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Editori

La cura del sé

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Lucia Folli

Dal desiderio di promuovere la crescita personale, le medicine alternative e quanto utile allo sviluppo della consapevolezza di sé nascono nel 1987 le Edizioni Il Punto d’Incontro. Erano anni ancora non sospetti per queste tematiche e il contesto editoriale italiano annoverava pochi editori con cataloghi e offerte specifiche per queste esigenze; le basse tirature, la distribuzione più frammentata: tutti elementi che allontanavano il grosso degli editori da queste tematiche. Così, dalla passione di quattro amici, prende vita la casa editrice che, negli anni, ha saputo conquistarsi una fetta di mercato importante e il sostegno di un pubblico di lettori sparsi in tutta Italia. Ne parliamo con il direttore editoriale, Patrizia Saterini.

La rivincita dei tascabili

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Paola di Giampaolo

10,6%: a questo ritmo sono cresciute le vendite di tascabili nei canali trade, ossia librerie, grande distribuzione, librerie online, in cui hanno raggiunto il 20,3% del totale. Elaborati da Nielsen Bookscan per Aie e pubblicati nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2011, questi dati fanno un certo effetto. Per ipotizzare i motivi di questa crescita, cerchiamo innanzitutto di capire di quanti libri stiamo parlando. Secondo i dati elaborati da Informazioni Editoriali appositamente per questa inchiesta, a fine dicembre 2011 i titoli tascabili e supertascabili sono 23.795, il 3,4% dei quasi 700.000 titoli in commercio presenti in Alice, il catalogo digitale che registra tutti i libri pubblicati e venduti nel nostro Paese. Ma se questo dato in fondo ci dice poco, si scoprono cose piuttosto interessanti curiosando tra settori, generi letterari, editori, collane e autori.

La scienza si fa festival

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Laura Novati

All’Auditorium Parco della Musica di Roma si è tenuto dal 19 al 22 gennaio il Festival delle Scienze, giunto alla settima edizione, che ha visto l’afflusso di 20.000 partecipanti. Un numero consistente, intorno al tema di quest’anno, il concetto del tempo. «Il tema è stato scelto – ha detto Vittorio Bo, direttore artistico del festival – perché rappresenta una dimensione della nostra vita che da sempre, dai Greci sino ai giorni nostri, ha attratto la curiosità e il desiderio speculativo della mente umana», intrigando filosofi e scienziati quanto artisti. Perciò tra gli invitati c’erano Jean Pierre Luminet, astrofisico, scrittore e poeta, seguito da Stefano Benni con il suo reading Che ore sono, dal filosofo Ned Markosian, esploratore della metafisica nel tempo e Giovanni Amelino Camelia, docente alla Sapienza, nominato tre anni fa come l’erede di Einstein, che ha tracciato Una breve storia del Tempo: prima, durante e (forse) dopo Einstein. E ancora: il campione di atletica, Andrew Howe, Oliviero Beha e Stefano Tamorri, presidente degli psicologi sportivi; l’incontro fra un fisico, Julian Barbour, e Giulio Giorello, chiamati a rispondere alla domanda: «Esiste il tempo?». Dunque successo a Roma, come successo ogni anno a Genova al Festival d’autunno, o a Modena sul concetto di natura, ma queste occasioni di incontro, sia pure di alto profilo, quanto incidono sulla cultura diffusa nel nostro Paese? Quanto si fa, in altri termini, per una almeno dignitosa «cittadinanza scientifica»?

Scoprendo l'India

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Ginevra Vassi

«Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca e povera. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato»: così la descrive Tiziano Terzani in Un altro giro di giostra. L’India, oggetto della XXIX edizione della Mostra internazionale di illustrazione per l’infanzia da cui sono tratte le immagini che illustrano questo articolo, è senza dubbio un paese incredibilmente complesso. La sua area è pari a circa un terzo di quella degli Stati Uniti e ha una popolazione di oltre 1 miliardo di abitanti con un tasso di crescita dell’1,6% all’anno. Nonostante le lingue nazionali ufficiali siano l’inglese e l’hindi, nei 28 stati delle sette principali regioni del paese si parlano almeno 26 lingue, 1.612 varianti di dialetti differenti rappresentati da 12 alfabeti diversi. La lingua comune più diffusa è l’inglese, parlato da oltre 50 milioni di persone (il 5% della popolazione) mentre è l’hindi la lingua più parlata, con 500 milioni di persone. L’enorme complessità linguistica e culturale di questa enorme popolazione si riflette anche nel mondo editoriale. Prima dell’indipendenza, l’industria editoriale era controllata dal Regno Unito, e ciò per lungo tempo ha determinato una sostanziale omogeneità del mercato. Negli anni Ottanta hanno iniziato a diffondersi i primi editori indipendenti (tra cui Kali, Seagull, Roli). Il decennio successivo ha visto una crescente liberalizzazione che ha permesso alle compagnie straniere di aprire succursali in India, ma fino al 2003 la burocrazia ha fortemente limitato l’export e quindi la crescita del settore.

