Il tuo browser non supporta JavaScript!
Persone

CreativaMente. Quando le parole finiscono in scatola

di Alessandra Rotondo notizia del 10 dicembre 2016

Attenzione, controllare i dati.

«Siamo nati nel 2002, ma facciamo sul serio dal 2008». Inizia così il racconto di Emanuele Pessi, che dopo lunghi trascorsi nel mondo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha seguito il richiamo della «mente creativa» per dedicarsi alla sua passione: far divertire i bambini, proponendo loro idee e stimoli sempre nuovi per crescere giocando. È nata così CreativaMente, azienda produttrice di giochi in scatola con tre caratteristiche irrinunciabili: «La prima, la più importante, è che ci possono giocare sia i grandi che i piccoli – aggiunge Emanuele –. Questo differenzia la nostra offerta da quella media di settore, che prevede o giochi per bambini, molto semplici e quindi noiosi per chi bambino non è più, o esclusivamente per adulti. Invece i nostri giochi si rivolgono a entrambi i target, sia sotto il profilo dell’interesse che dell’accessibilità e della comprensione».
 

Le altre due?

La seconda caratteristica che ci contraddistingue è che i nostri giochi hanno un contenuto valoriale ed educativo importante e, muovendosi su tematiche astratte, stimolano e sviluppano il pensiero e permettono di imparare qualcosa. La terza, infine, è che produciamo interamente in Italia, rivolgerci a una ventina di fornitori di prossimità: è un aspetto al quale teniamo molto e che è particolarmente apprezzato anche da un buon numero di nostri clienti.
 

Siete a Più libri più liberi, e non è la prima volta. Immagino che il vostro rapporto con librai e librerie sia abbastanza intenso. Sbaglio?

Non sbaglia. Nonostante la nostra attività sia quella di produrre giochi, abbiamo più clienti tra i librai che tra i giocattolai. Certo, siamo presenti in quei negozi indipendenti che hanno una certa cura per l’assortimento, ma evitiamo i toys center di catena. Il nostro obiettivo è quello di incontrare un cliente (inteso come negoziante) dotato di sensibilità, molto qualificato, e capace di valorizzare al meglio i nostri prodotti all’interno del suo assortimento. E ci capita molto più spesso di trovare queste caratteristiche in un libraio piuttosto che in un altro tipo di operatore commerciale. Ed è sempre per la medesima ragione che, anche tra le fiere e i saloni, tendiamo a scegliere quelli del libro. La stessa cura artigianale che mettiamo nella produzione dei nostri giochi la applichiamo, poi, anche alla gestione della nostra rete commerciale, composta da una squadra che copre tutta l’Italia e ogni giorno è in giro a visitare i nostri clienti. Avendo noi scelto di concentrarci su un catalogo di prodotti molto circoscritto – abbiamo una trentina di giochi – la conoscenza che i nostri responsabili commerciali hanno del prodotto è molto puntuale e approfondita, e questo rappresenta un grande punto di forza nell’interazione con le librerie e i negozi di giocattoli nostri clienti. Riguardo a PLPL, la nostra prima partecipazione è stata nel 2008, i primi 2-3 anni abbiamo condiviso lo stand con qualche editore, per poi averne uno tutto nostro. La fiera ci consente soprattutto di intercettare il nostro consumatore finale – grandi e piccini appassionati di giochi in scatola – ma anche di presentarci a quelle realtà commerciali che ancora non ci conoscono. E poi ci piace, e non ci rinunceremmo in ogni caso.


Tra i vostri giochi, ci racconta quello che rappresenta meglio la vostra azienda e i suoi valori?

Facciamo due: il primo e l’ultimo arrivato. Parolandia, un gioco molto semplice che riprende l’idea dello Scarabeo, ma alle lettere sostituisce le parole stampate su elementi di puzzle grandi circa 4 centimetri. Componendo le frasi – è questo lo scopo del gioco – si va a formare un enorme cruciverba, che si evolve all’avanzare della partita. Nel corso degli anni ne abbiamo ideato varianti diverse, come quella con le parole della lingua inglese o quella specifica per i bambini della scuola primaria, con i colori che guidano il bambino in un percorso di apprendimento della lingua e delle sue funzioni. L’ultimo nato, invece, si chiama Speedy Words ed è la nostra rivisitazione del classico gioco «Nomi, cose, città…». Le sessanta carte circolari, ospitate in una scatola di latta cilindrica, hanno da un lato un’icona che rappresenta – con una grafica intuitiva – la categoria (nomi, cose, città, animali, piante…), dall’altra tre possibili lettere iniziali di parola: il codice colore combinerà entrambi e condurrà il gioco. A vincere la carta sarà il primo dei giocatori che pronuncerà la parola giusta.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.