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Librerie

Agli editori indipendenti piace aprire librerie indipendenti (e viceversa)

di Alessandra Rotondo notizia del 22 marzo 2021

Attenzione, controllare i dati.

Case editrici e librerie sono legate dal doppio filo di una comunanza d’intenti che spesso si traduce in progetti a quattro mani. Senza aver bisogno di tornare a quando, prima dell’Ottocento, i mestieri del libro erano indistinti e sovrapposti, i destini di chi i libri li fa e di chi li vende continuano a incrociarsi con successo anche in tempi più recenti.

D’altronde Ulrico Hoepli – che nel 1870 apriva nel centro di Milano la sua Libreria Internazionale per poi affiancarvi, dall’anno successivo, l’attività editoriale – sosteneva (e centocinquant’anni di storia ci confermano che lo facesse a ragione) che un buon editore dovesse essere prima di tutto un bravo libraio. Ventisei anni dopo, a Bari, Giovanni Laterza seguirà lo stesso percorso aprendo prima una libreria e poi, nel 1901, la casa editrice. E così Cortina: libreria dal 1946 (attualmente i punti vendita sono tre) ed editore dal 1980.

Né d’altro canto è un caso che i principali gruppi editoriali italiani posseggano oggi catene di librerie, o siedano almeno al tavolo dei soci.

Il fenomeno sul quale vorremmo soffermarci è però un altro, più specifico e recente. Ed è quello degli editori (piccoli, medi, indipendenti e tendenzialmente di varia) che in questi primi due decenni del Ventunesimo secolo hanno sentito l’esigenza di aprire una loro libreria (piccola, media, indipendente e tendenzialmente di varia).



Libreria Minimux fax (Roma)


Alcuni lo hanno fatto puntando sul loro catalogo ed esponendolo in tutta la sua ampiezza; altri hanno strutturato l’offerta rivolgendosi ai cataloghi di altri piccoli e medi editori: confezionando per il lettore un assortimento «di proposta». In un senso o nell’altro si tratta di un fenomeno interessante. In sé, senza dubbio, ma anche nel rappresentarci l’evoluzione della «libreria» e della «casa editrice» come entità, dei loro reciproci rapporti, delle loro interazioni con il territorio e con gli agenti sociali e culturali che a vario titolo lo animano.  

Agli esordi del fenomeno si colloca sicuramente l’arrivo, nel dicembre 2005, della libreria Minimum fax nel cuore di Trastevere, a Roma. Un anno prima, in piazza Madama, era stato Sergio Fanucci ad aprire una sua libreria, alla quale era poi seguita una seconda: ma si tratta purtroppo di un’avventura conclusa. L’offerta che la libreria Minimum fax propone al lettore è una selezione di titoli di narrativa italiana e straniera, saggistica, controinformazione, fumetti, classici, storia e spettacolo: scelti con l’obiettivo di «dare attenzione a marchi indipendenti, autori esordienti e classici contemporanei». La libreria espone tutto il catalogo Minimum fax e ogni mercoledì o quasi organizzava reading, presentazioni, incontri; contribuendo a costruire quell’immaginario di luogo «vivo e sociale» che diventerà identitario per molte realtà indipendenti.




Libreria Spartaco (Santa Maria Capua Vetere - Caserta)


Un anno più tardi a Santa Maria Capua Vetere – comune campano della provincia di Caserta – la casa editrice Spartaco, nata nel 1995 e dal 2003 distribuita a livello nazionale, apre una libreria come «naturale espansione» dell’attività editoriale.

«La scelta dei testi – si legge sul loro sito – è incentrata su narrativa, libri per bambini e ragazzi, fumetti, teatro, musica e cinema, oltre alla saggistica in genere e agli spazi dedicati alla produzione di autori e realtà editoriali del territorio casertano e campano». Il legame con il territorio e i suoi attori e una programmazione settimanale di eventi che spazia dalla letteratura, alla musica, al teatro fanno anche in questo caso da paradigma al progetto.


