Il tuo browser non supporta JavaScript!
Innovazione

Novecento di Alessandro Baricco è il primo libro italiano a diventare un NFT

di Andrea Buzzi notizia del 8 aprile 2022

Attenzione, controllare i dati.

Alessandro Baricco è il primo autore  letterario italiano a generare un NFT a partire dall’opera che lo ha reso celebre a livello internazionale: Novecento, pubblicata da Feltrinelli nel 1994. 

Insieme a un team di esperti, Baricco ha prodotto la registrazione della propria interpretazione vocale dell’opera (85 minuti) e l’ha presentata con il titolo di Novecento. The Source Code, mettendola in vendita  sulla piattaforma OpenSea.

L’obiettivo, secondo lo scrittore, è stato quello di ritrovare il sound, la «musica» di Novecento, il suo codice sorgente, appunto, che nascerebbe proprio dalla sua voce; di «esaltare il momento della pura invenzione», poiché è importante ricordare che «non è solo il prodotto finito, confezionato ad avere valore».

Di NFT ultimamente si è sentito molto parlare per quanto riguarda il mondo dell’arte. A marzo 2021 la casa d’aste Christie’s, per esempio, ha venduto un NFT per circa 70 milioni di dollari. Ma gli NFT toccano i più svariati ambiti, dalla moda allo sport, dai videogiochi all’editoria, che sta iniziando a investire sul nuovo modello di business, come nel caso di Bookwire e SIAE.

NFT – nominata nel 2021 parola dell’anno dal Collins Dictionary – è l’acronimo di Non Fungible Token. In italiano lo si potrebbe tradurre con Gettone Non Fungibile, non sostituibile. I Non Fungible Token sono dei codici informatici, certificati di autenticità digitale, sequenze alfanumeriche che contengono al loro interno un'opera digitale: un'immagine, un video, una gif, un meme, una canzone, un audio… e la rendono unica ed esclusiva, secondo i principi della blockchain, un registro digitale i cui dati non possono essere modificati.

Quando una persona acquista un NFT i dati di quel particolare NFT e della sua transizione vengono inseriti nella blockchain e lì rimangono, immutabili. Ogni volta che ha luogo una nuova operazione, la blockchain viene aggiornata.

Così dopo I Love You, Nancy Callan di Frank Miller – l’NFT legato al fumetto Sin City venduto qualche mese fa alla cifra record di 840 mila dollari – e il blog di Thierry Crouzet (nonché la raccolta delle sue opere) che è stato convertito e venduto in NFT, NovecentoThe Source Code diventa la prima opera letteraria italiana ad assumere questo formato.

«C’è qualcosa che sta succedendo oggi, e sta succedendo nel quadrato formato da questi quattro punti: blockchain, criptovalute, NFT, DAO» spiega Baricco«Lì dentro c’è qualcosa che probabilmente è destinato a cambiare di molto la nostra vita, come è successo dieci anni fa con le app».

In ambito editoriale gli NFT hanno già quindi trovato alcune applicazioni: sono stati usati per vendere copie digitali speciali di alcune testate giornalistiche. Erano copie con copertine da collezione, prodotte in pochi pezzi. Essendo rare e certificate, avevano un valore elevato anche se prive di una versione fisica. La stessa cosa si può fare con i libri. Un editore può distribuire poche copie di un e-book, valorizzate da dettagli che le reando uniche come, appunto, cover in edizione limitata, così da aumentare il loro valore e poterli vendere a prezzi elevati.

L'edizione NFT può comportare diversi vantaggi. Può essere riempita con contenuti extra che non sono disponibili da nessun'altra parte, prefazioni, capitoli bonus, approfondimenti, contenuti audio e video.

Un NFT può essere rivenduto ad altri compratori a un prezzo più alto rispetto a quello d’asta originale. Grazie alla tecnologia blockchain, comunuqe, solo il proprietario dell’NFT può accedere al materiale. Una volta che l'NFT è stato venduto, infatti, il lettore precedente perderà immediatamente l'accesso al contenuto.

Questo non significa che registrare un NFT comporti automaticamente il fatto che l’opera (letteraria, in questo caso) sia al riparo dalla riproduzione illegale: esattamente come i libri cartacei non sono al riparo dal poter essere fotocopiati. Ma si può ipotizzare che con l’espandersi della diffusione delle crittografie sarà sempre più semplice distinguere la provenienza di un contenuto originale da una copia riprodotta, anche in un ambiente così fluido come quello digitale.

L'autore: Andrea Buzzi

Laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione e master in Digital Publishing e Influencing Marketing organizzato da Università Bocconi e Condé Nast. Mi occupo principalmente di comunicazione scritta. Libri e social media il mio mix preferito.

Guarda tutti gli articoli scritti da Andrea Buzzi

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.