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Mercato

Il mercato del libro e la situazione della piccola e media editoria in Francia

di Claude Combet notizia del 6 dicembre 2019

Attenzione, controllare i dati.

Nell’ambito del programma professionale di oggi, venerdì 6 dicembre, era previsto un incontro dedicato al mercato del libro francese che purtroppo all’ultimo minuto non è stato possibile realizzare. Abbiamo però colto l’occasione per fare il punto sulla situazione del settore editoriale in Francia e della piccola e media editoria. I dati si basano sugli studi e sulle indagini pubblicate da «Livres Hebdo», il settimanale dedicato al pubblico prefessionale e al mondo del libro francese (dai librai ai bibliotecari, dagli editori ai giornalisti). Questi dati sono relativi all’anno 2018, in attesa di avere i risultati del 2019.

«Il mercato francese è in crisi da dieci anni – racconta Fabrice Piault, caporedattore di "Livres Hebdo" –. Ogni anno è stata registrata una diminuzione del fatturato degli editori, a eccezione del 2015 (+1,8%) e del 2016 (0,0%). Il mercato oggi non è ancora stabile e in particolare il 2017 e il 2018 sono stati anni difficili. Il 2019 sembra però promettere risultati migliori».

Insieme a questi risultati vorrei però aggiungere che le manifestazioni dei gilets jaunes alla fine dell’anno scorso, hanno portato una – seppur limitata – maggiore attenzione del pubblico verso le librerie di prossimità : per il pericolo di scontri, le persone sono andate ad acquistare vicino a casa e non in centro città.


Il mercato del libro francese

Dopo un 2017 che ha registrato un calo dell’1,1% – a causa in particolare delle elezioni francesi, che tendono generalmente a catalizzare l’attenzione del pubblico e dei principali media – il mercato nell’anno 2018 ha segnato un -1,7% (esclusi i testi scolastici). La diminuzione è una realtà per tutti i canali di vendita:  -0,2% per i grandi negozi culturali (Fnac, Cultura); -1,4% per le librerie di primo livello (premier niveau); -2,1% per le librerie di secondo livello (deuxième niveau); -7% per gli ipermercati.
Le vendite digitali non sono ancora così importanti come negli Stati Uniti. In Francia il settore digitale si stima rappresenti circa l’8,4 % del mercato totale.
Il 2019 sembra promettere risultati migliori. Il primo trimestre ha registrato un calo del 3,5% ma il secondo una crescita del +3% e il terzo un +3,5%. Se consideriamo solo il mese di ottobre, la crescita è stata del +4%.


La situazione della piccola e media editoria

La situazione della piccola e media editoria in Francia è sempre difficile. Le piccolissime case editrici non riescono spesso ad ottenere ricavi sufficienti, ma alcune riescono a evolversi nel tempo. Una identità riconoscibile e una linea editoriale forte sono elementi fondamentali per resistere negli anni. Di fatto, le piccole realtà sono il laboratorio delle grandi case editrici: scoprono nuovi autori che passano poi ai grandi gruppi editoriali. A volte poi il gruppo arriva ad acquisire l’intera casa editrice. Dal nostro punto di vista possiamo affermare che le case editrici di medie dimensioni rappresentano una quota meno importante: abbiamo i grandi gruppi editoriali da una parte e le piccole case editrici dall’altra. E i piccoli editori sono in grado di riservare sempre sorprese, come il successo di En attendant Bojangles, il primo romanzo di Olivier Bourdeaut, pubblicato da Finitude – una piccola casa editrice del sud della Francia – che ha venduto 305 mila copie. 


I generi di maggiore successo 

In Francia il successo di un genere è spesso associato a un best seller. Quando viene pubblicato un nuovo titolo di Astérix, tutto il settore dei fumetti è portato a un aumento  delle vendite. I tre segmenti che in questi anni hanno registrato i migliori risultati sono stati  i fumetti (e le graphic novel), i libri per ragazzi e i tascabili. Nel 2018 il segno positivo ha caratterizzato i fumetti (+1%) e i libri per ragazzi (+1%), mentre gli altri hanno segnato una contrazione, dai tascabili (-1%) alla saggistica (-1,5%) fino alla narrativa (-2%).
In Francia possiamo contare su un «fenomeno» unico, non presente negli altri Paesi: la rentrée littéraire. Gli editori pubblicano i romanzi più importanti sempre in agosto, settembre e ottobre, perché in novembre sono concentrati i premi letterari più prestigiosi: il Grand prix du roman de l’Académie française, il premio Goncourt, il premio Renaudot, il premio Médicis, il premio Femina e il premio Interallié. Vincere un prix Goncourt è molto importante sia per l’autore che per la casa editrice. Grazie al premio si raggiungono grandi risultati di vendita (367 mila copie in media) perché le persone spesso acquistano i libri come regalo di Natale. Il premio è inoltre la garanzia per la casa editrice di poter continuare la prorpria attività per almeno altri due o tre anni senza problemi. Per la rentrée littéraire di agosto-settembre 2019 sono stati pubblicati 524 romanzi, dei quali 188 stranieri. 


