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Distributori

Bookwire. I numeri in crescita di un gigante dell’editoria digitale

di Bruno Giancarli notizia del 9 febbraio 2021

Attenzione, controllare i dati.

Bookwire è un’azienda tedesca che negli ultimi anni si è imposta in Germania (e non solo) come leader per la fornitura di servizi per la distribuzione di contenuti digitali, anche grazie a una sapiente strategia di alleanze con i principali attori sulla scena globale. Tra le più importanti per il 2020 si possono segnalare quelle con Bonnier Group, SAGA, Sony e Storyside. I numeri dell’anno appena trascorso sono più che incoraggianti: in qualità di aggregatore di editori, Bookwire segna un +46% nelle vendite, dato che diventa un +123% per gli audiolibri – merito anche del servizio di produzione di audiolibri Bookwire WAY – e +32% per gli e-book. Si potrebbe pensare che l’effetto dipenda esclusivamente dal mercato tedesco, più solido e abituato al consumo digitale: in realtà vanno segnalate le ottime prestazioni di Bookwire Brasile e di Bookwire Spagna e America Latina, con vendite raddoppiate per entrambe le divisioni (e un aumento dei titoli offerti di circa il 20% in ambedue i casi). La crescita del digitale in quest’area geografica è un fenomeno che va accolto positivamente e che perdura già da diversi anni.

Sono circa 1900 gli editori che si appoggiano a Bookwire nel mondo (+20% rispetto al 2019), e le vendite totali riguardano quasi 600 mila titoli: di questi, 500 mila sono e-book (+6%) e 90 mila audiolibri (+46%); vi è inoltre una quota non trascurabile di 4,5 mila titoli che dipende dal print-on-demand (+18%). È plausibile che simili numeri si confermeranno anche negli anni a venire grazie al know-how ottenuto tramite l’acquisizione di Readbox, azienda che aiuta gli editori a entrare in contatto col pubblico in maniera più efficiente, anche tramite algoritmi, e a ridurre i costi di distribuzione. Ciò permetterà a Bookwire di risultare ancor più competitiva nel campo della discoverability, una delle sfide cruciali per qualsiasi editore che decida di affacciarsi nel mondo del digitale.

Le domande che sorgono spontanee osservando questi numeri sono essenzialmente due: quanto questo fenomeno va considerato figlio della pandemia, e quindi destinato a ridimensionarsi? In secondo luogo, la crescita vertiginosa degli audiolibri e dei podcast può arrivare a minacciare l’ebook?

Si tratta di questioni che si è posta la stessa Bookwire. In un’analisi di settembre sull’impatto del Covid-19 sul mercato digitale, l’azienda aveva mostrato come l’aumento dei consumi fosse continuato – seppur timidamente – anche dopo i lockdown nell’area DACH (Germania, Austria e Svizzera). I numeri finali per il 2020 sembrano dare ragione al distributore. Le analisi del mercato brasiliano vanno nella medesima direzione: la crescita, pur favorita dal confinamento, non nasce e muore con esso.

Per quanto riguarda i timori insiti nella seconda domanda, è ancora presto per fornire una risposta definitiva.  I risultati di uno studio condotto da Bookwire e presentati a Francoforte appaiono in ogni caso rassicuranti, per quanto solo le indagini dei prossimi anni potranno offrire conferme di simili dinamiche. Stando alle analisi dell’azienda tedesca, i diversi formati digitali difficilmente si escludono tra loro, e anzi l’aumento nella fruizione in una modalità tende a ripercuotersi positivamente sulle restanti: la rincorsa di podcast, audiolibri ed e-book innesca un circolo virtuoso che fa bene all’editoria nel suo complesso.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Attualmente in stage presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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