Top 20

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Emilio Sarno

È di Fabio Volo il libro più venduto del 2011 nelle 1.483 librerie che fanno parte del circuito di Arianna (il 61,7% di catena e il restante 38,3% indipendenti). Uscito in libreria nel settembre dello scorso anno in appena 10 settimane arriva ad esser stampato in 700.000 copie. Poi a sorpresa troviamo il libro di Angelo Scola, neocardinale di Milano (uscito a novembre con 942.000 copie distribuite; ma in Arianna non confluiscono alcuni punti/forme di vendita del circuito cattolico). Due titoli che dicono subito di una caratteristica che ha avuto l’anno editoriale appena trascorso. In un’annata andata più male che bene, e in cui ci si è interrogati sul ruolo di sconti, promozioni, e-book e dei loro effetti sulle librerie e le vendite, due titoli in tre mesi arrivano da soli a fare oltre 1,6 milioni di copie (diverso ovviamente il loro contributo al fatturato). Ovvero: con due o tre casi analoghi, distribuiti nell’anno, avremmo avuto un 2011 diverso per risultati, probabilmente in linea con il 2010.

Un settore che cambia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Lucia Folli

È quando emerge da un confronto con i responsabili di alcune case editrici che lavorano nel mercato dell’editoria professionale. Come sempre le categorizzazioni, se da una parte aiutano la comprensione della realtà semplificandola, dall’altra rischiano di non mettere in luce la complessità di relazioni e rapporti fra le diverse categorie rappresentate. È il caso del mercato editoriale professionale che comprende a sua volta un insieme particolarmente articolato di settori e nicchie – spesso integrati con quello universitario – e con canali di vendita specifici. È proprio in questo mercato che l’on line – inteso sia come piattaforma tecnologica di fruizione di contenuti, sia come canale distributivo – ha prodotto i primi e più produttivi, in termini economici, risultati. Un altro elemento distintivo è la tipologia di acquirente dei contenuti professionali, che ha spesso caratteristiche di fruitore degli stessi più che di lettore in senso lato e che ha motivazioni di acquisto più forti e specifiche: spesso infatti deve formarsi/aggiornarsi su specifici argomenti e, qualche volta, deve farlo su contenuti e autori definiti (è il caso particolare dell’editoria universitaria). Nonostante ciò, il mercato della non fiction specialistica (dove si trova larga parte dell’editoria tecnico professionale universitaria) mostra negli anni 2009 e 2010 una contrazione dei titoli prodotti di oltre un migliaio di unità per anno, diminuendo di quasi cinque punti percentuale rispetto al 2005 (dal 28,3% del 2005 al 23,5% del 2010 secondo i dati Aie riportati nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2011, pagg. 31-33) rispetto alla produzione complessiva delle case editrici italiane e con una variazione del prezzo medio di copertina minima (da 28,04 del 2005 a 28,48 del 2010).

10 candeline

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Giovanni Peresson

Questa del 2011 è stata la fiera che, dopo dieci anni di vita, si è trovata alle prese con il suo primo vero momento di «difficoltà». La domanda che ci si poneva poche settimane prima dell’apertura era come «Più Libri Più Liberi avrebbe potuto rispondere per la prima volta ad un momento di reale difficoltà economica». Da parte del pubblico (con meno soldi da spendere), degli editori-espositori alle prese con le risorse da investire nella partecipazione a una manifestazione in un anno di «non crescita del mercato» e di difficoltà finanziarie.

30 poeti per un secolo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Laura Novati

«In effetti ogni poesia/ potrebbe intitolarsi “Attimo”.// Basta una frase/ al presente/ al passato o perfino al futuro:// basta che qualsiasi cosa/ portata dalle parole/ stormisca, risplenda,/ voli nell’aria,/ guizzi nell’acqua,/ o anche conservi/ un’apparente immobilità,/ ma con una mutevole ombra…» È l’inizio di In effetti, ogni poesia e bastano questi pochi versi a rendere la leggerezza ironica e disincantata di questa poetessa polacca che vive appartata nella sua Cracovia. Un premio Nobel, d’accordo, ma che aveva trovato in Italia un traduttore d’eccezione, Pietro Marchesani (vero veicolatore in Italia della cultura polacca del secondo Novecento) mancato lo scorso 29 novembre. La Szymborska gli ha mandato un enorme cuscino di rose rosse, accompagnato da due versi per lui, a dirgli il suo affetto e la sua riconoscenza. Perché è davvero singolare che lei sia diventata in assoluto la poetessa più letta e conosciuta in Italia, tanto da giustificare il suo nome per il lancio della nuova collana di poesia, iniziata il 27 dicembre, un’antologia cui è stato dato il titolo di Elogio dei sogni, prezzo di vendita euro 1,80. La cura, ultima fatica, è ancora di Marchesani, ma il curatore complessivo dellacollana è Nicola Crocetti, a cui chiediamo di parlarci dell’iniziativa. 

