Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Lettura

Ora tutti leggono fanfiction (senza saperlo)

di Elisa Buletti notizia del 5 giugno 2026

La fanfiction non è un fenomeno nato negli ultimi anni, tutt’altro. Tuttavia, sta progressivamente uscendo dai confini delle nicchie digitali per diventare sempre più un importante motore creativo, stilistico e commerciale della cultura pop, dall’editoria all’audiovisivo contemporanei, incidendo sulle modalità di scouting, di marketing e di scrittura delle storie. A fotografare questa transizione è stata una recente analisi del podcast Today, Explained di Vox, intitolata Fan fiction is having a moment.

Come spiegato nel podcast da Rachel Kersey, giornalista specializzata in editoria, definire la fanfiction richiede di muoversi su un doppio binario filosofico e strutturale. Se adottassimo una definizione puramente teorica e ampia – intesa come qualsiasi opera derivativa o ispirata a storie preesistenti –, gran parte della letteratura occidentale, dai drammi di Shakespeare alle riscritture dei miti classici, potrebbe ricadere in questa categoria. Tuttavia, per i professionisti e le professioniste del settore, la definizione più corretta e operativa è decisamente più circoscritta: le fanfiction sono opere trasformative basate su proprietà intellettuali preesistenti, prodotte e condivise all’interno di una rigorosa «economia del dono». Questa dimensione non commerciale è l’elemento cardine: la fanfiction nasce e si sviluppa come un’attività eseguita per diletto, che basa il proprio valore sullo scambio di feedback, sul supporto reciproco e sulla partecipazione attiva della comunità di lettori e lettrici che ne seguono i progressi.

Dalle fanzine cartacee ai grandi archivi digitali
I primi esempi di fanfiction come le intendiamo oggi affondano le proprie radici negli anni Sessanta e Settanta, con le prime fanzine cartacee – pubblicazioni autoprodotte nate per condividere passioni specifiche – dedicate a Star Trek. Comunità prevalentemente femminili producevano e spedivano per posta racconti che esploravano le zone d’ombra della serie televisiva, inaugurando pratiche narrative come lo «slash», ovvero le relazioni tra personaggi dello stesso sesso, a partire dall’iconica coppia Kirk e Spock.
Dopo l’avvento del web negli anni Novanta, la tradizione è passata poi a vari siti e newsletter online, ancora molto focalizzati su un singolo fandom. Il primo grande salto di scala commerciale è avvenuto nei primi anni Duemila con la nascita di piattaforme di aggregazione come FanFiction.net: questi portali hanno permesso ai lettori e alle lettrici di universi narrativi differenti, da Buffy l’ammazzavampiri a Supernatural, di incrociare le proprie passioni e di testare formati di lettura seriale su larga scala.

Il punto di svolta è rappresentato dalla nascita, nel 2008, di Archive of Our Own (AO3). Fondato dall’Organization for Transformative Works – co-creata da Francesca Coppa, docente di inglese e studi cinematografici al Muhlenberg College in Pennsylvania –, AO3 è diventato un colosso archivistico descritto nel podcast come «la grande biblioteca della fanfiction». Progettato e indicizzato da bibliotecari e bibliotecarie, l’archivio conta milioni di utenti registrati, offrendo un vastissimo catalogo di storie, ordinabili per fandom, personaggi, tropi e tipo di narrazione. Coppa lo spiega bene nel podcast: la nascita di AO3 è stata una risposta diretta all’ingresso dei «venture capitalist» nel web, i quali tentavano di monetizzare i contenuti generati dagli utenti nei primi blog e social network. Per proteggere l’economia del dono dalle logiche di mercificazione, la comunità dei fan ha costruito una «stanza tutta per sé» digitale, uno spazio non commerciale, privo di pubblicità e algoritmi, interamente sostenuto dalle donazioni degli utenti e dal lavoro di volontari e volontarie.

