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Innovazione

Google punta sulle voci sintetiche per far crescere il catalogo degli audiolibri

di Alessandra Rotondo notizia del 11 dicembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Google Play, in collaborazione con alcuni editori britannici e statunitensi, sta sperimentando un sistema di «narrazione automatica» dei titoli ospitati sulla sua piattaforma. Questa soluzione tecnologica è pensata per fornire la versione audio di quei titoli che non ne dispongono ancora. E per i quali i detentori dei diritti non hanno interesse a realizzare un audiolibro «tradizionale»: con tutti i costi e i passaggi produttivi che il lavoro di casting, registrazione e postproduzione richiede.

Il software sviluppato da Google è attualmente in beta testing presso gli editori che hanno aderito, con i loro libri, alla sperimentazione. Ma verrà reso disponibile a tutti coloro che si distribuiscono su Play dall’inizio del 2021, e contestualmente al pubblico dei fruitori della piattaforma.

L’azienda di Mountain View, d’altronde, ha una grande affinità con l’intelligenza artificiale e la ricerca nel campo del linguaggio naturale. E, assecondando una tendenza ormai condivisa da tutti i grandi player digitali, ha espanso da anni l’approccio «semantico» anche a contenuti, tecnologie e media vocali. Anche in considerazione della centralità crescente assunta dall'audio come medium di narrazione

Un esempio importante è offerto dalla direttrice di sviluppo imboccata da Google Assistant, che lo scorso ottobre ha ricevuto un importante aggiornamento grazie al quale sta diventando sempre più capace di interpretare la prosodia e l’intonazione dell’utente, comprendendo l’intenzione comunicativa sottesa e imparando a sua volta a utilizzare l’interazione verbale in maniera completa, pertinente, familiare alle orecchie umane.

La stessa tecnologia dell’assistente vocale verrà applicata a Google Play Libri per trasformare automaticamente gli e-book in audiolibri, ma saranno gli editori e gli autori self published ospitati sulla piattaforma a decidere se la modalità possa o meno essere applicata ai loro libri, esprimendo una scelta titolo per titolo.

Quando la funzionalità per la narrazione automatica sarà disponibile per tutti, l’utente potrà scegliere tra diverse voci create dall'intelligenza artificiale e chiedere loro di «leggere» i titoli per i quali i detentori dei diritti abbiamo dato approvazione. Un passo in avanti significativo rispetto alla modalità di lettura «ad alta voce» già disponibile in Google Play, che restituisce una narrazione estremamente lineare, visibilmente robotica, senza sfumature o intonazioni funzionali alla fruizione del testo.

È probabile che la soluzione si adatterà meglio ai testi di saggistica che alla narrativa, dove il processo creativo di produzione sonora condivide molto con la complessità della lavorazione cinematografica. E una voce sintetica – per quanto umana possa suonare – non potrà certo raggiungere l’intensità espressiva e la competenza professionale di un attore.

Ma nei testi informativi, giornalistici o didattici una buona voce sintetica potrà probabilmente garantire una performance sufficiente, con grandi benefici per l’accesso inclusivo al testo e per la moltiplicazione delle possibilità di fruizione.

Questo vuol dire che il book sound design – specializzazione emergente nell’ambito dell’editoria digitale su cui molti editori e producer stanno investendo – è destinato a scomparire nel giro di poco? Probabilmente no, poiché l’audiolibro (e molti altri formati audio con i quali ci stiamo confrontando nell’ultimo periodo) è a tutti gli effetti un prodotto autonomo dell’intrattenimento, con la sua specificità, la sua originalità e i suoi requisiti di qualità da ottemperare.

Quello che potrà succedere, in futuro, è che – all’ampliarsi del perimetro dei prodotti audio letti da voce sintetica – la voce «umana» diventerà sempre più un valore aggiunto, cavalcato come leva di marketing ed enfatizzato nella comunicazione del prodotto al potenziale lettore.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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