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Gastronomadi per caso

digital
Gastronomadi per caso
Articolo
rivista Giornale della Libreria
fascicolo Settembre 2014
titolo Gastronomadi per caso
autore
editore Ediser
formato Articolo | Pdf
genere Storie dell'editoria
online da 01-2014
issn 1124-9137 (stampa) | 2385-118X (digitale)
 
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Vittorio Castellani, aka chef Kumalé, è un vero poliedrico della gastronomia, nonchè «gastronomade» per vocazione: giornalista, organizzatore di eventi, docente tra le altre, anche per la Scuola Holden. A lui abbiamo chiesto di fare un bilancio della cultura culinaria nel nostro Paese e di spiegarci in quale direzione stanno andando i comportamenti alimentari dei nostri connazionali. Quando ha iniziato a formarsi nel nostro Paese una sensibilità verso il tema del food? Sicuramente dalla metà degli anni ’90, quando Slow Food ha organizzato la prima edizione del Salone del gusto a Torino, ad oggi, la sensibilità degli italiani rispetto al tema del cibo e della qualità è cresciuta in maniera esponenziale. Negli ultimi anni la parabola di questa colonizzazione mediatica ha toccato il suo apice e, con 34 trasmissioni televisive dedicate al cibo nei soli canali generalisti, non è mancato chi, come lo stesso Carlin Petrini, ha iniziato a parlare di «pornografia alimentare». Il fatto che si parli molto di cibo non va, infatti, di pari passo con il fatto che se ne faccia cultura: Internet, i blogger, le trasmissioni televisive di show coking e così via, non fanno che alimentare un approccio estetico, completamente staccato dalla qualità e dalla stessa «cultura» del cibo.
 

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