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Librerie

Bookshop: la libreria online che sostiene le librerie indipendenti adesso punta all’Europa

di Bruno Giancarli notizia del 8 aprile 2021

Attenzione, controllare i dati.

Bookshop – avevamo già avuto modo di parlarne – è una libreria online statunitense che si propone come l’alternativa socialmente responsabile ai grandi siti di e-commerce: tra le sue peculiarità, infatti, vi è il sostegno diretto alle librerie indipendenti tramite un fondo diviso semestralmente tra gli aderenti all’iniziativa (oltre 1.500 librerie negli Stati Uniti). Dopo il grande successo registrato in patria nel suo primo anno di vita (un venduto di 50 milioni di euro, più di 12 milioni di ricavi per le librerie) è arrivata la conferma nel Regno Unito, dove sono stati generati ricavi per le librerie di oltre un milione di sterline in soli quattro mesi. Forte di questi numeri, il sito si prepara a conquistare nuovi mercati, cominciando dalla Spagna.

È di pochi giorni fa la notizia di un accordo tra l’associazione dei librai spagnoli (CEGAL) e Bookshop per garantire il rispetto della legge del libro, l’appoggio alle librerie e la diversità imprenditoriale, in preparazione dell’imminente arrivo della piattaforma nel Paese. In altre parole, Bookshop si impegna a non superare lo sconto massimo previsto in Spagna, pari al 5%. Si tratta di una prima sostanziale differenza rispetto ai mercati anglofoni, nei quali la politica del prezzo libero rende lo strapotere dei siti di e-commerce ancora più evidente.

In Spagna qualcosa di simile a Bookshop c’è già: si tratta di Todos tus libros, una piattaforma attiva da 10 anni che mette a disposizione il più grande servizio di consultazioni bibliografiche spagnolo e mostra la reperibilità di qualsiasi titolo in tutte le librerie del Paese. Da quattro mesi ha aperto anche uno spazio e-commerce e, anche grazie al contatto che permette di instaurare tra acquirente e libraio, sono state registrate vendite per un valore di oltre un milione di euro.

Il patto tra Bookshop e CEGAL, assicura il portavoce dell’associazione dei librai Álvaro Manso, «non pregiudica lo sviluppo indipendente di Todos tus libros, di proprietà delle stesse librerie, e vede in Bookshop qualcosa di complementare, in vista dell’obiettivo comune di supportare le librerie». Uno dei membri del consiglio direttivo di CEGAL farà parte del consiglio di amministrazione di Bookshop in Spagna, affinché possano crearsi maggiori sinergie tra le due piattaforme.

Sorge spontanea la domanda sulle modalità della coesistenza tra Bookshop e Todos tus libros,così come sull’attore che si occuperà della distribuzione. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito Bookshop si affida ai distributori più grandi, rispettivamente Ingram e Gardners: sarà interessante capire quali strategie adotterà in Spagna.

L’avanzata di Bookshop in Europa è appena agli inizi: Andy Hunter, fondatore della piattaforma, afferma di voler affinare i servizi che offre prima di arrivare in mercati come l’Italia o la Germania, ma il progetto potrebbe diventare realtà già nel prossimo anno. Nel caso italiano, però, Bookshop troverà la concorrenza di un altro portale che si è ispirato proprio al sito americano, vale a dire Bookdealer.

Fermo restando che lo spirito delle due piattaforme è lo stesso, il funzionamento è ben diverso. Bookshop ha un sistema completamente centralizzato, mentre su Bookdealer l’evasione dell’ordine è demandata alle singole librerie nel caso in cui la consegna intervenga nella zona di copertura che queste definiscono; per ordini da spedire fuori da tale area geografica, è Bookdealer a prendere in carico i corrieri. Ciò si ripercuote inevitabilmente anche sui modelli di business e sulle tempistiche che i due sistemi propongono. Se si acquista un libro tramite la pagina principale di Bookshop e non dalla vetrina virtuale della singola libreria il guadagno per quest’ultima è del 30% rispetto al prezzo di copertina; nel caso di Bookdealer è l’acquirente a corrispondere 1,90 euro per le consegne nella zona di copertura della libreria scelta (divisi equamente tra la piattaforma e la libreria), 4,90 nel caso di spedizioni tramite corriere. Se invece il cliente opta per il ritiro in libreria, Bookdealer trattiene una quota esigua. Sulla stessa scia di Bookdealer può essere collocata un’altra iniziativa sorta recentemente in Italia, la partnership tra LibridaAsporto e Goodbook.it. Anche in questo caso a essere enfatizzato è il rapporto con la singola libreria anziché con il circuito delle librerie indipendenti in sé e per sé. Per aderire a Libri da Asporto, però, le librerie sottoscrivono un abbonamento annuale.

Il successo di Bookshop, complice anche la narrazione proposta, è stato notevole: non sono però mancate alcune critiche. Senza entrare nei dettagli, la questione principale in realtà è una sola: a chi sottrae davvero quote di mercato Bookshop? Alcuni librai temono che clienti i quali normalmente si recherebbero in libreria utilizzino la piattaforma pensando di compiere un atto, per così dire, eticamente equivalente. La risposta di Bookshop è che la prima scelta rimane sempre e comunque l’acquisto in libreria, ma non si può fare finta che l’e-commerce non esista: per permettere alle librerie di sopravvivere è necessario riconquistare chi utilizza Amazon, ed è esclusivamente a questo bacino di acquirenti che la piattaforma sostiene di rivolgersi. Non ci sarebbe cioè concorrenza tra librerie indipendenti e Bookshop, nella misura in cui quest’ultimo punta ai lettori che avrebbero comunque scelto di effettuare quell’acquisto online.

Come ricorda l’amministratore delegato di Bookshop UK, il 30% sulla singola vendita riconosciuto alla libreria tramite la piattaforma è evidentemente minore del 40-50% di utile di una vendita fisica, ma rappresenta un guadagno netto, specie se si considerano i costi evitati dal libraio (mantenere un sito di e-commerce ed evadere l’ordine, in primis).

È per tutte queste considerazioni che il caso spagnolo merita di essere seguito con particolare attenzione: se Bookshop avrà successo senza pregiudicare le vendite nelle librerie fisiche e a scapito di altre piattaforme di e-commerce avrà ragione Hunter, in caso contrario i detrattori del modello che propone. Le dichiarazioni fatte filtrare da CEGAL e riportate poco sopra sono comunque incoraggianti, così come la presenza dell’associazione nel consiglio di amministrazione di Bookshop in Spagna. Essendo l’Italia uno dei probabili prossimi Paesi a venire raggiunto dalla piattaforma, avere un quadro il più possibile chiaro del ruolo di Bookshop è di estrema importanza.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Attualmente lavoro presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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