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Librerie

L'evoluzione del layout e dell'assortimento delle librerie per bambini di Roma

di Ilaria Costanzo notizia del 4 marzo 2016

Attenzione, controllare i dati.

A Roma da qualche tempo si sta assistendo a un autentico proliferare di librerie per bambini e ragazzi: nel giro di tre anni si è arrivati a contare 20 librerie, di cui ben 9 aperte nel 2015. Tale fenomeno è il risultato di diversi fattori, primo fra tutti l'aver saputo cogliere un'esigenza del territorio, in molte sue zone carente di aree in cui far trascorrere tempo di qualità ai propri figli.
Molte delle librerie hanno inoltre una natura ibrida, in quanto dispongono di salette o aree adibite talvolta a officina creativa e altre volte a spazio ludico, dove ogni giorno si realizza una vasta gamma di attività. Pur con le proprie peculiarità, caratteristica comune di tutte è quindi una polifunzionalità degli spazi, che si ripercuote anche sull'offerta commerciale eterogenea dei prodotti in vendita (con una particolare attenzione riservata alle proposte delle piccole e medie case editrici indipendenti); così le librerie si configurano prima di tutto come luoghi di aggregazione, con cui i bambini sono portati a familiarizzare in modo semplice e spontaneo. 
A un mese esatto dall'inizio della Children's Book Fair di Bologna, facciamo allora un viaggio virtuale tra alcune delle librerie romane più conosciute dedicate ai bambini e ai ragazzi.

Tra le più interessanti realtà del variegato panorama romano figura sicuramente Ottimomassimo, gestita da tre librai formatisi alla Giannino Stoppani. Nata come libreria itinerante nel 2006 e andata in giro per tutta Italia con il suo furgone, si è dotata di una sede stabile dalla fine del 2014, mantenendo però in funzione la versione mobile, utilizzata soprattutto nel periodo estivo. L'area di vendita, di circa 60 mq, è costituita quasi esclusivamente da prodotti librari, suddivisi in quattro macrosettori - «per iniziare», «per sapere», «per leggere», «per raccontare» - posti intorno a piccoli banchi e seggiole che ricordano l'ambiente scolastico. A queste librerie si aggiungono alcuni scaffali per l'usato e una biblioteca sociale, dove è possibile prendere in prestito libri e dvd dietro acquisto di una tessera. Totalmente gratuita è, invece, la free library creata insieme all'associazione Trastevere Attiva nel vicino parco di S. Cosimato, dove chiunque può liberamente prendere e donare libri. Come ci racconta Deborah Soria, una delle fondatrici di Ottimomassimo, questa biblioteca all’aperto sta avendo un impensato riscontro commerciale, perché le persone incuriosite dall'iniziativa spesso si recano a visitare la libreria promotrice che prima non conoscevano. Ad arrotondare gli introiti contribuisce anche l'atelier di 20 mq posto all'interno della sede stabile, dove si realizzano attività e sperimentazioni, tra cui corsi di disegno dal vero, laboratori tattili, letture drammatizzate, spettacoli di kamishibai e teatro delle ombre. Come sottolinea Soria, però, «punto di forza della libreria resta il grande lavoro fatto sul catalogo, più ampio rispetto ad altre realtà di dimensioni anche superiori, in cui trovano invece maggiore spazio i giocattoli». Un'analisi sulle richieste della clientela ha poi mostrato un significativo abbassamento dell'età in cui si inizia ad approcciarsi ai libri, da cui è stata dedotta la necessità di potenziare l'offerta rivolta al target 0-3 anni.


La libreria Ottimomassimo


Altra libreria degna di nota è L'ora di libertà, che dallo scorso febbraio ha lasciato la sua sede originaria, aperta nel 2012, per inaugurarne una nuova nel quartiere Centocelle. Sviluppata su due piani – quello superiore dedicato ai libri, quello inferiore ripartito tra giocattoli in vendita e area laboratori – la libreria è inoltre dotata di un cortile esterno sfruttabile tanto per le normali attività didattico-ricreative, quanto per il centro estivo, un'importante risorsa che ha riscontrato nel tempo un grande successo, tanto da indurre la proprietaria Francesca Giuliani a replicare l'iniziativa anche a Natale, Pasqua e in caso di periodi di chiusura delle scuole. Ferma convinzione di Giuliani, ideatrice anche di molti laboratori scientifici (grazie alla sua formazione da geologa), è che «la libreria per bambini debba essere un luogo di socializzazione, in cui il libraio non si limiti a stare dietro a un bancone dispensando utili consigli, ma sappia anche giocare con i bambini, coniugando la capacità di suggerire con quella di stimolare la loro creatività e curiosità». In linea con questa filosofia, particolare attenzione è stata data proprio alle proposte dei più piccoli, da loro stessi scritte e imbucate nella bocca di un colorato mostro di cartone che funge da cassetta postale e che ha fornito l'input per vari corsi.

