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Mercato

Cosa abbiamo letto nel 2020? Un’analisi dei titoli più venduti in Italia

di Giovanni Peresson notizia del 1 marzo 2021

Attenzione, controllare i dati.

Prima dei generi il catalogo. È questo uno degli elementi di maggior riflessione che riscontriamo quando andiamo a esaminare le vendite di libri di varia adulti e ragazzi nei canali trade. Prendiamo i Top 10 del 2020: il 40% dei titoli più venduti erano usciti nel 2019.

 

1. Cambiare l'acqua ai fiori, Valérie Perrin, E/O, 2019

2. Riccardino, Andrea Camilleri, Sellerio, 2019

3. Il colibrì, Sandro Veronesi, La nave di Teseo, 2019

4. Fu sera e fu mattina, Ken Follett, Mondadori, 2020

5. L’enigma della camera 622, Joël Dicker, La nave di Teseo, 2020

6. I leoni di Sicilia. La saga dei Florio, Stefania Auci, Nord, 2020

7. Come un respiro, Ferzan Ozpetek, Mondadori, 2020

8. La misura del tempo, Gianrico Carofiglio, Einaudi, 2019

9. Ah l'amore l'amore, Antonio Manzini, Sellerio, 2020

10. A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l'Italia, Aldo Cazzullo, Mondadori, 2020

 

Certo, il rallentamento del lancio novità e la chiusura delle librerie nel primo lockdown hanno avuto il loro ruolo nel favorire questo effetto coda lunga. Il minor numero di titoli pubblicati nel 2020 (-9%) ha permesso a quelli usciti in precedenza, o nello stesso 2020, di stare più tempo sul banco della libreria e di farsi conoscere meglio dai lettori. Allo stesso modo, anche l’editore ha potuto dedicare più temo e risorse alla cura di meno titoli, enfatizzando il progetto editoriale e promuovendo in maniera più capillare la singola uscita. Se a quel 22% di titoli usciti nel 2019 presenti tra i Top 50 aggiungessimo anche quelli lanciati nella prima parte del 2020 arriveremmo al 44%.

Insomma, il 2020 sembra mostrare – e lo fa trasversalmente ai generi – come si possano gestire assai meglio coda lunga e catalogo. Da una parte abbiamo infatti la crescita dei titoli commercialmente vivi (dai 339 mila del 1998, anno di avvio di IBS.it, ai 716 mila del 2010 al momento dell’arrivo di Amazon, agli attuali 1,2 milioni), che è una conseguenza dell’incremento dell’e-commerce. Dall’altro, il minor numero di titoli pubblicati nel 2020 ha allargato, come dicevamo, le possibilità di visibilità a banco o a scaffale, riproponendo una serie di temi sui quali è fondamentale che la filiera torni a interrogarsi.



Guardando ai titoli più letti nel 2020, si conferma in ogni caso la preferenza per l’autorialità italiana, ed è trasversale anch’essa ai generi, con il 68% dei Top 50 che sono libri di autori italiani.

Quasi specularmente, e sempre trasversalmente ai generi, se tra i Top 10 solo 3 titoli risultano esser stati lanciati da settembre in poi, tra i Top 50 salgono al 50%; e il 14% di quelli entrati in classifica riportano come data d’uscita ottobre; il 18% quella di novembre e dicembre. Effetto novità, certo, ma anche capacità – tutta editoriale – di mettere a valore autori, temi e proposte capaci di intercettare rapidamente l’attenzione e l’interesse del pubblico.

Passando ai generi, la non fiction specialistica fa segnare un +5,2% a valore e una quota del 18% trainata da titoli e autori «mainstream», con un’ampia presenza su altri media: Aldo Cazzullo, Alessandro Barbero (escono entrambi tra settembre e ottobre e trattano entrambi di Dante), Carofiglio con il suo Breviario di politica e altre cose.
La narrativa straniera segna un +0,6% con una quota di quasi il 18% raggiunta con soli sei autori (nei Top 50): Valérie Perrin (con due titoli), Ken Follett, Joël Dicker, Toshikazu Kawaguchi, Lucinda Riley, Stephenie Meyer, Tracy Chevalier. Ma, di questi, tre soli compaiono anche in Top 10. Se complessivamente la fiction segna un -0,2%, quella italiana arretra leggermente rispetto al 2019 (quando aveva conosciuto un +7,3% sull’anno precedente): -1,2% e una quota del 15%.




I libri per bambini e ragazzi segnano un -1,3% (+2,9% nel 2019). Tranne i titoli della collana Me Contro Te e J.K. Rowling con Ickabog, sono mancati in questo settore vere e importanti uscite. Forse, tema su cui riflettere, possiamo essere in presenza di un appannamento del genere? Frutto di un mix che nella denatalità e nella concorrenza di altre forme d’intrattenimento destinare ai più giovani trova le sue componenti fondamentali?

Gli altri generi segnano valori negativi di una certa importanza: la non fiction generale fa il -4,8% (era un +5,8% nel 2019) con Bruno Vespa, Carlo Rovelli, Isabel Allende (Donne dell’anima mia), Barack Obama, Roberto Saviano, Alberto Angela, Woody Allen. La non fiction pratica registra un -8,4% (+5,8% nel 2019) con due titoli tra i primi 50, entrambi di Benedetta Rossi: Insieme in cucina e In cucina con voi.

Un’ultima curiosità. Un solo paperback è nella Top 50 del 2020. Ma è Splillover di David Quammen.

L'autore: Giovanni Peresson

Mi sono sempre occupato di questo mondo. Di editori piccoli e grandi, di libri, di librerie, e di lettori. Spesso anche di quello che stava ai loro confini e a volte anche molto oltre. Di relazioni tra imprese come tra clienti: di chi dava valore a cosa. Di come i valori cambiavano in questi scambi. Perché e come si compra. Perché si entra proprio in quel negozio e si compra proprio quel libro. Del modo e dei luoghi del leggere. Se quello di oggi è ancora «leggere». Di come le liturgie cambiano rimanendo uguali, di come rimanendo uguali sono cambiate. Ormai ho raggiunto l'età per voltarmi indietro e vedere cosa è mutato. Cosa fare da grande non l'ho ancora perfettamente deciso. Diciamo che ho qualche idea. Viaggiare, anche se adesso è un po' complicato. Intanto continuo a dirigere l'Ufficio studi dell'Associazione editori pensando che il Giornale della libreria ne sia parte, perché credo sempre meno nei numeri e più alle storie che si possono raccontare dalle pagine di un periodico e nell'antropologia dei comportamenti che si possono osservare.

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