La Society of Authors (SoA) – la principale associazione britannica di scrittori e scrittrici, illustratori e illustratrici, traduttori e traduttrici, impegnata nella tutela dei diritti e nella promozione degli interessi di autori e autrici – ha lanciato un programma per aiutare a identificare le opere scritte da esseri umani e distinguerle dai contenuti creati con l’intelligenza artificiale.
Autori e autrici possono registrare i propri libri e scaricare il bollino Human Authored da applicare sulla quarta di copertina, sulla stessa linea dell’operazione lanciata circa un anno fa dall’Authors Guild, la più antica e grande organizzazione degli Stati Uniti per scrittori e scrittrici. Attualmente è disponibile gratuitamente per i soci della SoA, ma l'obiettivo è di estendere il programma anche ai non soci in futuro.
Come riporta il Guardian, la SoA ha affermato che l’assenza di misure governative che obblighino le aziende tecnologiche a etichettare i risultati generati dall’IA ha fatto sì che i consumatori facessero fatica a distinguere tra libri scritti da esseri umani e opere generate dalle macchine, basate su modelli addestrati con opere protette da copyright senza autorizzazioni o compensi.
Il progetto è stato lanciato ieri, 11 marzo, dalla scrittrice bestseller Tracy Chevalier alla London Book Fair, uno dei principali appuntamenti internazionali per lo scambio dei diritti, che si sta svolgendo in questi giorni nello storico Centro espositivo Olympia di Londra. In fiera è anche in corso una protesta: circa 10.000 autori e autrici, tra cui Kazuo Ishiguro, Philippa Gregory e Richard Osman, hanno pubblicato un libro vuoto per rivendicare il proprio lavoro rubato dalle intelligenze artificiali. Si intitola Don’t Steal This Book e contiene esclusivamente un elenco dei nomi delle persone aderenti all’iniziativa: alcune copie dell’opera sono state distribuite in fiera, una settimana prima che il governo britannico pubblichi una valutazione sul costo economico delle proposte di modifica alla legge sul diritto d’autore.
«Dal boom delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa, la SoA ha condotto una campagna per difendere gli interessi degli autori e delle autrici e salvaguardare i creatori dal furto su larga scala delle opere da parte delle aziende tecnologiche per addestrare i propri chatbot di intelligenza artificiale» ha dichiarato Anna Ganley, amministratore delegato della SoA. «Il nostro bollino Human Authored è un importante strumento per proteggere e promuovere la creatività umana».