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Mercato

Uk, cresce il consumo di audiolibri anche tra i bambini

di Camilla Pelizzoli notizia del 13 luglio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Che nel mondo il formato audio stia continuando a vivere un momento d’interesse abbiamo già avuto modo di vederlo. I dati, però, sono tendenzialmente riferiti ai lettori/ascoltatori adulti. L’ultima ricerca del National Literary Trust inglese, però, si concentra sulle orecchie dei piccoli ascoltatori, e ha raccolto dati sull’ascolto – prima e durante la quarantena – che sottolineano una crescita nel consumo di questi contenuti. Le informazioni provengono innanzitutto dall’annuale Literacy Survey, che conta su un panel di 58 mila bambini e ragazzi tra i 9 e i 18 anni poi implementato con un’ulteriore rilevazione durante il lockdown che, con l’aiuto delle scuole, ha raccolto dati  da 4.141 studenti (in questo caso, tra gli 8 e i 18 anni).

Il report segnala, innanzitutto, che un bambino su 4 (il 23,4%; contro un precedente 1 su 6, il 16,3%) ha detto di aver ascoltato più audiolibri durante il lockdown. Per tre motivi soprattutto: più tempo libero a disposizione, maggior facilità nell’accesso a nuovi libri in questo formato rispetto ad altri, e ricerca – attraverso questo formato – di un aiuto per trovare tranquillità. Un bambino su tre, infatti, ha dichiarato di aver provato conforto ascoltando audiolibri durante la quarantena (31,8%).

Certamente è più facile che un giovane lettore diventi anche ascoltatore di audiolibri, ma i segni di interesse sembrano indicare che il formato audio è anche un possibile punto d’accesso al piacere della lettura per i lettori in difficoltà. Infatti il report sottolinea come «gli audiolibri permettono di accedere ad alcuni benefici come il miglioramento del lessico, l’aumento di empatia, e un aiuto concreto nell’imparare a esprimersi e ad accedere a materiale educativo».

Un bambino su due (52,9%) ha detto di sentire maggior interesse verso la lettura; e la maggior parte di coloro che hanno ascoltato un audiolibro ha poi confermato di leggere quotidianamente nel tempo libero: molto di più rispetto a chi non usa questo formato (40,2% contro 27%). Inoltre, 7 bambini su 10 (70,8%) hanno detto di utilizzare la propria immaginazione più ascoltando gli audiolibri che guardando un video. E, in particolare per i bambini rispetto alle bambine, il formato audio sembra avere una presa maggiore sulla capacità di prestare attenzione, in particolare secondo quanto riportato nelle rilevazioni durante il lockdown.

Chiaramente la tecnologia a disposizione sta facilitando la crescita di questo formato: i ricercatori del National Literacy Fund sottolineano l’importanza e la pervasività degli smartphone come  «punto di svolta» per la diffusione del consumo in cuffia. L’audio digitale può diventare «un mezzo che supera barriere di costo, abilità di lettura e accesso fisico al libro», dimostrando un grande potenziale anche nel sostenere l’interesse di fasce di lettori più deboli o a rischio.

Il report, commissionato dalla Publishers Association britannica, ha rappresentato uno snodo significativo anche nella discussione sulla rimozione dell’IVA al 20% dagli audiolibri, in coerenza con la misura di sostegno alla domanda introdotta in Uk ad aprile 2020 che l’ha rimossa dagli e-book. Stephen Lotinga della Publishers Association ha spiegato come «la crescente popolarità degli audiolibri – rafforzata dal successo dei podcast e dall’uso dei device digitali – sta portando un numero sempre maggiore di persone a un consumo di storie e informazione in formato audio. Gli audiolibri sono stati un’ancora di salvezza per molte persone durante il lockdown e il governo ha ora l’opportunità di assicurarsi che la prossima generazione di lettori non si disperda semplicemente perché ha bisogno di ascoltare i libri [piuttosto che leggerli] o lo preferisce».

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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