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Mercato

Waterstones abbandona il fronte e-book

di Camilla Pelizzoli notizia del 24 maggio 2016

Attenzione, controllare i dati.

La principale catena libraria britannica, Waterstones, è definitivamente uscita dall’arena digitale – dopo aver cessato la vendita degli e-reader di Amazon alla fine dello scorso anno – e ha annunciato un accordo con Kobo affinché i propri clienti possano trasferire i loro acquisti da una piattaforma all’altra. Il passaggio, la cui comunicazione avverrà in questi giorni via mail, permetterà ai lettori di mantenere i titoli comprati e di avere già un nuovo retailer a cui appoggiarsi per il futuro.

James Daunt, direttore generale della catena, ha riferito a «The Bookseller» che ha preso la decisione di cessare la vendita di e-book perché la compagnia non poteva dedicarsi a questa divisione con «gli standard o l’abilità che [gli] piacerebbe», e ha aggiunto: «la verità è che al momento non vendiamo e-book in maniera particolarmente efficace, o in grandi quantità. Cerco sempre di fare ciò che è nel miglior interesse dei nostri clienti, non c’è ragione migliore di questa». Proprio perché i numeri mossi in questo ambito non erano particolarmente interessanti, Waterstones non subirà grandi perdite a livello finanziario da questo mossa, in parte anche grazie a una clausola dell’accordo preso con Kobo, che per il database di (potenziali) clienti appena ottenuto ha concesso una percentuale su ogni acquisto effettuato da un utente proveniente dal sito di Waterstones.

Daunt si è premurato di sottolineare che queste scelte non sono dettate da una qualche strategia anti-digitale. «Non mi importa come la gente legga, finché potrò vendere efficacemente ed efficientemente o in un modo che sia vicino al profittevole. Ma se non diamo un valore aggiunto allora non stiamo facendo quello che riteniamo di dover fare».

L’uscita di scena di Waterstones, per quanto prevedibile, crea un panorama piuttosto particolare per quanto riguarda la vendita di e-book in Gran Bretagna, che a questo punto è dominata da un duopolio formato da Kobo e Amazon, che rimane in netta posizione di predominio. Tutti gli altri rivenditori con un minimo di peso sono usciti dai giochi ormai da qualche tempo: l’ultimo, prima della catena gestita da Daunt, era stato Barnes&Noble (la cui avventura con l’e-reader Nook, in Gran Bretagna, non è stata particolarmente luminosa), preceduto a sua volta dalla chiusura di Blinkbox (piattaforma creata dai supermercati Tesco) e da Sony.

Quali saranno le conseguenze di questa mancanza di competitor, per il momento, non è dato saperlo. Vero è che resistono degli store online di nicchia, che forse potranno crescere ed entrare nel mercato; ma, salvo sviluppi imprevisti, almeno per i prossimi anni i lettori digitali britannici dovranno adeguarsi alle scelte che verranno prese da Amazon e Kobo.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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