzia.

L’esperienza più significativa è quella di Toniebox, il cubo audio ideato da Tonies, azienda tedesca con sede a Düsseldorf. Secondo i dati ufficiali della società, dal lancio nel 2016 sono stati venduti oltre 10 milioni di dispositivi a livello globale, accompagnati da un ecosistema di figurine audio – i Tonies – che ha superato i 125 milioni di unità distribuite. Una scala che ha contribuito a costruire un modello industriale basato su contenuti e licensing.

La diffusione di Toniebox, in particolare, ha progressivamente spostato il baricentro dall’hardware alla piattaforma: le figurine fisiche, contenenti storie, filastrocche, canzoni e contenuti educativi, funzionano come chiavi di accesso, alimentando nel tempo l’espansione del catalogo e un ciclo di acquisti continuativi da parte delle famiglie.

In un’intervista al Financial Times rilasciata lo scorso agosto, l’amministratore delegato Tobias Wann aveva dichiarato che circa il 60% delle famiglie tedesche con bambini e bambine sotto i dieci anni possedeva un dispositivo Toniebox, segnalando ricavi aziendali per il 2024 pari a 481 milioni di euro.

Accanto al leader consolidato, in Germania hanno cominciato a comparire prodotti alternativi, a intercettare la domanda di un mercato aperto e ricettivo. Tiger Media, per esempio, con sede ad Amburgo, propone un’integrazione tra dispositivo e streaming: la piattaforma Tigertones e lo speaker Tigerbox puntano su un modello in abbonamento, con contenuti curati e strumenti di controllo genitoriale. L’azienda ha comunicato nel 2024 una crescita dei ricavi superiore al 30% e prevede un andamento simile anche per il 2025.

Come ha osservato Till Weitendorf, cofondatore di Tiger Media, il mercato dell’audio per bambini è attraversato da due tendenze parallele: da un lato l’aspettativa dei più piccoli di poter scegliere tra contenuti diversi con la stessa immediatezza dell’offerta adulta; dall’altro la domanda crescente, da parte dei genitori, di soluzioni chiuse e controllate, in alternativa alle piattaforme aperte e algoritmiche.

L’esperienza di Faba segnala che anche in Italia c’è un interesse per i dispositivi audio pensati per l’infanzia, ma in un contesto di mercato al momento meno ricettivo di quello tedesco. La società trevigiana nata nel 2019 produce i Raccontastorie: speaker box senza schermo basate su personaggi sonori e contenuti narrativi. Faba è oggi presente in circa 245 mila famiglie italiane (circa l’1% del totale), e in oltre 320 mila famiglie tra Italia, Francia e Spagna. E segnala di aver superato, tra il 2019 e il 2024, gli 1,4 milioni di Personaggi Sonori venduti, che costituiscono il cuore del suo ecosistema di contenuti a driver fisico.

Nel complesso, l’evoluzione del mercato tedesco suggerisce che le speaker box sono oggetti in cui si intrecciano narrazione, tecnologia e controllo genitoriale, con modelli economici diversi – collezionabili fisici, abbonamenti digitali – e implicazioni potenziali per editori, licensor e produttori di contenuti. La loro affermazione appare legata, come dicevamo, anche a un ecosistema audio più sviluppato rispetto a quello italiano: in Germania – e in altri Paesi europei – dove l’ascolto di contenuti narrativi è ormai una pratica diffusa e consolidata, formati come l’audiolibro hanno raggiunto una popolarità ampia, creando un terreno particolarmente favorevole anche alla diffusione di questi dispositivi dedicati all’infanzia.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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