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Librerie

Come si catturano i lettori YA? Intervista ad Alice Bigli

di E. Vergine notizia del 13 giugno 2014

Attenzione, controllare i dati.

Per chi non la conoscesse, Alice Bigli è una tra le più dinamiche ed esperte libraie attive nella promozione della lettura tra i ragazzi del nostro Paese. Fondatrice insieme ad altre due socie della libreria per ragazzi Viale dei Ciliegi 17 di Rimini, da sei anni a questa parte è anche la direttrice artistica di Mare di libri – Festival dei ragazzi che leggono (che si terrà a Rimini dal 13 al 15 giugno), la prima ed unica manifestazione letteraria in Italia dedicata agli adolescenti.
Da questo osservatorio privilegiato abbiamo chiesto ad Alice di raccontarci qualcosa di più sui gusti, gli interessi e le letture della fascia di lettori più forti del nostro Paese, che è anche la più difficile da intercettare con eventi e iniziative dedicate, gli adolescenti. 

Mare di libri ha per sottotitolo «festival dei ragazzi che leggono», ma la lettura è ancora al centro degli interessi dei ragazzi di oggi?
In Italia si legge poco e purtroppo si legge sempre meno, questo è preoccupante. Se però guardiamo ai dati divisi per età vediamo che gli adolescenti, in realtà, leggono molto di più delle altre fasce di popolazione. Questa fotografia dovrebbe far riflettere proprio gli adulti che spesso sottolineano come i ragazzi non leggano, forse perché in qualche modo partono da un atteggiamento oppositivo verso gli adolescenti, atteggiamento invece non hanno nei confronti dei bambini più piccoli. Adolescenti e preadolescenti, proprio per l’età in cui si trovano, segnata da contrasti con gli adulti, vengono erroneamente etichettati dall’opinione pubblica come non lettori o lettori immaturi, a cui certe letture non si propongono nemmeno nella convinzione che non gli interessino. Talvolta capita di andare ad eventi organizzati per i ragazzi, di cui però degli adolescenti non c’è nemmeno l’ombra. Eppure i dati ci dicono che la fascia di lettori più forti sono proprio loro. In questi casi l’errore risiede nello stile della comunicazione o nella forma dell’evento perché è indubbio che i ragazzi ci sono – si pensi solo al fatto che i più grandi successi editoriali degli ultimi anni trovano proprio negli adolescenti il loro pubblico di elezione –, tutto sta nel riuscire ad incontrarli.

Organizzare iniziative di promozione della lettura dedicate agli adolescenti: qual è l’errore da non fare?
Credo che l’errore più grande, quando si lavora ad iniziative di promozione della lettura dedicate agli adolescenti, sia la tendenza generalizzata a non differenziare l’approccio, ad applicare gli stessi parametri e le stesse modalità che si sono rivelate efficaci con il target 0-10. Il nodo fondamentale, l’elemento che fa la differenza tra iniziative di successo e altre che lo sono meno, è dialogare e confrontarsi direttamente con i ragazzi. Quando si organizzano appuntamenti per i bambini, invece, si parla agli adulti, ai genitori. Lo stesso avviene quando queste iniziative si svolgono nel contesto scolastico, dove gli interlocutori di riferimento rimangono comunque gli insegnanti. Al contrario, comunicare direttamente con i ragazzi è imprescindibile se l’obiettivo è fare eventi per l’utenza libera della loro età, e questo comporta un cambiamento progettuale totale: spesso perché gli eventi funzionino e i ragazzi partecipino davvero l’adulto deve limitarsi a ricoprire il ruolo del facilitatore facendo in modo che i ragazzi non siano «pubblico» vero centro dell’evento.

Cosa leggono i ragazzi? Quali argomenti stimolano di più la loro curiosità?
Bisogna distinguere chi legge due-tre libri l’anno dai forti lettori che di libri ne leggono oltre 12. Chi legge poco legge comunque almeno i libri del momento, che diventano storie molto note in cui quella generazione si riconosce, in questo momento per esempio la moda più forte è quella per il genere distopico, da Hunger Games a Divergent. Un libro molto popolare consente ai ragazzi di creare relazione intorno ad esso e in questa operazione è racchiusa tutta la socializzazione possibile: condividere una storia che molti hanno letto, parlarne, crearne altre insieme facilita enormemente la comunicazione. Anche molti forti lettori amano e seguono queste saghe ma questi lettori sono più difficili da catalogare e raccontare in poche parole: a volte leggono di tutto, spesso hanno gusti e preferenze molto chiare. Del resto è tipico nell’adolescenza avere passioni molto nette, così si incontrano lettori che amano i classici, quelli che preferiscono il fantasy o il thriller, fino alle storie romantiche. I forti lettori adolescenti attraversano una fase in cui leggono tantissimo, generi molto diversi tra loro, eppure ben definiti.

Come avete reso queste passioni all’interno di Mare di libri?
Il nostro programma è il più possibile vario ed equilibrato, proprio per riuscire ad accontentare i gusti di tutti. Ogni anno coinvolgiamo i ragazzi sempre di più all’interno di quella che consideriamo una direzione artistica «diffusa». Ricoprire il ruolo di direttore artistico per me significa confrontarmi con i ragazzi più coinvolti che, anno dopo anno, continuano a ritrovarsi nella manifestazione. Man mano che leggo dei libri, o che gli editori mi segnalano dei titoli validi, li segnalo ad alcuni di loro che mi fanno da tester, insomma smettiamo di scegliere per loro e scegliamo con loro, smettiamo di parlare del target e parliamo col target. Il coinvolgimento dei ragazzi comincia dalle primissime fasi della manifestazione (quindi dalla costruzione del programma) e prosegue anche durante la manifestazione, ad esempio durante gli incontri «Tutto sull’autore» saranno i ragazzi stessi a intervistare i loro scrittori preferiti, inoltre la giuria del nostro premio letterario è composta proprio da dieci fortissimi lettori adolescenti. 

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