Oggi a Bologna Children’s Book Fair si è svolto il convegno internazionale Building the Future Generation of Readers: Best Practices and Policies for Reading, organizzato dall’Associazione Italiana Editori e da BCBF, in collaborazione con il francese Syndicat national dé l’edition (SNE), la Federazione degli Editori Europei (FEP), l’International Publishers Association (IPA) e l’International Board on Books for Young People (IBBY), per raccontare e stimolare la diffusione delle migliori pratiche mondiali di promozione della lettura e riflettere sul ruolo delle politiche europee e internazionali.
Dopo i saluti di Elena Pasoli, direttrice di Bologna Children’s Book Fair, un panel di editori ed esperti della lettura – moderato da Luis González (direttore della Fundación Germán Sánchez Ruipérez), ha raccontato alcuni dei progetti oggi più di successo nel mondo: tra questi #ioleggoperché in Italia, Il quart d’heure de lecture – l’iniziativa che invita la popolazione a leggere per un quarto d’ora –, Les Petits champions de la lecture, veri e propri campionati di lettura ad alta voce e il museo immersivo La Maison des histories in Francia, la prima mezz’ora coreana dedicata alla lettura silenziosa nelle scuole primarie, il britannico The National Year of Reading, campagna nazionale che vuole rendere la lettura una parte integrante della vita delle persone. Tra i partecipanti Gaia Stock (Commissione Ragazzi Associazione Italiana Editori e delegata IBBY Italia); Agathe Jacon (vicedirettrice L’École des loisirs, Francia); Yi Deagon (presidente Korea Local Bookstore Network, Corea del Sud) e Dan Conway (CEO Publishers Association, Regno Unito).
Il panel è stato l’occasione per raccontare #ioleggoperché, la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dall’Associazione Italiana Editori il cui valore strategico sta soprattutto nel potenziamento delle biblioteche scolastiche con titoli attuali e di valore, primo innesco per nuove iniziative di promozione e occasioni di lettura. A questo si affianca il progetto pilota #ioleggoperchéLAB-NIDI, costola di #ioleggoperché dedicato alla lettura nei piccolissimi (0-3 anni) e realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo.
«Questo è un progetto in cui credo molto, che crea opportunità dove altrimenti non ci sarebbero» ha dichiarato Gaia Stock. «La settimana delle donazioni è un momento dell’anno in cui vediamo accedere qualcosa di molto speciale: le persone vengono in libreria con uno scopo, regalare dei libri. La risposta dei cittadini e delle cittadine è incredibile: ho conosciuto molti librai e libraie che mi hanno detto che durante i giorni dell’iniziativa vendono addirittura più libri che nel periodo natalizio».
«Ogni anni misuriamo l’impatto dell’iniziativa» ha continuato Stock. «Se nella prima edizione di #ioleggoperché, 10 anni fa, erano coinvolte 2.408 scuole, nel 2025 sono state 29mila, più della metà delle scuole italiane. 62mila i libri donati durante la prima edizione, che sono diventati quasi 700mila l’anno scorso: in totale, in dieci anni, sono stati regalati 4.5 milioni di libri alle biblioteche scolastiche».
«La lettura diventa così parte della vita quotidiana delle bambine e dei bambini, creando nuove esperienze. E tutto ciò funziona perché il progetto coinvolge più realtà: librerie, biblioteche, case editrici, istituzioni, media, oltre che cittadini e cittadine, studenti e studentesse. La progettazione condivisa è stata la chiave per coinvolgere i soggetti più disparati, dalle scuole di paese ai ministri» ha concluso Stock.
La seconda parte dell’incontro si è concentrata sulle proposte delle associazioni di categoria e alle Ong, per stimolare un confronto sulle iniziative in corso, le sfide per il futuro e le priorità individuate nel dialogo con le istituzioni europee e internazionali. Hanno partecipato Anne Bergman-Tahon (direttrice della Federation of European Publishers); Gvantsa Jobava (presidente International Publishers Association); Basarat Kazim (presidente International Board on Books for Young People); Mari Yasunaga (Programme Specialist, Youth, Literacy and Skills Development UNESCO – Division for Policies and Lifelong Learning Systems). A concludere, Innocenzo Cipolletta, presidente AIE.
«Vorrei sottolineare – ha dichiarato Cipolletta – alcuni aspetti delle iniziative di promozione della lettura presentate oggi che, a mio avviso, sono stati determinanti per il loro successo:la collaborazione tra tutti gli operatori della filiera del libro, inclusi autori, editori, librerie e biblioteche, ma anche i media; la creazione di sinergie tra il mondo del libro e i sistemi educativi; lo sviluppo di solide partnership pubblico-private. Per funzionare, la promozione della lettura non può essere una azione calata dall’alto: è efficace se parte dalle esigenze specifiche di ogni singola collettività così da trovare le soluzioni più efficaci. Si deve sempre partire dai dati di contesto: sulle abitudini di lettura, il ruolo delle infrastrutture presenti nel territorio, così da progettare interventi mirati e capaci di ridurre le diseguaglianze» ha continuato Cipolletta.
«Leggere è indispensabile per la democrazia, per sviluppare le competenze e le capacità critiche dei cittadini di domani. Studi internazionali mostrano che la libertà di espressione e la democrazia sono a rischio in sempre più paesi. Allo stesso tempo, diversi governi stanno rivedendo le politiche digital only alla luce dei dati allarmanti sulle capacità di lettura e sui risultati scolastici. I due fenomeni sono collegati: la lettura è indispensabile per sviluppare il pensiero critico, consentendo ai giovani di affrontare il digitale senza esserne travolti, ma sfruttandone piuttosto le potenzialità. Ecco perché è essenziale rafforzare la collaborazione tra pubblico privato e investire per riportare il libro al centro dei percorsi di formazione dei giovani. Promuovere la lettura nei bambini e ragazzi di oggi significa promuovere la democrazia di domani» ha concluso il presidente AIE.
Questo l’appello firmato da IPA, IBBY, FEP, AIE, SNE e BCBF al termine dell’evento:
«Le organizzazioni nazionali e internazionali del libro, riunite a Bologna in occasione della Bologna Children’s Book Fair, chiedono all’Unesco, alla Commissione europea e a tutte le istituzioni nazionali e internazionali un rinnovato impegno nel sostegno alle iniziative di promozione della lettura di libri tra i giovani, quale indispensabile strumento di consolidamento e sviluppo di società aperte e democratiche.
Il confronto che abbiamo avuto qui a Bologna tra le migliori pratiche adottate in diversi Paesi ci conferma nella convinzione che la strada maestra passa dal coinvolgimento di una rete di soggetti il più ampia possibile, tra cui: autori, editori, librerie, biblioteche, scuole, famiglie, pediatri, mondo dei media. Tali iniziative devono essere sostenute in maniera incisiva dalle istituzioni pubbliche nazionali e internazionali con finanziamenti continui nel tempo e capaci di riconoscere ed esaltare le specificità territoriali.
Affrontiamo una stagione decisiva: bambine e bambini, ragazze e ragazzi, vivono oggi in contesti quotidiani dove un utilizzo poco cosciente e non guidato di tablet e smartphone rende sempre più difficile concentrarsi a lungo e sviluppare il pensiero critico, qualità che la lettura di libri coltiva in modo unico. Rimettere il libro al centro vuol dire investire nel futuro della democrazia».