Particolare della libreria L'ora di libertà


Tale visione è ulteriormente sviluppata da C'era due volte, libreria e spazio ricreativo che dal 2013 organizza centri estivi e Christmas Park all'interno e all'esterno della propria struttura. Formata da un open space di 80 mq, in cui prevale l'uso del bianco per dare risalto ai colori degli oggetti, l'area è occupata per 1/3 dallo spazio vendita di libri e giochi, mentre il resto dello spazio è organizzato secondo un criterio di massima flessibilità, mediante l'utilizzo di mobili e complementi d’arredo in cartonato pressato e legno, che consentono all'occorrenza di suddividere la superficie in più zone per lo svolgimento delle tante attività in calendario. La titolare, Benedetta Biondi, ci riferisce che per loro «fondamentale è l'offerta di servizi proposti non occasionalmente, bensì organizzati in maniera costante secondo una precisa programmazione annuale». Tutte le mattine, ad esempio, è attivo lo spazio baby per bambini dai 10 ai 36 mesi, per i quali è allestita una play zone, mentre ogni pomeriggio è in funzione un doposcuola strutturato su corsi fissi di teatro, musica, scacchi, cucina, arte circense ed equilibrismo, che può avvalersi anche di una lab room appositamente predisposta. 

Gli scaffali della libreria C'era due volte


A sostenere la concezione di libreria come luogo in cui poter fare, oltre che comprare, è stata ancor prima Centostorie, aperta nel 2007 e dal 2010 organizzatrice di brevi corsi di formazione rivolti a chi vuole aprire una libreria per bambini. Proprio da questi, di cui si contano 65 edizioni - una al mese - per un totale di 600 partecipanti, sono nate negli ultimi anni in tutta Italia una sessantina di librerie che ricalcano l'impostazione data da Centostorie ai propri locali: tavolini e sedie di piccolo formato, poltroncine colorati, scaffali bassi facilmente accessibili anche ai più piccoli, numerosi giochi, lavagne e gessetti per laboratori di ogni genere sono gli elementi che caratterizzano gli ambienti, arredati a misura di bambino. Tra le attività realizzate, ampio spazio è dedicato alle letture animate e ai laboratori di manualità; inoltre è possibile anche organizzare delle feste di compleanno, su richiesta dei genitori, verso i quali si è avuto un atteggiamento di apertura e recettività che a lungo andare ha premiato anche in termini economici. 

La libreria Centostorie


Tra le realtà avviate a seguito del corso c'è L'amico Fritz, libreria e officina creativa inaugurata a ottobre 2015. La superficie, di 115 mq, è stata arredata privilegiando l'uso del legno e dei toni pastello per conferire all'ambiente una rilassante atmosfera domestica. In fondo alla sala principale risalta una grande lavagna che occupa quasi tutta la parete, davanti alla quale si svolgono attività sia per bambini che per adulti. A questi ultimi sono infatti dedicati corsi di genitorialità, nonché uno spazio di bookcrossing e un angolo pit-stop per la mamme in allattamento. Oltre all'area di vendita di libri e giocattoli, la libreria può contare anche su un bistrot per preparare merende biologiche servite nel corso delle iniziative destinate ai più piccoli, tra le quali si annoverano laboratori artistici e corsi di inglese con un'insegnante madrelingua. 

Particolare della libreria L'amico Fritz


Molto diverso è invece il layout di Tana Liberi Tutti, libreria aperta alla fine del 2012 all'interno della Città dell'Altra Economia, nell'area un tempo occupata dall'ex mattatoio cittadino. Particolarmente attenta alle tematiche green, la libreria è per lo più arredata con mobili riciclati - banchi recuperati dalle scuole, tavoli realizzati con vecchi pallet in legno, giochi di seconda mano donati dai clienti - e decorata in modo decisamente originale. L'intento di Chiara Cardelli, una delle responsabili, è infatti quello di «creare un ambiente non preconfezionato su un'idea stereotipata che spesso si ha dell'infanzia, scegliendo formule meno convenzionali, come l'uso di tinte forti tra loro contrastanti (rosso, nero e bianco) e di pannellature che consentano di modificare l'aspetto della libreria, concepita come un'entità in evoluzione esattamente come i bambini che ospita, esseri in crescita che hanno bisogno di movimento e non di staticità». Del resto atipica è anche la struttura in ferro e vetro che accoglie la Tana, nella quale è stato mantenuto lo storico pavimento in sanpietrini, coperto solo nello spazio dedicato ai laboratori da uno strato di linoleum.

La libreria Tana Liberi Tutti


L'autore: Ilaria Costanzo

Laureata in Lettere con specialistica in Editoria e giornalismo, ho lavorato come redattrice per case editrici e periodici. Mi occupo di promozione culturale, collaborando con associazioni ed enti di cultura. Tra i miei interessi, i nuovi trend dell'industria libraria.

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