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Editori

Francia. L’aiuto del CNL agli editori indipendenti

di Alessandra Rotondo notizia del 18 maggio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Due mesi fa il Ministero della cultura francese annunciava lo stanziamento di un fondo da 22 milioni di euro a sostegno delle industrie culturali, distinguendosi nel panorama globale per la completezza e la tempestività delle misure adottate: attente a ciascun segmento e frutto di una politica per la cultura storicamente strutturata e consolidata nel Paese. Un approccio alla gestione dell'emergenza cooperato anche dall'inziativa delle singole aziende, come dimostra il progetto della casa editrice Les Arènes di cui scrivevamo la settimana scorsa.

Cinque dei 22 milioni venivano espressamente riservati al mondo del libro, per il tramite e la gestione del Centre National du Livre (CNL). Un piano d’urgenza rivolto a editori, autori e librerie che nel corso delle settimane è andato progressivamente dettagliandosi verso soggetti e categorie puntualmente identificati.

In questo quadro, il 30 aprile il CNL ha stabilito d’intensificare gli aiuti a supporto della filiera editoriale secondo due linee guida: da una parte l’incremento dei fondi destinati (+ 1 milione di euro per gli autori, + 350 mila euro per gli editori indipendenti); dall’altra la revoca o la rimodulazione di determinati criteri di ammissibilità al fine di innalzare il numero dei potenziali beneficiari.

Il fondo straordinario dedicato a sostenere gli editori indipendenti passa così da 500 mila a 850 mila euro, con il contributo della Société Française des Intérêts des Auteurs de l'écrit (SOFIA) e il Centre Français d'exploitation du droit de Copie (CFC). Sul fronte dei criteri di ammissibilità, per consentire anche agli editori che già beneficiano della sovvenzione governativa di accedere a questo nuovo contributo, è stata soppressa la condizione che limita gli aiuti del CNL ai soli richiedenti che non abbiano ricevuto l’altro aiuto, pur avendone fatto domanda.

Il contributo che ciascun editore potrà ottenere è compreso tra i 3 e i 10 mila euro. Possono presentare domanda le realtà che soddisfano una serie di criteri, primo tra tutti quello dell’indipendenza: «intesa nel senso che il capitale della società è posseduto per almeno il 50% da persone fisiche o da una o più società che soddisfano la definizione europea di PMI».

Le altre condizioni: pubblicare opere in francese e/o in una delle lingue della Francia; essere in attività da almeno un anno (contabile); avere almeno tre opere in catalogo; avere un catalogo regolarmente aggiornato, al ritmo di almeno un libro all'anno; avere contratti di diffusione e distribuzione sul suolo francese, in mancanza, distribuirsi autonomamente in una rete stabile di librerie (almeno venti) su scala nazionale; realizzare un fatturato annuo inferiore a 500 mila euro netti; totalizzare almeno il 50% del fatturato vendendo libri nelle librerie; aver subito una perdita del giro d’affari di almeno il 50% durante lo stato di emergenza sanitaria; fornire prova del pagamento del diritto d’autore; non afferire al segmento dell'editoria pubblica né a quello dell’editoria a pagamento o del self publishing; rispettare gli obblighi di legge relativi allo sfruttamento delle opere.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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