Non è un segreto che negli Stati Uniti – come nella maggior parte dei Paesi del mondo – la categoria Bambini & Ragazzi continui a mostrarsi particolarmente vivace sul mercato: il successo dei titoli pubblicati per questo target è innegabile e trasversale. Non sorprende nemmeno, dunque, che siano in corso degli adeguamenti «strutturali» per sfruttare al meglio la pubblicazione dei titoli appartenenti a questa categoria. In particolare, è di questi giorni la notizia che il BISG (Book Industry Study Group) sta espandendo i codici BISAC per permettere una miglior categorizzazione dei libri pubblicati.  

I BISAC (Book Industry Standards and Communication) sono una serie di codici alfanumerici che, in maniera simile al codice Dewey, indicano la categoria e il genere d’appartenenza di un titolo: ogni codice è legato a una Subject Heading categorie maggiori che si sviluppano poi in «rami» specifici – ordinati in una lista liberamente consultabile sul sito del BISG. Ogni anno un comitato apposito decide quali categorie aggiungere, quali cambiare nella denominazione e quali eliminare o reintegrare.
Le case editrici utilizzano questi codici per la trasmissione di informazioni in tutti i contesti, dai database bibliografici a quelli commerciali (tra i molti, si notano rivenditori come Amazon, Barnes & Noble, Indigo), fornendo indicazioni alle librerie e, in parte, anche alle biblioteche, che in alcuni casi lo preferiscono per la sua relativa semplicità (in particolare, appunto, rispetto al Dewey).

La categoria relativa ai libri per lettori Juvenile (ovvero bambini fino agli 11 anni) e Young Adult, proprio per le trasformazioni che hanno avuto negli ultimi anni, ha subito l’anno scorso il primo e più fondamentale cambiamento, ovvero la divisione delle due fasce d’età, reso ormai necessario dal successo ottenuto negli ultimi anni dai libri YA, sempre più richiesti dal pubblico ma, in assenza di una classificazione adeguata, non sempre ricercabili su internet o ben posizionati sugli scaffali nelle librerie. I codici BISAC modificati o creati da zero per l’occasione sono stati 512, a testimonianza della vitalità e delle variazioni esistenti all’interno della categoria, e la loro attivazione è venuta con l'inizio del 2016.

Quest’anno è stata la volta dei graphic novel rivolti a queste fasce d’età: sono 28 le categorie di secondo livello (ovvero subordinate a quelle principale, in questo caso Juvenile e Young Adult) annunciate, legate ai generi più diversi e anche alla non fiction, che verranno attivate a partire dal prossimo anno. Matthew Poulter, responsabile dei rapporti coi soci sostenitori presso il Children’s Book Council, ha detto che i nuovi codici BISAC sono stati suggeriti dal gruppo che, all’interno del Consiglio, si occupa di fumetti (Graphic Novel Advisory Group) e che questo permetterà agli editori di descrivere il contenuto dei graphic novel con maggiore precisione. «I codici BISAC odierni che regolano i graphic novel per bambini» ha aggiunto «sembravano essere inadeguati per coprire in maniera appropriata l’abbondanza di titoli che vengono pubblicati. Le vendite di graphic novel per bambini coprono il 15% delle vendite di fumetti in generale e sono il segmento con la crescita più rapida del settore. Sono pubblicati sempre più graphic novel per bambini e ragazzi e i codici pertinenti a questo genere non stavano tenendo il passo con questa crescita».

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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