«Sono Cristina ho 30 anni, lavoro in una libreria di 30 mq e spero tra 60 anni di diventare una libraia. Ho cercato di far diventare lavoro una passione e così da 3 anni posso dire di aver smesso di lavorare perché faccio qualcosa che amo». Si presenta così Cristina Di Canio, proprietaria della libreria Il mio libro di Via Sannio 18 a Milano, balzata agli onori delle cronache nelle scorse settimane per aver dato il via al fortunato ashtag #librosospeso che negli scorsi giorni ha raggiunto la strabiliante quota di 3 milioni di citazioni sul Web.
Il risultato per la «scatola lilla» (così Cristina chiama la sua libreria) sono stati oltre 70 libri passati di mano in mano in appena una settimana. «Tutto è iniziato a fine marzo quando dopo la presentazione del libro Dentro la banca una capra campa, un signore venuto ad assistere all’evento oltre al libro dell'Egea si è accostato alla cassa e mi ha detto di voler acquistare anche un volume di Irène Némirovsky ma di non volerlo per sé. Mi ha infatti chiesto di regalarlo ad un mio cliente il giorno successivo. Ho deciso quindi di lasciare scegliere al caso e un po’ come succede per il caffè sospeso, di donarlo alla prima persona che sarebbe entrata in libreria».
Cristina ha un’intuizione, usare Twitter e Facebook sui quali la libreria è molto attiva per diffondere la bella idea del cliente. «Ho scritto su un post-it l’ashtag e ho diffuso la foto su Facebook. Il primo che l’ha ricevuto ha scelto di continuare la catena e poi una cosa tira l’altra e adesso l’iniziativa si è diffusa anche in altre città e in altre regioni».
In realtà qualche giorno prima che l’illuminato cliente arrivasse alla libreria di Cristina, a Polla (Salerno) la libreria Ex libris Cafè aveva lanciato un’iniziativa analoga intitolata appunto Un libro sospeso e dedicata ai libri per ragazzi tra i 10 e 18 anni (chissà che non sia stata proprio questa l’ispirazione del lettore).
Ma, quando si parla di questa piccola e tenace libreria di quartiere, l’interesse va oltre la notizia balzata sulle pagine culturali di tutti i quotidiani. «Gestisco la libreria da sola e questo richiede un grande impegno, così ho pensato di puntare tutto sulle persone: la libreria è proprio dietro ad un grande supermercato e ho capito subito che non avrei potuto competere sul piano dello sconto, così ho pensato di creare una carta fedeltà in convenzione con tutti i negozi del quartiere in modo tale che tutti gli acquisti concorressero a raggiungere uno sconto spendibile dal parrucchiere, al ristorante o nella mia libreria». 
Ma non è tutto perché se si passa la sera davanti alla libreria chiusa la si può trovare tutt’altro che addormentata: «Riflettendo sulle iniziative che hanno funzionato meglio per flusso di presenze, sicuramente al primo posto per me c’è stato Letti di notte. Da qui, confrontandomi con Elena Giorgi cliente e amica che è poi diventata il “direttore artistico” dell’evento, sono partita per creare il ciclo Segreta è la notte, delle vere e proprie notti bianche ad hoc che funzionano come eventi segreti per un numero limitato di persone e in cui i lettori possono incontrare, a porte chiuse, scrittori come Pallavicini, Bignardi, Carlotto, Malvaldi e tanti altri».
Quando si dice il cliente al centro, insomma. «L’appoggio dei miei clienti è al centro del mio lavoro: in libreria c’è anche uno scaffale dove trovano posto i libri selezionati dal Comitato segreto, un gruppo di un centinaio di recensori tra cui trovano posto anche addetti ai lavori, scrittori e personaggi dello spettacolo, ai quali ho chiesto di indicare 10 titoli a testa di libri per loro imperdibili e che non possono mancare in una buona libreria, proprio come accade nel libro La libreria del buon romanzo. È uno scaffale seguitissimo che molti mi chiedono di mettere on line sulla nostra pagina Facebook… ma io preferisco lasciare al mondo reale le emozioni di uno scaffale non virtuale».