Le librerie, le gallerie d’arte, i teatri, ma anche tanti altri spazi privati destinati alle attività culturali e disseminati nel perimetro municipale di Barcellona: presto riceveranno dall’Ayuntamiento una sovvenzione pari al 95% dell’imposta sui beni immobili (la cui esazione, nel sistema tributario spagnolo, spetta appunto ai comuni). E l’agevolazione dovrebbe portare beneficio sia a chi è proprietario del locale, sia a chi lo occupa come regolare affittuario. 

Questa misura – entrata in vigore lo scorso venerdì, come riporta il quotidiano catalano «El Periódico» – si applica retroattivamente anche alle quote d’imposta versate nel corso del 2015 e ha un limite di 5 mila euro per attività. L’amministrazione municipale destinerà un totale di 500 mila euro l’anno alla manovra, pensata a sostegno di uno dei settori più vulnerabili del tessuto commerciale della città.
In caso, poi, l’attribuzione del bonus dovesse generare controversie tra proprietari e affittuari, il comune s’impegna a mediare: librerie, teatri, gallerie d’arte e attività commerciali specializzate nel «mercato» della cultura, spesso non hanno idea di quanto i proprietari degli stabili paghino d’imposta sull’immobile e non sanno se e in che misura uno «sconto» del 95% su questa tassa debba riverberarsi sui loro canoni d’affitto.

Alla nuova sovvenzione pensata per ridurre la pressione dell’imposta sugli immobili, inoltre, si sommano le correzioni al rialzo sui fondi stanziati per il potenziamento infrastrutturale dei luoghi della cultura, di entità diverse a seconda della loro categoria. 600 mila euro sono stati, per esempio, previsti per il recupero di auditorium e teatri senza scopo di lucro, 200 mila per le biblioteche (più del doppio dei 71 mila euro destinati loro l’anno scorso).
L’incremento complessivo degli aiuti destinati agli spazi culturali si traduce – come riferisce il direttore dell’Istitut de Cultura de Barcelona Valenti Oviedo – in 900 mila euro in più stanziati rispetto allo scorso anno. A rimanere escluse dal godimento di questi bonus sono solo le sale cinematografiche che non proiettano film d’autore in versione originale: «in questo modo – chiarisce l’assessore all’impresa, la cultura e l’innovazione Jaume Collboni – eviteremo di finanziare le multinazionali». L’obiettivo della manovra, infatti, è quello di sostenere quelle 250 piccole e medie imprese private che rendono attivo, eterogeneo e dinamico il settore della cultura.

Antoni Daura, d’altro canto, presidente dell’associazione dei librai della Catalogna, ha specificato che il calo complessivo dei consumi è decisamente accentuato in libreria e che questi nuovi fondi previsti dall’Ayuntamiento, pur rappresentando un aiuto concreto, non risolvono certo la situazione. «Quello che ci sta asfissiando – ha affermato – è l’Iva al 21%», dettagliando poi quanto le librerie potenzino l’immagine culturale di Barcellona «aprendo le loro porte sulla strada e lasciando entrare tutti».

Anche ai locali che accolgono concerti sono stati destinati nuovi fondi dall’amministrazione comunale: in totale 400 mila euro per incrementare studi sull’impatto acustico, per rinnovare le dotazioni tecniche e per sperimentare soluzioni infrastrutturali che limitino il livello di rumore. Accessibili sia ad attività già esistenti che nascenti.
Per quanto riguarda, infine, gli spazi culturali indipendenti (sia di creazione, che di sperimentazione e diffusione culturale), potranno accedere – dalla metà del mese – a un fondo complessivo di 250 mila euro per rinnovare i locali, rimuovere le barriere architettoniche, migliorare le attrezzature tecniche e adeguarsi alle norme vigenti sulla sicurezza.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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