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Viaggio tra le librerie indipendenti israeliane

digital
Viaggio tra le librerie indipendenti israeliane
Articolo
rivista Giornale della Libreria
fascicolo Dicembre 2015
titolo Viaggio tra le librerie indipendenti israeliane
Autore
Editore Ediser
formato Articolo | Pdf
genere Varie
Canali di vendita
online da 01-2015
doi 10.1390/GDL_201512_librerie_israeliane
issn 1124-9137 (stampa) | 2385-118X (digitale)
 
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Israele, nonostante abbia un territorio di dimensioni limitate e conti solo 8 milioni di abitanti, vanta un settore editoriale variegato e dinamico: si pubblicano 5 mila libri all’anno in lingua ebraica e sono attive più di un centinaio di case editrici di varie dimensioni. Il grande problema, però, è legato alla distribuzione, dato che il mercato dei libri nuovi è sostanzialmente un oligopolio: il 75% è infatti occupato da due catene, Steimatzky e Tzomet Sfarim. Fino al 2002, la catena di librerie Steimatzky era l’unico attore sul mercato. È anche la più vecchia del Paese: fu infatti fondata a Tel Aviv nel 1920 da Yechezkel Steimatzky, cittadino russo emigrato in Palestina (che allora era Mandato britannico) che colse l’opportunità di servire i lettori della crescente comunità internazionale formata da nuovi immigrati e soldati inglesi. L’idea fu tanto azzeccata che in pochi anni vennero fondate nuove sedi nelle maggiori città, tra cui Gerusalemme e Haifa.
 

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