Proprio un bel periodo per Amazon, non c’è che dire. Dopo i clamorosi sviluppi nel caso Apple- DoJ (che sostanzialmente stanno per inchiodare il gigante di Cupertino e sei tra i più grandi editori internazionali con l’accusa di aver realizzato un cartello sul prezzo degli e-book per arginare lo strapotere della compagnia di Bezos nel settore dei libri digitali), Amazon ha un altro buon motivo per gongolare.
La divisione editoriale dello store on line ha infatti concluso un importante deal con la Ifp, la fondazione che gestisce il patrimonio letterario di Ian Fleming, e si è così aggiudicata per 10 anni i diritti americani e canadesi sulle avventure della spia più famosa d’Inghilterra (e non solo).
Una vittoria che ha un sapore ancora più dolce visto che arriva dopo una brutta rottura tra la fondazione e l’editore cartaceo di Mr Bond, Penguin, tagliato fuori dall’affare digitale a causa di un contratto che, quando stipulato, non prendeva in considerazione i diritti digitali e che in seguito non è più stato confermato neppure per la parte cartacea.
Un bel colpo per Amazon che obbligherà i propri concorrenti – almeno quelli che non hanno già annunciato il loro gran rifiuto come B&N – a vendere il proprio brand sui loro scaffali.
I romanzi di Ian Fleming, long sellers campioni d’incassi in libreria e al cinema, trovano così un editore in grado di corrispondere le pesanti royalties richieste dall’Ifp per pubblicare su carta – e naturalmente su e-book – le imprese di James Bond. Ora, mentre la guerra fredda dei prezzi con i competitor sembra aver assunto una piega favorevole ad Amazon, sarà interessante analizzare quale sarà l'apporto delle imprese di Mr Bond all'evoluzione dei rapporti tra versioni cartacee e digitali.