A volte ritornano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Giovanni Peresson

Li avevamo dati per scomparsi. O destinati a scomparire. Invece, eccoli qua. Smagriti nelle pagine e (soprattutto) nel prezzo come si conviene ai periodi di recessione annunciata in cui si hanno meno soldi da spendere. Stiamo parlando della nuova stagione di collaterali. D’altra parte anche Ikea aveva annunciato che la sua storica libreria Billy, in anni di e-book, doveva venir riprogettata perché le biblioteche domestiche saranno fatte più da digitale e meno di carta. Non c’è stato bisogno di tanto. Alle enciclopedie e alle grandi opere di reference, e poi alle collane di dvd di cinema, si sono sostituiti esili «volumetti» di racconti o di romanzi brevi. O come per il «Corriere della Sera», di poesia. L’unico caso, questo, che vede la collaborazione di un quotidiano con una casa editrice: Crocetti. Ma è interessante anche il caso di «Famiglia cristiana» con la sua collanina di spiritualità che comprende alcuni degli scritti di Enzo Bianchi.

Cambiamenti in corso

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Alfieri Lorenzon

Chi ha iniziato a sfogliare questo numero di gennaio del «Giornale della Libreria» si sarà accorto di un importante cambiamento. La sezione Attualità che negli ultimi dieci anni apriva la rivista è stata sostituita da altrettante pagine dedicate alle classifiche dei libri più venduti (i primi 20) e da alcune tabelle e grafici che presentano l’andamento della produzione editoriale (titoli, prezzi, e-book, ecc.). È il segnale più evidente della trasformazione di un periodico che, dal 1888, rappresenta la più autorevole rivista di informazione professionale del settore del libro, o dei «contenuti editoriali» come si dice oggi.  

Divisa dal Muro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Laura Novati

Alcuni scrittori hanno in sorte il destino di essere non solo autori delle loro opere, ma testimoni in prima persona del loro tempo, che invade o domina le loro stesse biografie, connota le loro posizioni pubbliche e private. Questo è stato il destino di Christa Wolf, scomparsa di recente a Berlino a 82 anni, personalità di primo piano nel mondo della cultura e della critica letteraria della ex Ddr, in qualche modo assumendo il ruolo che era stato di Anna Seghers (ebrea nata Netty Reiling, 1900-1983). Se la Seghers era però nata a Magonza e dopo l’esilio aveva scelto la parte orientale tedesca, la Wolf vi nasce, anche se lei stessa proveniente dalla fuga e dall’esilio; non si ricorda mai infatti la tragedia di milioni di persone che Stalin caccia dai confini orientali della Polonia di guerra verso i territori slesiani, cacciando da questi i tedeschi-polacchi che migrano verso Occidente (e continueranno a farlo, anche dopo il 1989, a patto di avere almeno un nonno tedesco/a, per godere dei benefici dello stato assistenziale federale). Un esodo che ha pesato non poco sul destino di ambedue le Germanie e che ha tolto al mondo tedesco uno dei centri storici della sua cultura, prima e dopo l’età classica, la Breslau o Breslavia storica divenuta Wroclaw.  

Graphic novel e fiction transmediale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Raffaele Cardone

Nel variegato mondo delle apps, almeno 500.000 per l’ecosistema Apple e 300.000 per Android (TechCrunch), le «book apps» non sono ancora propriamente un genere e neppure un segmento di mercato. Nella fiction invece l’idea di libri interattivi anima le sperimentazioni dell’avanguardia transmediale ma senza accendere l’interesse dell’editoria tradizionale. Negli esperimenti fatti finora sui romanzi, le integrazioni multimediali sono appunto«integrazioni», contenuti aggiuntivi che non creano ancora una nuova esperienza di lettura e di fruizione dei contenuti. E anche nei rari casi di romanzi costruiti in funzione dei tablet si stanno sperimentando scritture collettive, trame modificate dai lettori, pout pourri di scrittura, immagini, suoni e musica che valgono certamente come sperimentazione ma non hanno ancora generato un prodotto con un senso letterario: qualcosa in grado di sorprendere ma anche di appagare il lettore con una «storia».

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