121+ Libreria exTemporanea (Milano)



È però qualche anno più tardi che la cartina delle librerie indipendenti aperte dagli editori italiani comincia a infittirsi. Nel 2010 Corraini apre in via Savona, a Milano, il temporary bookshop 121, nome mutuato dal numero dei giorni che avrebbe dovuto rimanere aperto: dal 24 novembre 2009 al 18 marzo 2010. Di giorni però ne passano molti di più: la libreria aggiunge un «più» al suo nome (diventando 121+) e da temporanea si converte in «extemporanea». «Non solo libri, ma mostre, presentazioni, laboratori per bambini e per adulti» scrive Pietro Corraini a proposito del progetto. In sintonia con il quartiere e i suoi showroom – una vivacità difficile da ricordare oggi, ai tempi della pandemia – e con le sensibilità e le proposte della casa editrice, l’offerta della libreria spazia tra architettura, arte, fotografia, moda, illustrazione; con libri in italiano ma anche in altre lingue, oggetti di design e grafiche d’autore in tiratura limitata. «Una selezione “di parte” e spesso in cambiamento».




Libreria Città Possibile (Milano)


Nel 2013 è Jaca Book ad aprire una sua libreria: lo fa in via Frua 11, sempre a Milano, allo stesso indirizzo della casa editrice. Città Possibile – questo il suo nome – viene raccontata dai fondatori come una libreria editoriale: «Una sorta di atelier, una fucina di idee, dove autori, relatori e lettori interagiscono con la casa editrice». Meno di un mese fa, nonostante le limitazioni e le difficoltà dell’ultimo anno, la libreria ha riorganizzato i suoi spazi (anche) con l’obiettivo di mettere a scaffale e valorizzare tutto il catalogo dell’editore. Nel 2020 inoltre Jaca Book ha cominciato a proporre i propri titoli anche in e-book e ha aperto uno store. Con il rinnovamento Città Possibile si conferma come luogo di scambio culturale: il ciclo Metti un autore in libreria fa incontrare e dialogare – nel rispetto delle norme sanitarie – autori, giornalisti, studiosi e ospiti internazionali. Tutti gli appuntamenti possono essere seguiti in diretta Facebook sulla pagina dell’editore.

Persegue un’idea simile Vittorio Anastasia quando nel 2018 apre a Portorguaro (Venezia) il Bookshop Ediciclo & Nuovadimensione: «Proprio sotto i nostri uffici. Una sorta di catalogo fisico, vivente, del nostro lavoro. Disponibile e consultabile in un luogo reale».




Bookshop Ediciclo & Nuovadimensione (Portogruaro - Venezia)


«Procida Racconta è parte di un progetto organico che nell’apertura del Nutrimenti Bookshop, nel 2014, trova il suo punto di partenza. Una libreria voluta dai procidani, a colmare un’assenza grande per un’isola che conta circa 11 mila abitanti» raccontava Andrea Palombi, direttore editoriale della casa editrice Nutrimenti, sul Giornale della libreria di luglio-agosto 2017 (nell’articolo Chi ha lingua passa il mare, pagine 10 e 11). Una libreria aperta da un editore romano in un’isola del sud, attorno alla quale si sviluppa una manifestazione che sull’isola porta autori e autrici con l’obiettivo di fargliela raccontare.



Nutrimenti bookshop (Procida - Napoli)


L’idea di aprire Nutrimenti Bookshop arriva peraltro da un’altra libreria di mare: L’ultima spiaggia di Ventotene, aperta nel 2002 da Fabio Masi, seguita nove anni dopo dall’apertura di una seconda sede, a Camogli, e poi nel 2014 – in partnership con altri soci – da L’amico ritrovato di Genova. Una passione marina che insospettabilmente approda a Milano nel 2018, quando il gruppo della libreria di Genova fonda una società con l’editore Nutrimenti e la famiglia milanese Garavaglia per rilevare la storica Centofiori di piazzale Dateo.

Parlando di librerie storiche che vengono affidate alle sapienti mani dell’editoria non si può non far menzione a La libreria dei ragazzi di Milano, che nel 2012 Roberto Denti e Gianna Vitali – decidendo di ritirarsi – cedono al 100% all’Editrice Il Castoro, dopo quasi sei anni dal suo ingresso nella società come socio di maggioranza. Nel 2010 una seconda libreria era stata aperta a Brescia.



