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Libertà d'espressione

Censura, guerra e repressione: le candidature all’IPA Prix Voltaire 2026

di Redazione notizia del 3 giugno 2026

L’International Publishers Association (IPA) ha annunciato il 1° giugno, durante il World Expression Forum di Lillehammer, in Norvegia, la shortlist del Prix Voltaire 2026, il premio internazionale che da vent’anni riconosce il coraggio di chi opera nel mondo del libro a difesa della libertà di pubblicazione.

Le sei candidature selezionate quest’anno provengono da Palestina, Egitto, Filippine, Thailandia e Russia e rappresentano persone e realtà editoriali attive in contesti caratterizzati da censura, restrizioni alla libertà di espressione, intimidazioni o persecuzioni politiche. La vincitrice o il vincitore saranno annunciati durante il 35° International Publishers Congress, in programma a Kuala Lumpur, in Malesia, dal 5 al 9 luglio.

«Abbiamo ricevuto ancora una volta un numero record di candidature», ha dichiarato Jessica Sänger, presidente dell’IPA Freedom to Publish Committee. «Da una parte è un dato che rattrista, perché significa che molte persone che lavorano nell’editoria si trovano in situazioni di pericolo. Dall’altra è fonte di ispirazione leggere le storie di chi continua a pubblicare libri pur conoscendo i rischi che corre».

Per celebrare il ventesimo anniversario del premio, l’IPA ha inoltre deciso di affiancargli il sottotitolo Bravery in Publishing («Coraggio nell’editoria»). «Le persone premiate e quelle entrate nelle shortlist del Prix Voltaire nel corso degli anni hanno rischiato moltissimo per pubblicare le opere di altre persone e garantire concretamente la libertà di espressione», ha dichiarato la presidente dell’IPA, Gvantsa Jobava. «Hanno affrontato esilio, carcere, molestie e intimidazioni. Alcune sono scomparse, altre sono state uccise. Eppure hanno continuato a pubblicare».

Le candidature al Prix Voltaire 2026

Dar Al Jundi Publishing (Palestina)
Fondata nel marzo 2011 per sostenere autori e autrici palestinesi e di Gerusalemme, Dar Al Jundi è oggi l’unica casa editrice palestinese araba ufficialmente autorizzata a operare a Gerusalemme. In un contesto segnato da restrizioni amministrative e politiche che incidono sulla libertà di movimento e sulle attività culturali, continua a pubblicare opere di rilevanza accademica e politica, comprese pubblicazioni considerate particolarmente sensibili.

Yehya Fekry – El Maraya (Egitto)
Yehya Fekry ha cofondato nel 2016 al Cairo El Maraya for Arts & Culture. Con oltre 250 titoli pubblicati e una forte impronta editoriale indipendente, la casa editrice è stata oggetto di pressioni istituzionali, tra cui l’esclusione dalle edizioni 2025 e 2026 della Fiera internazionale del libro del Cairo. Tra il 2018 e il 2024 la sede è stata inoltre perquisita cinque volte, con arresti di membri dello staff e sequestri di libri successivamente vietati.

Gantala Press (Filippine)
Nata nel 2015 per affrontare la scarsa rappresentazione femminile nella produzione letteraria e culturale, Gantala Press è oggi una delle voci indipendenti più attive del panorama editoriale filippino. Membro di Publishers for Palestine e dell’International Alliance of Independent Publishers, pubblica regolarmente opere di attiviste e difensori dei diritti umani e interviene nel dibattito pubblico sui temi della censura e della libertà di pubblicazione.

Sam Yan Press (Thailandia)
Fondata nel 2017 da Netiwit Chotiphatphaisal e da altre persone studentesse dell’Università Chulalongkorn di Bangkok, Sam Yan Press si definisce un’infrastruttura culturale al servizio del dibattito pubblico. La casa editrice pubblica opere che danno spazio a posizioni e prospettive differenti e traduce in thailandese testi di dissidenti e intellettuali internazionali, con l’obiettivo di ampliare l’accesso alla discussione pubblica.

Georgy Urushadze – Freedom Letters (Russia, in esilio nel Regno Unito)
Figura di rilievo della scena letteraria russa, Georgy Urushadze ha fondato nel 2002 la casa editrice Palmira. Dopo essere stato dichiarato «agente straniero» dalle autorità russe, nel 2023 ha dato vita a Freedom Letters. Nonostante il blocco del sito web e il divieto di numerose pubblicazioni, la casa editrice continua a far circolare libri in Russia attraverso canali alternativi che aggirano la censura.

Vitali Ziusko – KompasGuide (Russia)
Alla guida di KompasGuide Publishing dal 2008, Vitali Ziusko è stato più volte preso di mira da propagandisti e gruppi conservatori per le posizioni contrarie alla guerra e contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Negli ultimi anni la partecipazione della casa editrice a fiere e manifestazioni letterarie è stata più volte ostacolata. Dopo una lunga battaglia giudiziaria legata alla difesa della libertà di pubblicazione e della libertà di espressione, Ziusko continua a promuovere una letteratura russa libera dalla censura.

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