È ormai da qualche tempo che i grandi editori statunitensi si trovano a fare i conti con le flessioni manifestate dal mercato degli e-book. E il fatto che – come scrive Michael Kozlowski su Good e-Reader – abbiano abbassato in media di tre dollari il prezzo «di copertina» delle versioni digitali dei loro titoli più promettenti è probabilmente il segno di una corsa ai ripari.
Dal 2007, quando è stato rilasciato il primo Kindle, i libri digitali hanno progressivamente accresciuto la loro importanza all’interno dei grandi gruppi editoriali, arrivando a rappresentare quote che vanno dal 21% al 24% delle entrare di Penguin Random House, Macmillan, Simon and Schuster, Harper Collins e Hachette.
 
Uno dei fattori trainanti del successo degli e-book è stato quello della loro economicità, che Amazon garantiva anche a costo di sopportare perdite, compensate naturalmente dall’ampliarsi del bacino dei possessori di Kindle.
Con il rinnovo dei contratti del 2015, gli editori hanno deciso che volevano ritornare ad avere un maggior controllo sul prezzo dei loro libri elettronici, correggendolo al rialzo in considerazione della maturità ormai raggiunta dal formato digitale. Non avevano previsto, però, che l’aumento dei prezzi si sarebbe tradotto in una contrazione della domanda, quantificata dall’Associazione degli editori americani in un -11% di vendite nel 2015 rispetto all’anno precedente.
 
A questo punto i grandi gruppi, capendo che l’aumento del prezzo del digitale stava allontanando i lettori, hanno ricominciato a puntare sul libro cartaceo e a presidiare le librerie fisiche. Non è un caso che Chapters Indigo – la più grande catena di librerie canadese – abbia registrato un incremento di fatturato del 12,5% nel corso del 2015, né che gli utili di Waterstones abbiano beneficiato della ripresa del commercio dei libri di carta.
 
Nel 2016 gli editori maggiori di gran parte del mondo hanno cominciato ad abbassare i prezzi dei loro e-book. Negli Stati Uniti la spesa media sostenuta dal lettore per accaparrarsi un titolo digitale pubblicato da uno dei big five è passata dai 10,31 dollari di gennaio agli 8,67 di aprile. In Germania il calo è stato del 5,9% rispetto all’anno precedente, del 5% nei Paesi Bassi e del 3-4% in Brasile. Stiamo parlando, naturalmente, di nuove uscite di scrittori di richiamo; perché i cali sono ancor più significativi per i titoli già in catalogo.
 
Amazon è il più grande rivenditore di e-book al mondo, conclude Kozlowski. La maggior parte delle entrare che gli editori derivano dalle vendite digitali arriva da lì. Lo sviluppo (e forse l’esistenza stessa) del mercato del libro elettronico dipende da Amazon, che ha saputo calibrare i prezzi in modo da massimizzare le vendite. Il suo approccio al mercato del libro digitale – giusto o sbagliato che sia – rappresenta un precedente ingombrante, col quale gli editori dovranno probabilmente ancora confrontarsi per molto tempo.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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