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Lettura

Leggere insieme per lavorare meglio, tra book club e biblioteche aziendali

di Alessandra Rotondo notizia del 13 aprile 2021

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In un articolo pubblicato qualche anno fa sulla Harvard Business Review, John Coleman spiega come mai per un manager sia tanto importante frequentare un club del libro. Tra le capacità riconosciute alla lettura, individua ad esempio quella di incrementare la leadership attraverso l’acquisizione di una migliore proprietà di linguaggio e di maggiori capacità di comunicazione, di una più acuta intelligenza emotiva e della possibilità di confrontarsi, attraverso il libro, con tanti personaggi veri o d’invenzione dai quali poter trarre ispirazione.

Coleman si sofferma poi ad analizzare quanto i club del libro possano essere utili per costruire e rinforzare i rapporti umani, sia sul piano privato che su quello professionale: «Neil Blumenthal – scrive nell’articolo – fondatore dell’azienda che realizza gli occhiali da vista Warby Parker, una volta ha descritto i benefici del suo club del libro a livello aziendale, sottolineando come il club abbia aiutato a costruire relazioni di lavoro più forti, permettendo di costruire un rapporto di fiducia all’interno di un ambiente sicuro per condividere idee, o per discuterle. Allo stesso modo, un alto dirigente di una giovane società immobiliare mi ha detto che la sua azienda utilizza un club del libro e la discussione mensile permette di approfondire la comprensione di certi argomenti e per costruire la fiducia e l’empatia nel team».

Una visione evidentemente condivisa da Danilo Dadda, amministratore delegato della Vanoncini di Mapello che qualche giorno fa ha raccontato all’edizione di Bergamo del Corriere della Sera la storia del «Club del libro per muratori» che ha aperto all’interno della sua azienda. «A inizio anno ho condiviso una lista di 60 titoli tra i quali è possibile attingere, per la maggior parte libri di settore, sul lavoro di squadra o sulla crescita personale. Ma chiunque può proporre e presentare una lettura a piacere. Siamo partiti con un paio di incontri al mese, ma visto l’entusiasmo sto pensando di intensificare gli interventi» ha spiegato Dadda.

Il club – che nasce con l’obiettivo di incentivare la crescita culturale e professionale dei dipendenti e di sfidare i «luoghi comuni sul mondo dell’edilizia» – si rivolge ai muratori, agli operai impegnati nei cantieri, ai geometri, agli ingegneri e ai funzionari e consulenti commerciali. Abitualmente si riunisce in coda alle riunioni di questi ultimi, che da più di un anno si tengono online a causa della pandemia. «L’aspetto stimolante – continua Dadda – è parlare a una platea, in questo modo formo i miei collaboratori a sostenere discorsi in pubblico, a superare l’imbarazzo iniziale e a far crescere la propria autostima». Alla fine di ogni incontro gli aderenti al club vengono ricompensati con un buono di 100 euro: «Una somma simbolica che va a rimborsare il costo del volume comprato e, volendo, copre anche nuovi acquisti».

Le esperienze dei club del libro non esauriscono però i modi in cui la lettura può essere portata all’interno dei luoghi di lavoro, arricchendoli e innalzando la qualità dell’ambiente e delle interazioni tra i dipendenti. Un altro caso interessante è ad esempio quello delle biblioteche aziendali. Qualche tempo fa scrivevamo in particolare della Pirelli, la cui prima biblioteca risale al 1928: una biblioteca circolante, con 800 volumi a disposizione del personale iscritto al Dopolavoro Aziende Pirelli; trent’anni più tardi sarebbe poi nata la prima biblioteca aziendale nello stabilimento di Settimo Torinese.

Nel 2009, quando l’idea di rivitalizzare e riorganizzare la produzione aveva riunito in un’unica struttura alcune produzioni precedentemente distinte, il progetto architettonico di una nuova sede era stato affidato a Renzo Piano, e aveva portato tra le altre alla costruzione della famosa «spina»: una struttura che comprende al suo interno uffici, laboratori e aree destinate ad attività sociali, compresa la biblioteca a disposizione dei dipendenti. Negli anni successivi a quella di Settimo Torinese si sarebbero poi aggiunte le biblioteche degli stabilimenti di Milano Bicocca e Bollate.

Guardando oltre l’Italia, se il fenomeno delle corporate library è fiorente nei Paesi anglosassoni e nordeuropei – come pure i book club più o meno formalmente organizzati all’interno delle aziende, degli uffici e dei luoghi di lavoro – un’esperienza interessante viene dalla Spagna, e in particolar modo dalla Fundación Agfitel, rivolta ai dipendenti dell’industria siderurgica, edilizia e automobilistica. Il progetto si chiama «Los libros, a las fábricas» e già dal nome dichiara una convinzione netta e basilare: nessun progresso economico è ipotizzabile senza il sostegno di un’adeguata crescita culturale, personale e globale. E leggere può essere di grande aiuto.

L’idea perseguita è quella di portare la letteratura nei luoghi dell’industria pesante, riconoscendo contestualmente l’ovvio: ognuno può avere interesse (e ha sicuramente diritto!) a coltivare la propria dimensione culturale, indipendentemente dal lavoro che fa. Ma «Los libros, a las fábricas» non si limita a dar da leggere agli operai: porta negli stabilimenti scrittrici e scrittori, incentivando un dialogo diretto tra mondi che tradizionalmente si parlano poco. E se per i lavoratori è un’esperienza inconsueta e interessante poter discutere di trame, di snodi narrativi e di soluzioni stilistiche in fabbrica, direttamente con gli autori, per questi ultimi l’occasione è altrettanto singolare.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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