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Librerie

[Plpl incontri professionali] Visti dai Millennials

di Camilla Pelizzoli notizia del 5 dicembre 2015

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Comincia una nuova giornata di Più Libri e, quindi, prendono avvio anche gli incontri dedicati al «Valore», che verrà approfondito nelle sue diverse accezioni. Il primo, Visti dai Millennials, ha visto Francesca Chiappa (Hacca edizioni), Emanuele Di Giorgi (Tunuè) e Lorenzo Flabbi (L’Orma Editore) confrontarsi sull’esperienza, da loro vissuta in prima persona, di fondare una casa editrice dopo il 2000, interrogandosi su se, e quanto, e come è cambiato il «paradigma» dell’editore, e quali sono le sfide che – come «nativi digitali», ad esempio – hanno dovuto affrontare e con cui si misurano ancora oggi.
Di Giorgi, ad esempio, ha portato la propria esperienza particolare come editore (principalmente) di graphic novel: pur essendo nata in un periodo «burrascoso», Tunuè ha potuto sfruttare la crescita costante di questa forma narrativa nel mercato italiano (una «nicchia fortunata»), che ha preso forza proprio a partire dal nuovo millennio. Ha tuttavia sottolineato quanto avere sede a Latina – e non in uno dei poli editoriali più noti – abbia in un certo senso limitato le possibili occasioni di confronto, che si sono dovute cercare attivamente attraverso la compravendita di diritti e gli eventi organizzati dalla filiera e dall’Associazione italiana editori.
Anche Francesca Chiappa ha espresso un sentimento analogo, definendosi «editore di campagna», essendo Hacca edizioni una casa editrice con sede nelle Marche e quindi «delocalizzata». Passando poi dalle coordinate geografiche a quelle temporali, ha voluto sottolineare una delle differenze più forti tra le case editrici del secolo scorso e quelle di questo millennio: le tempistiche fondamentalmente diverse che si avevano e che si hanno ora per sviluppare e proporre il proprio lavoro. I Millennials hanno tempi meno ampi a disposizione, in parte per la concentrazione della distribuzione e delle librerie (anche se in quest’ultimo ambito, in controtendenza, le realtà indipendenti stanno aumentando).

Flabbi, sottolineando innanzitutto la vocazione cosmopolita e «di città» de L’Orma editore, ha aggiunto che essere nati dopo la «proclamazione ufficiale» della crisi ha permesso di avviare l’attività con la consapevolezza che la «terra promessa» di cui ha parlato Antonio Monaco un paio d’anni fa è da considerarsi come inesistente; piuttosto quello da ottenere è un «bilancio esistenziale» positivo e una condizione di sopravvivenza che permetta di continuare ad ampliare il proprio catalogo e di pubblicare titoli di valore. Non si rimpiange un’età dell’oro passata, ma si cerca di essere coraggiosi, determinati e un po’ cocciuti. In questo modo, mettendo il mercato in secondo piano, quasi paradossalmente si crea una nuova nicchia che risponde ai bisogni dei lettori.
I tre relatori hanno poi affrontato il discorso delle nuove professionalità necessarie in casa editrice. Sicuramente, come ha sottolineato Emanuele Di Giorgi, la qualità generale del prodotto libro è aumentata e ogni libro va affrontato come un progetto a sé, rivolgendosi a servizi di stampa di volta in volta diversi. Inoltre, per quanto riguarda il digitale, cresce il bisogno di persone che sappiano come creare e sviluppare ePub3. Tuttavia, stando lontani dalla capitale è difficile trovare le competenze necessarie.
Discorso difficile ma necessario da affrontare è anche la sostenibilità di queste competenze: lo afferma con convinzione Francesca Chiappa. Molti giovani con capacità e passione non hanno sicurezze, a livello economico, ed è un problema da analizzare con serietà. Anche perché la vera innovazione non sono i social («avere nuove professionalità, in questo senso, è stare al passo coi tempi, non essere innovativi» chiosa Lorenzo Flabbi), ma quegli studi che porteranno alla cultura di cui si parlerà tra vent’anni.

Sempre Flabbi poi parla di come essere nati in un momento in cui strumenti come InDesign e Photoshop sono alla portata di tutti abbia ovviamente condizionato, in parte, la linea editoriale: sin dalla fondazione dell’Orma era evidente che si sarebbero prodotti e-book, e lo stupisce che non sia un pensiero condiviso da tutte le case editrici nate da pochi anni a questa parte. Tuttavia, il fatto che i programmi possano diventare obsoleti in breve tempo ha i suoi svantaggi: Di Giorgi porta l’esempio della ripubblicazione per la sua casa editrice di Monster Allergy, titolo Disney i cui file erano tutti in formato Xpress e ormai difficili da leggere e convertire.
L’incontro si chiude con una serie di suggerimenti e pensieri veloci sul futuro dei Millennials (e non solo). Sempre Di Giorgi cita la necessità di essere meno ingessati e di cercare nuove strategie di mercato; Flabbi afferma il bisogno di concentrarsi su autori che faranno la letteratura di questi tempi (e quindi, un domani, diverranno di mercato); Chiappa sottolinea l’aspetto fondamentale della collaborazione tra editori, portando come esempio il lavoro fatto su un autore come Mario Pomilio (per cui rimandiamo al convegno on line organizzato sul blog di Giulio Mozzi, vibrisse). Anche se forse, come ha detto il dott. Peresson (moderatore dell’incontro, responsabile dell’Ufficio Studi di AIE) in chiusura, questo è uno degli aspetti della piccola editoria che andrebbe raccontato meglio e con più costanza, per imparare a comunicarlo meglio e a  degli editori, giovani o vecchi che siano.

Per maggiori informazioni sui prossimi incontri professionali, clicca sull'immagine del programma qui sotto:

L'autore: Camilla Pelizzoli

Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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