L’istituto brasiliano per la ricerca economica (FIPE) ha condotto un censimento sullo stato dell’editoria digitale in Brasile, intervistando 794 editori rappresentativi dell’editoria nazionale e raccogliendo i dati relativi sia alla produzione e commercializzazione sia relativi alle vendite di e-book in rapporto al fatturato complessivo.
Il censimento, voluto e promosso dalla Camera brasiliana del libro (CBL) e dall’Associazione nazionale degli editori (SNEL), ha messo in luce come il libro digitale fatichi a crescere in Brasile, dove rappresenta ancora soltanto una minima parte dell’intero mercato del libro, più concentrato sul cartaceo: l’1% del fatturato editoriale complessivo. Una crescita lenta rispetto all’andamento in crescita dell’e-book di altri Paesi, da un lato probabilmente proprio per la scarsa propensione da parte degli editori di fornire anche una versione digitale dei propri prodotti, visto che soltanto il 37% degli editori intervistati ha affermato di puntare anche sul digitale. Il restante 63% rimane, invece, ancorato al libro cartaceo, ritenendo non necessario sviluppare nemmeno un’alternativa digitale per i lettori possessori di un e-reader.
A trascinare il mercato degli e-book è soprattutto il settore della varia, se si pensa che rappresenta ben l’87% dei 2.751.630 titoli digitali in commercio in Brasile. Interessante poi notare come il settore scolastico sia uno tra i più deboli in questo campo: pochi nuovi titoli pubblicati in digitale nel 2016 e con un prezzo di copertina medio (35,5R$ = 9,6 euro) molto più alto rispetto ai libri di varia (10R$ = 2,7 euro), un fattore che probabilmente scoraggia anche l’acquisto: il digitale è soltanto lo 0,09% dell’intero fatturato della scolastica. Al contrario, ha una percentuale più significativa nel fatturato della varia, dove arriva a un 2,4%, con una vendita di oltre 2 milioni di copie nel 2016.
Bisogna però senz’altro contestualizzare questi dati all’interno della difficile crisi economica che sta colpendo il Brasile da qualche anno e che ha coinvolto anche l’editoria. Anche se il l’1% del fatturato è un numero ancora piccolo, si potrebbe auspicare nei prossimi anni una crescita del peso dei libri digitali, che comunque è stata registrata per il 2016 rispetto agli anni precedenti e che riguarda in generale tutti gli editori latinoamericani.
Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi mi occupo di editoria digitale e accessibilità in Fondazione LIA, e collaboro col Giornale della libreria. Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.
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