Libreria Bodoni / Spazio B (Torino)


Nel 2014, a Torino, è Add editore a realizzare il sogno di dare una casa ai (propri) libri. Ma «la Libreria Bodoni non è una libreria di Add – racconta Francesca Mancini – è una libreria che dà molto spazio alle case editrici indipendenti, con un’identità forte. È una libreria che riflette lo stesso desiderio di contaminazione tra linguaggi che è proprio della casa editrice. Un altro modo per aprirci a nuovi mondi, nuove culture, persone e stimoli». Anche in questo caso la componente degli eventi, dei laboratori, dei workshop e degli incontri è forte, tanto da sviluppare il format Spazio B: l’«alter ego» della libreria dedicato alle attività.


Verso libri (Milano)


Tornando a Milano, il 9 dicembre del 2015 inaugura nei pressi delle Colonne di San Lorenzo Verso: libreria bar frutto dell’impegno «tutto editoriale» di Andrea Gessner (Nottetempo), Pietro Biancardi (Iperborea), Tomaso Biancardi (scout letterario e traduttore), Alessandro Beretta (critico letterario e scrittore) e Lisa Sacerdote (photoeditor e autrice di progetti per la fotografia). Un’accurata selezione di titoli di marchi indipendenti e un display che enfatizza il progetto editoriale, una fitta programmazione di incontri e l’opportunità, pre-Covid, di sviluppare una gradevole socialità – oltre alla collocazione in un quartiere giovane e studentesco – ne decretano le popolarità.



La scugnizzeria (Melito di Napoli - Napoli)


Comincia invece sessant’anni fa la storia che, nel 2017, porta all’apertura de La Scugnizzeria a Scampia, Napoli. Nel 1959 nasce a Posillipo la casa editrice Marotta&Cafiero, che annovera André Gide e Domenico Rea tra gli autori pubblicati e Salvatore Quasimodo tra i curatori di collana. Nel 2010, dopo 50 anni sotto la guida della famiglia Marotta, l’impresa viene regalata a Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, che trasportano la storica sede di Posillipo nel quartiere di periferia di Scampia, trasformandola in una casa editrice indipendente che si occupa di «narrativa civile, letteratura stupefacente, editoria terrona». La Scugnizzeria arriva sette anni più tardi: molto più di una libreria, uno spazio polifunzionale dedicato allo studio e alla lettura, al teatro, al cinema, alla danza, alla musica. Con una connotazione sociale fortissima e l’obiettivo preciso di contribuire al futuro dei bambini e dei ragazzi che nascono in una realtà complessa. A completare il progetto un museo interattivo dell’arte tipografica e una grande attenzione alla sostenibilità ambientale. E l’uscita, il prossimo 5 maggio, di Guns. Contro le armi, il saggio inedito del re dell’horror e dei best seller Stephen King, che – colpito dalla storia e dall’impegno di Marotta&Cafiero – ha deciso di affidare a loro, piccoli editori indipendenti, la versione italiana.



Libreria Dante&Descartes (Napoli)


Restando a Napoli, un’altra esperienza interessante è quella della rete LIRe, che unisce quattro librerie del centro storico accomunate da una comune visione: «Vogliamo dare spazio e diffondere libri che aprono nuovi immaginari, che fanno venir voglia di raccontarli e parlarne dopo averli letti: classici perduti e ritrovati, autoproduzioni, controculture, saggi, sguardi sul presente, libri illustrati, libri per i più piccoli e le più piccole che fanno immaginare nuovi mondi possibili, oltre gli stereotipi (di razza, classe e genere) che assorbiamo sin dalle prime letture» si legge sul sito. Le quattro librerie sono la Perditempo - Libri, vini e vinili, la Libreria Librido dedicata a pop up e illustrati, la Tamu – specializzata in letteratura araba e mediorientale – e la Dante&Descartes.

Cosa c’entra con le librerie aperte da editori? In primo luogo le ultime due hanno fatto il percorso inverso e, dall’occuparsi della vendita dei libri, hanno poi iniziato anche a pubblicarli. E poi la Dante&Descartes – che ha avviato la sua avventura tra gli scaffali nel 1984 e nel 1988 ha inaugurato l’attività editoriale – è la casa editrice che ha pubblicato Averno, uno dei due soli libri usciti in Italia scritti dalla poetessa statunitense Louise Glück, che ha vinto il premio Nobel per la letteratura del 2020.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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