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Mercato

Stampa e Internet Media tra dinamiche di mercato e prospettive

di Camilla Pelizzoli notizia del 9 giugno 2016

Il mercato italiano dei media (TV, Radio, Stampa e Internet) sembra si sia finalmente stabilizzato. Dopo molti anni di contrazione, il settore ha chiuso il 2015 con gli stessi valori dell’anno precedente (15,3 miliardi di euro); gli Internet Media, in particolare, hanno mostrato un tasso di crescita dell’11%, arrivando a rappresentare poco meno di un quinto del valore totale.

I dati sono stati presentati durante il convegno «Internet Media: il dato è tratto» organizzato da Osservatori.net, con il triplice obbiettivo di contribuire in maniera empirica alla comprensione dei fenomeni innovativi negli Internet Media, confrontarsi con gli esperti del settore e sensibilizzare i professionisti; per farlo è stato necessario sviluppare la ricerca e l’analisi dei dati così da avere una stima precisa del mercato, comprenderne le dimensioni e analizzare l’approccio delle aziende e le abitudini degli utenti, ed è su questa linea d’azione che è stata sviluppata la ricerca.

In linea generale, la quota di mercato che i diversi media hanno non è variata in maniera consistente da un anno all’altro: tuttavia, continuano diversi trend che avranno grande risonanza sul lungo periodo. Come detto, sono gli Internet Media a ottenere i risultati migliori, e ora valgono per il 15% del mercato (sia advertising che pay); la Radio e i generici Altri media rimangono stabili – in quest’ultimo caso con un aumento percentuale lieve – così come la TV. I mezzi a stampa, invece, sono quelli apparentemente più in sofferenza, con un calo del 5%, in particolare in ambito pubblicitario, dove il suo peso cala di un punto percentuale (dal 18% al 17%) rispetto al mercato totale: sono numeri vicini a quelli statunitensi (che però punta molto meno sulla TV e molto di più sugli Internet Media), mentre sono distanti da quelli medi dell’Unione Europea, dove la stampa pesa per il 25%.

Va meglio sul fronte dei media a pagamento, in cui la stampa incide per il 39% sul totale (che ammonta a 7,9 miliardi di euro), senza contare le news online, che vengono conteggiate all’interno della categoria Internet Media. Al momento quest’ultimo settore vale solo per l’1% (112 milioni di euro), ma è in forte crescita: dal 2014 al 2015 il suo valore è aumentato del 24%. La lettura di news online costituisce il 32% del settore, le cui entrate provengono dagli abbonamenti e da quei quotidiani e giornali online che si affidano a un sistema di pay wall; una percentuale lontana dal 46% dei contenuti video, che sono il formato che mostra più vitalità e su cui si stanno concentrando brand e aziende, ma comunque d’impatto notevole.   

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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