Casi editoriali di successo nati da fanfiction
Per anni, la fanfiction ha attirato verso di sé un atteggiamento di forte pregiudizio, essendo considerata una forma di scrittura riduttiva, derivativa, pigra e priva di valore letterario. Due autrici romance intervistate nel podcast – Christina Hobbs e Lauren Billings, celebre duo bestseller del New York Times che ha pubblicato, sotto lo pseudonimo Christina Lauren, romance e narrativa young adult, con all’attivo più di trenta romanzi tradotti in tutto il mondo – ricordano come oltre dieci anni fa, all’inizio della loro carriera editoriale dopo essere nate come autrici di fanfiction, gli agenti raccomandassero loro di non parlare dei loro precedenti scritti.

La svolta mainstream è arrivata con fenomeni come Fifty Shades of Grey di E.L. James (2011), conosciuto in Italia come Cinquanta sfumature di grigio (Mondadori). Originariamente nata come una fanfiction di Twilight intitolata Master of the Universe, l’opera è stata successivamente modificata per essere pubblicata da una casa editrice australiana e poi acquisita dai grandi gruppi editoriali internazionali. La trilogia è diventata un bestseller globale e ha avuto successo in tutto il mondo, anche grazie ai seguenti adattamenti cinematografici.

Ma sono molti i casi editoriali di successo nati da fanfiction. After della scrittrice statunitense Anna Todd (Sperling & Kupfer) è una serie di libri che ha dominato le classifiche – anche italiane – intorno al 2015, nata come fanfiction di Harry Styles, uno dei membri della band degli One Direction. L’autrice ha iniziato scrivendo per diletto su Wattpad, dove ha composto e pubblicato tutta la sua opera, con un meccanismo d’interazione con la sua community talmente intenso che ogni nuova puntata risultava influenzata dai commenti rivolti alla precedente, dai suggerimenti e dai desideri dei suoi lettori e lettrici.

Un altro caso è quello di The Love Hypothesis di Ali Hazelwood. L’autrice, neuroscienziata italiana trasferitasi negli Stati Uniti, ha scritto la storia originariamente su AO3 sotto pseudonimo, come fanfiction su Kylo Ren e Rey, personaggi di Star Wars. Il testo ha poi riscosso un clamore tale su BookTok da spingere Hazelwood a rielaborarlo, trasformandolo in una storia ambientata nel mondo universitario che è stata pubblicata negli Stati Uniti nel settembre 2021 dalla casa editrice Berkley Books. In Italia, il libro è stato pubblicato nel giugno 2022 da Sperling & Kupfer, col titolo The Love Hypothesis. Il teorema dell’amore, diventando in breve tempo un bestseller e dando il via alla pubblicazione di altre opere di successo della stessa autrice.

Harry Potter è un altro universo narrativo ampiamente approfondito nelle fanfiction. Un caso di particolare successo rappresenta Manacled di SenLinYu, un testo pubblicato su AO3 che si configurava originariamente come una monumentale reimmaginazione dell’universo di Hogwarts, innestando le dinamiche relazionali tra due personaggi, Draco Malfoy ed Hermione Granger, in un mondo distopico. A dicembre 2024, quando SenLi Yu l’ha rimossa dalla piattaforma, aveva più di 10 milioni di visualizzazioni. La sua popolarità ha attratto l’attenzione del mondo dell’editoria, strappando un contratto con Del Rey, una divisione di Penguin Random House, che l’ha pubblicato con il titolo di Alchemised, portato in Italia qualche mese fa da Rizzoli. Benché sia stato purgato di tutti gli elementi che lo rendevano una fanfiction di Harry Potter, è noto che il romanzo sia una riscrittura di Manacled, e la sua uscita è stata attesissima, soprattutto negli Stati Uniti, dove è diventato un caso editoriale, con i diritti cinematografici già venduti per più di tre milioni di dollari.

Leggermente diverso il caso di Game Changers, serie di romance queer di Rachel Reid ambientata nel mondo dell’hockey professionistico, diventata una serie tv di successo, Heated Rivalry, prodotta dalla piattaforma di streaming canadese Crave e portata in Italia su HBO Max a febbraio 2026. Reid ha condiviso il suo romanzo un capitolo alla volta su AO3, rielaborando la storia d’amore che aveva abbozzato come fanfiction di «Stucky», coppia romantica formata da Steve Rogers e Bucky Barnes, supereroi della Marvel. Alla fine del 2016, incoraggiata dai numerosi riscontri positivi, Reid ha rimosso la storia da AO3, ha eliminato gli elementi relativi a «Stucky» e inviando il manoscritto agli editori. Sei mesi dopo è arrivata la richiesta di una revisione e il primo libro ha preso forma. In Italia, Always Publishing sta pubblicando la serie di libri tradotti in questi mesi.

