«Accogliamo con soddisfazione l’annuncio del Sottosegretario Mazzi della firma da parte del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli del decreto di adeguamento delle tariffe da copia privata, come previsto dalla legge». È il primo commento di Luigi Abete, presidente di Confindustria Cultura Italia, la federazione di Confindustria che riunisce le imprese che producono contenuti culturali e che sono in prima linea nell’innovazione digitale in merito alla notizia della firma del decreto, che estende l’applicazione del compenso per copia privata a tutti i contenuti su supporto digitale, dalle chiavette Usb agli hard disk, dalle memorie negli smartphone agli smartwatch fino al cloud.
«La Copia privata – sottolinea Abete – rappresenta la sintesi tra la giusta esigenza del consumatore di fruire, attraverso la riproduzione per uso personale sui propri device, dei contenuti in legittimo possesso e la necessità di remunerare, per questa attività personale, tutti i titolari dei diritti su quelle opere dell’ingegno». «Troppo spesso – prosegue Abete – ci dimentichiamo che senza tutela del diritto d’autore non esiste diffusione della cultura, perché proprio la garanzia di essere remunerati per la propria attività intellettuale costituisce il presupposto che consente a scrittori, musicisti, autori in generale, editori in qualsiasi forma di poter esistere e vivere del loro lavoro».
«Ringraziamo il Ministro Giuli, il Sottosegretario Mazzi e il Comitato Consultivo per il Diritto d’Autore – conclude Abete – per avere congiuntamente trovato una sintesi capace di rafforzare questo strumento essenziale per la tutela dell’intero settore culturale italiano in un ecosistema troppo spesso dominato dalla tecnologia».