L’andamento dei tascabili

In un mercato in crisi, i tascabili sono particolarmente importanti. La legge Lang sul prezzo fisso del 1981 – così chiamata dal nome dell'allora ministro della cultura francese Jack Lang – stabilisce che si può pubblicare in tascabile nove mesi dopo la prima edizione. La maggior parte delle principali collane di tascabili sono di proprietà dei grandi gruppi: Le Livre de Poche (Hachette), Pocket (Editis), J’ai Lu (Flammarion) e Folio (Gallimard), Points (Seuil, del gruppo Media Participations), Babel (Actes Sud). C’è comunque posto anche per le case editrici più piccole che spesso hanno la loro collana di tascabili dove pubblicano autori meno conosciuti e saggistica : un settore che non vende molto in forma di tascabile ma che è importante per veicolare il pensiero e la conoscenza. Nella Top 50 delle vendite 2018 figuravano 32 tascabili : una prova del successo di questo formato.
Negli anni passati pensavamo che il digitale avrebbe portato la fine del tascabile, ma questo però non è avvenuto. I lettori francesi leggono in formato digitale soprattutto alcuni generi, come i romanzi popolari o sentimentali e i gialli.


La percezione della produzione editoriale italiana

L’interesse dei lettori francesi per la produzione editoriale italiana è altissimo. La letteratura italiana è infatti ben conosciuta dai lettori francesi.
Gli editori francesi publicano molti libri di autore straniero e fra questi, numerosi titoli italiani. Tra i 68.121 libri pubblicati nel  2018 (novità e nuove edizioni) il 18,5 % è tradotto da altre lingue. E tra questi il 59,3% è tradotto dall’inglese, il 12,6 % dal giapponese (soprattutto manga ), il 5,9 % dal tedesco e il 4,5 % dall’italiano. Seguono lo spagnolo con il 3,2%, il russo (1,9 %), il portughese (1,1 %) e le lingue scandinave (1 %). Sono soprattutto i romanzi a essere tradotti da altre lingue: 3.988 nel 2018, cioè il 38,22% di tutti romanzi pubblicati in Francia.
«Nel 2018 – aggiunge Fabrice Piault – sono dimunuite le traduzioni dall’italiano di fumetti, libri per ragazzi e libri di argomento esoterico ma sono aumentate quelle di libri a tematica religiosa. Nel 2017, 624 titoli sono stati tradotti dall’italiano e 569 nel 2018, con una  una diminuzione del 9%. Se però consideriamo gli ultimi cinque anni, la crescita è dell’1%.
Gli editori francesi si affidano a scout per trovare sul mercato italiano titoli da pubblicare in Francia. Tutti i principali titoli della letteratura italiana contemporanea sono stati tradotti in francese. Tra i best seller italiani posso menzionare L’amica geniale, di Elena Ferrante, Piranhas di Roberto Saviano (la versione francese di La paranza dei bambini), Le otto montagne, di Paolo Cognetti. Quest’ultimo, dopo la vittoria del premio Strega, è stato pubblicato da Stock e ha ricevuto il premio Medicis étranger 2017. I grandi editori francesi di letteratura straniera come Gallimard, Stock, Flammarion e Laffont continuano a pubblicare autori italiani. Abbiamo poi anche un’editrice italiana Liana Levi che pubblica gli autori italiani sul mercato francese. Il pubblico ha anche scoperto la scrittrice e attrice italiana Goliarda Sapienza, pubblicata da Le tripode, un piccolo editore che ha pubblicato tutte le sue opere. Gli editori di libri gialli, dopo il successo di Andrea Camillieri si sono affacciati alla produzione italiana del settore, mentre non ci risultano esempi di best seller di saggistica tradotti dall’italiano, fatta eccezione per i libri del Papa.
Possiamo concludere dicendo che gli editori francesi sono molto attenti alla produzione italiana e tendono a tradurre e pubblicare sia autori affermati che poco conosciuti, in particolare se si tratta di titoli originali dal punto di vista delle tematiche e degli argomenti trattati.

L'autore: Claude Combet

Sono giornalista a «Livres Hebdo», il settimanale professionale dedicato ai professionisti del mondo del libro francese (dai librai ai bibliotecari, dagli editori ai giornalisti).

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