Come cambia il ruolo della fanfiction all’interno dell’editoria
Se si osservano le campagne promozionali sui social media o le quarte di copertina delle novità editoriali legate a generi come romance, fantasy, young adult, si noterà un'evidenziazione sempre più marcata di tropi narrativi specifici. Enemies to lovers, friends to lovers, forbidden love, opposites attract: oltre a modulare il tipo di trama contenuta nel libro, fungono da etichette commerciali che aiutano le persone lettrici, soprattutto quelle più giovani, a orientarsi. Come spiega il podcast di Vox, sono tag molto simili a quelli che si trovano su AO3, utilizzati per la catalogazione delle opere: gli editori hanno capito, grazie alla fanfiction, che molti lettori e lettrici cercano esattamente così il prossimo libro da leggere.
Per decenni, inoltre, la fanfiction è stata una palestra per l’esplorazione di narrazioni LGBTQIA+, focalizzandosi su storie d’amore queer caratterizzate da dinamiche relazionali di consenso esplicito. Ormai centrali nei bestseller romance, sono state per decenni un pilastro fondante del paesaggio fanfiction, ben prima che l’industria editoriale le accogliesse come un filone commerciale. «Rachel Reid e molte altre hanno imparato il loro mestiere passando moltissimo tempo su AO3. Oggi le persone si stupiscono di poter provare emozioni così forti, guardando ad esempio Heated Rivalry. Ma chi legge fanfiction da sempre pensa: “Noi lo sapevamo eccome”» racconta Coppa.

Dietro l’apertura culturale dell’editoria verso la fanfiction si nascono anche motivazioni economiche. L’industria del libro si trova ad affrontare un periodo complesso; di conseguenza, le case editrici hanno la necessità di acquisire proprietà intellettuali che abbiano già dimostrato una capacità di attrazione organica. Quando una storia pubblicata su AO3 ottiene milioni di visualizzazioni, commenti e un nucleo di lettori e lettrici fidelizzati, gli agenti letterari e gli editor vedono in quelle metriche un’opportunità: acquisire i diritti di un’opera nata nel fandom e trasformarla in un romanzo originale diventa un’operazione di scouting sempre più esplorata. Inoltre, il ricambio generazionale all’interno delle case editrici sta giocando un ruolo fondamentale: molte delle persone che lavorano oggi come redattori o redattrici, editor, agenti oppure nel marketing sono nativi digitali, alcuni cresciuti leggendo e scrivendo fanfiction e la riconoscono, quindi, come una forma di scrittura legittima.

Il futuro della fanfiction
Vox sottolinea come la fanfiction oggi sia parte integrante della cultura pop: molti lettori e lettrici ignorano di leggere opere nate come fanfiction, ma ne consumano già le strutture, i tropi narrativi. Tuttavia, la convergenza tra l’economia del dono e il mercato editoriale non è priva di attriti: da un lato, la professionalizzazione della fanfiction offre agli scrittori e alle scrittrici emergenti una via d’accesso all’editoria; dall’altro, rischia di alterare le dinamiche di collaborazione disinteressata che rendono uniche queste piattaforme, introducendo logiche competitive e di autopromozione in spazi nati per l’evasione e la condivisione pura.
Esiste inoltre un dibattito aperto sulla cosiddetta «fandom etiquette»: l’afflusso massiccio di nuovi utenti, abituati alle dinamiche dei social in cui il lettore si comporta da cliente esigente e l’autore da fornitore di contenuti, si scontra con le regole non scritte di AO3, dove il rispetto del lavoro volontario e l’assenza di scopi di lucro sono aspetti fondamentali. In definitiva, però, la diffusione di piattaforme simili e l’arrivo di nuove scrittrici e scrittori suggeriscono che la fanfiction continuerà a essere un laboratorio di pratiche narrative, un banco di prova per generi, stili e tematiche, ben oltre il suo passato di nicchia.

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

Guarda tutti gli articoli scritti da Elisa Buletti

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.