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Librerie

Germania: le mancate riaperture rischiano di aggravare il -2,3% del 2020

di Bruno Giancarli notizia del 24 febbraio 2021

Attenzione, controllare i dati.

Da quando è stato dichiarato il lockdown in Germania, il 16 dicembre 2020, l’evoluzione della pandemia nel Paese non ha conosciuto miglioramenti sensibili, tant’è che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha deciso di prorogare le chiusure fino al 7 marzo. Contestualmente, è stato annunciato il terzo decreto ponte, il quale prevede aiuti cospicui, capaci di toccare i 100 mila euro mensili nei casi delle aziende più grandi. Si tratta di una misura che era molto attesa, per quanto non sembri sufficiente per mitigare le accese proteste dell’associazione del commercio tedesca. Contestualmente, il programma Neustart Kultur per il rilancio dell’industria culturale, finanziato con fondi europei, è stato rafforzato con un ulteriore miliardo di euro. Tramite il piano sono state promosse tante piccole iniziative (l’importo massimo erogabile è di 7,5 mila euro), comprese quelle legate al mondo dei libri, come mostra l’esempio di una libreria bavarese che ha potuto ristrutturare il suo e-commerce. Per capire perché queste misure siano così necessarie in questo momento è bene considerare il mercato tedesco nel 2020 e nel primo mese del 2021.




Il grafico riflette in maniera immediata gli effetti del lockdown sul mercato editoriale, e quindi delle corrispondenti chiusure delle librerie, nella misura in cui i libri non rappresentano in Germania dei beni essenziali (a differenza di quanto avviene in Italia in virtù del DPCM del 6 novembre 2020). I periodi da analizzare nel dettaglio per comprendere l’andamento del mercato tedesco sono tre: quelli generali dell’anno, di dicembre (in cui le chiusure sono iniziate nella seconda metà del mese) e di gennaio 2021 (in cui il fenomeno ha riguardato i 31 giorni).



Una delle prime cose che questi numeri dicono è che prezzi medi sensibilmente più alti rispetto all’anno precedente hanno permesso di mitigare il crollo delle vendite, specialmente durante i momenti di chiusura. Non si può escludere che su questi numeri abbia influito la riduzione dell’offerta per il 2020: molti editori hanno deciso di rimandare le uscite previste in autunno alla primavera 2021. La conclusione più rilevante è però un’altra: poiché Media Control include nelle sue rivelazioni anche i dati di Amazon, è possibile inferire che la chiusura delle librerie abbia comportato una perdita netta di acquisti e non uno spostamento dei consumi su altri canali o prodotti, se non in parte. Si assiste cioè allo stesso fenomeno già osservato nel caso austriaco.

Anche in Germania le perdite si acuiscono se si considerano soltanto i numeri delle librerie fisiche: il -2,3% del 2020 diventa infatti un -8,7%. A gennaio, per via delle chiusure totali, il valore prodotto dalle librerie si è dimezzato (-48,9%). Numeri ancora peggiori sono stati evitati grazie allo spirito di iniziativa e alla creatività di librai ed editori. Nel secondo lockdown i Länder tedeschi hanno permesso il ritiro in negozio (Click & collect), sebbene in Baviera e Baden-Württemberg sia iniziato soltanto a Gennaio 2021 e in Sassonia a partire dal 10 febbraio; oltre a ciò, sussistono limitazioni o deroghe specifiche quasi per ogni Land.

Se le librerie non avessero chiuso il 16 dicembre i numeri sarebbero stati diversi, e forse grazie al Natale si sarebbe potuto addirittura evitare il segno meno. Dalla riapertura (cioè circa metà aprile) fino al nuovo lockdown si era infatti riusciti a passare dal -14,9% al -0,3% (dal -21,1% al -4,5% per le sole librerie fisiche). Due giorni prima che le nuove restrizioni avessero inizio l’editoria tedesca aveva stabilito il record annuale, con un +60% rispetto al 14 dicembre 2019 che diventava +70% per i canali fisici.

Venendo alle vendite nel 2020 per genere, tutte le categorie registrano un calo, eccezion fatta per la narrativa per bambini e young adults (+4,7%) e per l’area che comprende scienze naturali, medicina, informatica e tecnologia (+1%). Va segnalato il dato della saggistica: seppur negativo (-1,3%), è comunque superiore alla media e rappresenta un vistoso recupero rispetto al -17,2% che il genere segnava dopo il primo semestre. Merito anche di Obama: il suo Una terra promessa, pubblicato in Germania da Penguin, è stato il libro di saggistica più venduto del 2020 nonostante sia uscito a novembre e soprattutto nonostante il prezzo di 42 euro.




Occorre infine tenere presente che le statistiche di Media Control non includono il consumo digitale di libri: non essendo ancora stati presentati i dati del secondo semestre del 2020, è possibile ricordare da un lato le buone performance degli audiolibri, dall’altro che nel primo semestre gli e-book hanno segnato un + 17,8% (+38,9% nel solo secondo trimestre), stando alle rilevazioni di GFK.

Per il bilancio definitivo del 2020 occorrerà aspettare ancora qualche mese. Nel frattempo, si può affermare che l’editoria tedesca, nonostante abbia chiuso negativamente, gode comunque di buona salute. I numeri di gennaio e soprattutto di dicembre rappresentano però un monito: la centralità delle librerie fisiche non può essere sottostimata e se è vero che i sussidi permettono alle attività di non fallire è altrettanto vero che solo le riaperture potranno garantire qualcosa di diverso rispetto alla mera sopravvivenza.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Attualmente lavoro presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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