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Innovazione

Anche Medium sceglie la narrazione in cuffia. È audio revolution?

di Alessandra Rotondo notizia del 22 maggio 2017

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Poco meno di due mesi fa commentavamo sul Giornale della Libreria la decisione di Medium di abbracciare il modello subscription per far quadrare i conti. In particolare, annunciavamo come agli utenti che avrebbero deciso di sottoscrivere l’abbonamento (al costo di 5 dollari al mese) sarebbe stato riconosciuto lo status di «founding member», con il conseguente accesso a contenuti esclusivi e a nuove funzionalità, anche offline.

Nel corso delle settimane queste funzionalità sono state svelate e dettagliate. È particolarmente recente, tra le altre, il lancio di Medium Audio, che fornisce la versione ascoltabile dei contenuti presenti sulla piattaforma di pubblicazione. Le storie convertite in formato audio da Medium saranno affidate alle voci di narratori professionisti: si tratterà per lo più di contenuti «autoriali» per il pubblico pagante, anche se non mancheranno (e già non mancano) quelli messi a disposizione di tutti. E, in ogni caso, sarà ugualmente possibile per gli utenti registrare e condividere autonomamente l’audio dei loro articoli.

Medium Audio debutta con una sezione riservata sul sito e promettendo la piena compatibilità con i sistemi Android e iOS, per il momento il «catalogo» disponibile è di una cinquantina di tracce. Il successo o l'insuccesso dell’iniziativa decreteranno l’ampliamento o l’abbandono della funzionalità.

Più segnali lasciano pensare che la «tendenza audio» riserverà qualche sorpresa nel prossimo futuro: non è un caso che l’argomento ricorra con una discreta frequenza negli articoli che abbiamo pubblicato negli ultimi tempi. La lettura che passa per lo spettro della voce corrisponde a una diversa modalità di fruizione del contenuto. Una modalità che transita su altri supporti, che si appropria di spazi e tempi differenti da quelli tradizionali. E che parimenti crea un mercato attorno a sé. Un mercato che, concentrandoci sugli audiolibri, in Italia non è particolarmente sviluppato: quelli rilevati da IE, nel 2009 raggiungevano il picco di 218 titoli (esclusi naturalmente i cd venduti insieme ai libri come «materiale allegato»), per poi scendere a 50-60 negli ultimi anni. Nel complesso, un catalogo di meno di 2 mila titoli. Eppure il settore è in evoluzione, come emergeva anche dalla presentazione di una ricerca dedicata al tema, punto di partenza per uno degli incontri della convegnistica professionale della scorsa edizione di Più libri più liberi.

Negli stessi giorni in cui Medium lancia la sua funzionalità per la narrazione audio, un’altra company sbarca sul mercato (anglofono) con un servizio simile. Si chiama Audm e per il momento è disponibile in app per iOS. Al costo di 6,99 dollari al mese (dopo ventiquattro ore di accesso gratuito di prova) il servizio permetterà all’utente di ascoltare la versione audio di un buon numero di articoli provenienti da quotidiani e periodici, dal  «The Atlantic» al «World Policy Journal» passando per «The Millions», con un deciso focus long form. La sottoscrizione dell’abbonamento dà accesso all’intero archivio dei contenuti disponibili sull’app e a tutti quelli – in costante aggiornamento – progressivamente inseriti. 

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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