Con un aggiornamento rilasciato quasi in sordina sull’app Books, Apple ha recentemente introdotto un nuovo catalogo di audiolibri letti da voci sintetiche grazie all’Intelligenza Artificiale.
La sezione comprende una serie di titoli – per il momento solo in lingua inglese – individuabili cercando «digital narration» nella barra di ricerca dell’app, letti da «una voce digitale basata su un narratore umano». Costano in media dodici dollari in meno rispetto ai 14,99 $ degli audiolibri letti dagli autori o da voci narranti professioniste. Grazie a questa innovazione, potenzialmente chiunque può sottoporre il proprio e-book da leggere a una serie di voci artificiali: quella baritonale di «Jackson» o da soprano di «Madison», adatte per i romanzi, oppure il tono neutro di «Helena» e «Mitchell», più indicato per i saggi.

«La narrazione digitale di Apple Books riunisce la tecnologia avanzata di sintesi vocale con il lavoro importante di team di linguisti, specialisti del controllo qualità e ingegneri audio per produrre audiolibri di alta qualità da un file e-book» ha spiegato Apple. «Le nostre voci digitali sono create e ottimizzate per generi specifici. Partiamo con la narrativa e i romanzi e, per ora, accettiamo proposte di lettura di e-book per questi generi».

Le voci artificiali cercano da tempo di avvicinarsi sempre di più all’intonazione e all’inflessione del linguaggio umano, notoriamente difficili da replicare, con l’obiettivo di mantenere l’attenzione degli ascoltatori anche per lunghi periodi di tempo. Potrebbero rappresentare una svolta per gli audiolibri, che occupano una fetta di mercato in fortissima espansione, soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Italia. Nel 2021, le vendite di audiolibri sono aumentate del 25%, producendo un fatturato di 1,6 miliardi di dollari. E, secondo gli analisti, entro il 2030 il settore potrebbe valere più di 35 miliardi di dollari

Tuttavia, la mossa di Apple ha già sollevato non poche polemiche. Se da una parte permette a tutti, editori e autori, di registrare i propri audiolibri riducendo notevolmente i costi di produzione, dall’altra l’azienda viene accusata di limitare la concorrenza e di non aver agito in modo trasparente: già alcuni mesi fa, Apple ha contattato autori e editori per aderire al progetto, promettendo agli autori la copertura dei costi e i diritti sulle vendite, mentre agli editori ha chiesto di firmare un contratto di riservatezza.

La battaglia per il controllo del mercato degli audiolibri ha rinnovato le faide esistenti tra i principali attori: quella di Apple è un’operazione che lancia un guanto di sfida al rivale Amazon, con cui condivide la proprietà di Audible – piattaforma leader nel settore degli audiolibri – e anche a Google Play, che qualche anno fa aveva iniziato a percorrere proprio la strada delle voci sintetiche. Inoltre, preoccupa Spotify che, dopo aver lanciato un catalogo di 300.000 audiolibri negli Stati Uniti e in vari mercati anglofoni, si è scontrato con l’azienda di Cupertino per via delle politiche riguardo all’App Store di Apple. L’app di Spotify è stata infatti respinta più volte poiché, secondo Apple, violava le regole relative agli acquisti online e il modo in cui comunica con i clienti. In risposta, il colosso dello streaming ha affermato che le politiche di Apple per l’acquisto di audiolibri rendono più difficile trovare i libri, danneggiando non solo i consumatori, ma anche gli autori e gli editori.

Anche Bookwire, un’azienda tedesca che negli ultimi anni si è affermata come leader per la fornitura di servizi per la distribuzione di contenuti digitali, si è mossa nella direzione delle voci sintetiche, avviando una partnership con Google Play Books per una più ampia produzione automatizzata di audiolibri. L'intenzione di Bookwire, utilizzando la tecnologia di Google, è quella di «fornire la possibilità di creare audiolibri auto-narrati in varie lingue ed espandere l'offerta della tecnologia text-to-speech» a livello internazionale, ampliando così il suo servizio WAY - We Audiobook You, dedicato agli editori di audiolibri. Le lingue a disposizione, per il momento, comprendono l'inglese, lo spagnolo, il tedesco, il francese e il portoghese brasiliano.
L'azienda ha sottolineato che la sua proposta per la creazione di audiolibri con voci artificiali «non vuole sostituirsi agli studi professionali e alle voci umane, ma ampliare la propria offerta». Gli editori che si affidano ai suoi servizi hanno la possibilità di scegliere liberamente se realizzare il proprio audiolibro con voci umane o sintetiche. Quest'ultime sono, però, una soluzione rapida ed economica per rendere i propri titoli disponibili sul mercato a tutti. Infatti, la velocità di produzione è uno degli elementi più attraenti di molti programmi di narrazione automatica, così come la riduzione dei prezzi, che si basa sul risparmio delle tariffe applicate dalle voci umane di professionisti e dai tecnici del suono che si occupano dell'editing e dell'elaborazione della registrazione.

Al di là delle strategie messe in campo dai vari competitor, è certo che lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale sia una fase molto interessante del progresso digitale e la possibilità di creare audiolibri con voci sintetiche – con letture sempre più, sorprendetemente, realistiche – potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nel modo in cui le principali aziende tecnologiche vedono il futuro degli audiolibri

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

Guarda tutti gli articoli scritti da Elisa Buletti