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Mercato

Com’è andato il primo trimestre del 2021 per l’editoria in Europa

di Bruno Giancarli notizia del 20 maggio 2021

Attenzione, controllare i dati.

L’ottimo risultato dell’editoria italiana nel primo trimestre del 2021 (+26,6% a valore e +26,7% a copie) si conferma tale anche confrontandolo con quello di altri Paesi europei (Austria, Finlandia, Francia, Germania e Spagna): nessuno tra i casi analizzati vanta una crescita migliore. Quanto i numeri raccontano, in ogni caso, è che le performance dei diversi Paesi sono dipese essenzialmente da due fattori, cioè il ruolo del digitale (non sempre disaggregabile nelle stime) e soprattutto la rapidità con cui è stato deciso di riaprire le librerie. La dimostrazione più lampante di quanto quest’ultimo elemento abbia influito è la differenza tra Austria e Germania, i cui dati sono raccolti con la stessa metodologia e quindi più facilmente comparabili: è anche per via del fatto che la seconda abbia prolungato le chiusure un mese in più della prima che al +6,2% dell’Austria corrisponde il +2,6% della Germania.


Guardiamo ora nel dettaglio l’andamento del mercato editoriale nei diversi Paesi.

Austria. Il primo trimestre chiude con un incoraggiante +6,2% a valore. Merito soprattutto della riapertura delle librerie dell’8 febbraio: il 2021 era infatti iniziato all’insegna del -28,8% di gennaio, seguito dal +4,3% del mese successivo. È forse questo dato e non quello cumulato a risultare maggiormente indicativo, nella misura in cui è l’unico a dipendere da una situazione effettivamente comparabile: le librerie erano chiuse a gennaio 2021 e aperte nel 2020, il contrario a marzo. Anche il +57,4% a valore di questo mese va perciò contestualizzato, per quanto numeri simili non facciano che ribadire ancora una volta la centralità delle librerie per l’editoria. Non solo austriaca.

Finlandia. Come avevamo visto commentando le stime del 2020, il mercato finlandese si conferma a trazione digitale: i numeri parlando di un +19,9% per il primo trimestre 2021. A fronte di un +0,3% del mercato fisico, va sottolineato il +41% delle pubblicazioni digitali. In virtù di tale spinta, per la prima volta il digitale ha sorpassato il cartaceo: se nel primo trimestre del 2020 rappresentava il 48% del mercato, ora ha raggiunto il 56%. Per quanto si stia parlando di stime il trend sembra ormai chiaro. Tra le vendite fisiche sono la narrativa finlandese (+26,5%) e i fumetti (+28,5%) a registrare la crescita a valore più significativa. Venendo al digitale, l’unico settore in perdita è quello degli audiolibri su supporto fisico (-79,4%), mentre tutto il resto può vantare incrementi a valore a due o addirittura tre cifre rispetto al primo trimestre del 2020. Gli ebook segnano un +42%, gli audiolibri – il cui mercato è costituito quasi esclusivamente da servizi di abbonamento – addirittura un +78,5%. Tra i primi è la narrativa per bambini a registrare l’aumento più cospicuo (+105,1%), tra i secondi la fiction (+100,1%). L’editoria professionale, che da sola costituisce il 59% del valore del mercato digitale, segna un +26,8%.

Francia. Il +2,2% del primo trimestre del 2021 è «più di un mero recupero», per usare l’espressione di LivresHebdo. Il +66% a copie +70,5% a valore del mese di marzo (67% a parità di giorni lavorativi), infatti, permette non solo di compensare il -33% di marzo 2020, ma di segnare un +11,9% su marzo 2019. La performance è inoltre largamente superiore a quella registrata dal commercio non librario nel Paese (+28,9% a marzo 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020). Se si divide il +2,2% a seconda del tipo di libreria, si scopre che a beneficiare maggiormente della crescita sono state le cosiddette librerie di secondo livello (quelle che, semplificando, in Italia sarebbero le librerie indipendenti), le quali segnano un +11,4%. Le più grandi, quelle del primo livello, registrano un +6,5%. Trattandosi di punti vendita spesso collocati nei centri commerciali, non sorprende che abbiano conosciuto le oscillazioni più ampie: nel solo mese di marzo sono passate dal -54% del 2020 al +150% del 2021 (vale a dire un +15% del 2021 rispetto al 2019). Gli ipermercati, infine, sono in calo del 2,8%.

Germania. Il +2,6% a valore che la Germania registra per il primo trimestre del 2021 è un risultato che dipende da spinte contrastanti. Una prima spiegazione è data dall’aumento del prezzo medio (+5,4%), che è riuscito a cancellare l’effetto del calo delle vendite a copie (-2,4%). Il fattore decisivo, però, è rappresentato dalla riapertura delle librerie. Il paragone con il 2020 viene reso meno calzante dal fatto che i primi due mesi del 2021 abbiano visto le librerie chiuse e il terzo aperte, l’esatto contrario dell’anno precedente. Gennaio e febbraio sono stati mesi di perdite consistenti (-19,7% e -12,4% a valore, che per le sole librerie diventano  -48,9% e -36,1%), più che compensate dal +49,2% di marzo. Le librerie, in ogni caso, non hanno ancora recuperato del tutto: il primo trimestre del 2021 segna per loro un -20% a valore. Passando ai generi, continua la crisi dei libri di viaggio (-41,4%) ed è in leggero calo la fiction (-1,9%), mentre tutti gli altri sono in positivo, soprattutto libri per bambini (+15%) e l’area che comprende scienze naturali, medicina, informatica e tecnologia (+20,5%), vale a dire gli unici due settori che avevano registrato un aumento nel 2020.


Spagna. La Spagna nel primo trimestre del 2021 ha recuperato quanto perso nel 2020 e ha superato i valori del 2019. Così recitano le stime dell’associazione delle librerie spagnole, le quali pur non fotografando la totalità dell’editoria del Paese – si pensi al peso dell’export e al ruolo del digitale nel 2020 – riescono comunque a dare un’idea della reazione delle librerie in questa parte dell’anno. Il +11,5% registrato nel primo trimestre del 2021 compensa infatti il -8,2% dello stesso periodo del 2020 e rappresenta un +2,4% rispetto al 2019. Pur rimanendo la non-fiction il genere più venduto, è la fiction ad aver sperimentato la crescita maggiore. Parte della ragione di questi numeri positivi per le librerie va trovata anche nello sviluppo dell’e-commerce: è plausibile che la tendenza continui anche nei mesi a venire, grazie anche all’approdo di Bookshop in Spagna.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Attualmente lavoro presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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