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Distributori

Voices, la soluzione per autopubblicare gli audiobook di Findaway

di Alessandra Rotondo notizia del 19 luglio 2017

Attenzione, controllare i dati.

Il mercato dell’ascolto è indubbiamente in crescita, sia dal punto di vista volumetrico che guardando al numero degli attori che lo popolano. Solo qualche giorno fa scrivevamo, riprendendo i dati dell’Audio Publishers Association, che nel 2016 le vendite di settore hanno superato i 2,1 miliardi di dollari negli Stati Uniti, con una crescita del 18,5% a valore e del 33,9% a volume rispetto all’anno precedente. Qualche mese fa, invece, raccontavamo di come la piattaforma per il long-form Medium, nell’abbracciare il modello subscription, avesse deciso di inserire l’opzione audio tra i servizi a pagamento.

La notizia del giorno arriva da Findawayil maggiore distributore di audiobook al mondo, di cui avevamo parlato a proposito di DuoBook – che ha recentemente rilasciato Voices, una nuova piattaforma di autopubblicazione per i libri da ascoltare. Lo scopo principale del servizio è quello di mettere in contatto autori e «narratori» pronti a prestare la propria voce: una volta pronto, l’audiobook sarà distribuito in oltre 170 Paesi ed entrerà a far parte dell’offerta di vari servizi in abbonamento, oltre che del catalogo di biblioteche e rivenditori. Voices arriva in un panorama che non offre molte altre alternative: la più popolare è  Audiobook Creation Exchange di Audible, disponibile però solo per il Canada, gli Usa e il Regno Unito. Un’altra è Authors Republic: non molto diffusa né conosciuta.



Findaway ha sviluppato la piattaforma partendo dall’autore e dalle sue esigenze. Chi volesse pubblicare usufruendo dei suoi servizi dovrebbe presentare il proprio libro, illustrandone brevemente la trama, l’ambientazione e il target immaginato e raccontando con che voce lo immagina letto. In risposta, Voices selezionerà cinque narratori tra quelli disponibili e invierà all’autore campioni e preventivi relativi a ciascuno. A lui il compito di scegliere. Le soluzioni proposte saranno diverse tanto per budget quanto per professionalità e attrezzature: si andrà, insomma, dalla registrazione con un impianto domestico a quella in studio, di qualità (oltre che di prezzo) decisamente superiore. Una volta effettuata la sua scelta, l’autore del libro dovrà confermarla versando un anticipo tramite PayPal: il saldo avverrà a lavoro ultimato.

Findaway Voices, insomma, si comporterà come un servizio di concierge per chi vuole pubblicare un audiobook, potendo peraltro contare su una solida e ramificata rete di partner: iTunes, Audible, Nook, Overdrive e Scribd, tanto per citare i più famosi. Ogni volta che verrà fatturata una vendita, l’utente riceverà una notifica sul suo cruscotto di controllo, mentre le royalty verranno riconosciute sulla base degli accordi con i retailer.

Voices è stato concepito pensando in maniera prioritaria agli autori indie e ai self publisher, ma offrirà i suoi servizi anche alle case editrici medio-piccole che verranno approcciare il mercato degli audiobook senza sviluppare competenze e strutture aziendali interne. In questi casi Findaway gestirà il rapporto con il cliente attraverso una figura professionale specifica, che si occuperà di valutare le esigenze dell’editore e lo accompagnerà peculiarmente nel suo percorso.

Il servizio rappresenterà probabilmente una buona occasione anche per chi «lavora con la voce»: attori, speaker radiofonici, doppiatori… che la piattaforma valuterà uno a uno per garantire la qualità del servizio offerto, dispensando anche consigli sull’attrezzatura minima della quale dotarsi per fare un buon lavoro. Interessante anche l’integrazione con Draft2Digital, grazie alla quale chi è già cliente della piattaforma potrà usufruire dei servizi di Voices da un ecosistema unico, curando di pari passo l’e-book e la versione audio.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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