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Librerie

Amazon lancia Kindle Unlimited, ma per il momento senza i titoli dei «Big Five»

di L. Biava notizia del 18 luglio 2014

Attenzione, controllare i dati.

In principio è stata la musica con Napster e Spotify, poi è stata la volta del cinema e delle serie Tv con Netflix e ora è Amazon a portare ad un nuovo livello la formula degli e-book in streaming. Non che prima che la creatura di Bezos annunciasse il servizio Kindle Unlimited che promette di garantire ai sottoscrittori oltre 600mila titoli a 9,99 dollari al mese non fossero già stati sviluppati servizi analoghi, ma la potenza di fuoco di Amazon che si basa su una vastissima base di utenti e sul potentissimo (inutile nasconderselo) ecosistema Kindle, promette di lanciare definitivamente il modello delle sottoscrizioni.
Le piattaforme che propongono modelli «all you can read» infatti non mancano (noi le avevamo recensite sul «Giornale della libreria» di febbraio): da Scribd – fruibile in oltre 100 Paesi e in 80 lingue, con 400mila libri e 80 milioni di lettori attivi al mese – a Oyster, che di titoli ne conta oltre 500mila fino a eReatah, Mofibo, Bookboard, Yooboox, Legimi e così via.
Non che manchino piattaforme europee, si intende, dal tedesco Skoobe – 25 mila titoli di 400 editori – allo spagnolo 24 Symbols – che punta tutto sulla connessione grazie alla quale gli utenti non comprano libri ma accedono a un numero illimitato di pagine digitali via Internet – anche nel vecchio continente le aziende stanno iniziando a puntare su questo business.
I servizi che propongono e-book in abbonamento di fatto, devono fare i conti con una specie di «gioco delle tre carte». Ogni nuovo «fornitore» di e-book deve infatti soddisfare tre parti in gioco: il lettore, chi fornisce il contenuto (che sia esso un editore o un autore) e, ovviamente, sé stesso. Non a caso tra i 600 mila titoli proposti in prima battuta da Amazon non ci sono titoli dei «big five» e solo uno di essi, HarperCollins, per il momento ha firmato accordi con una piattaforma, Oyster, che offre abbonamenti di lettura.  
Niente John Grisham, Stephen King, Veronica Roth o l'ultimo libro di Donna Tartt, dunque, ma forse Amazon, che naturalmente ha già lanciato il servizio in grande stile, ha tralasciato un piccolo particolare: secondo le ultime ricerche, l'americano medio - quello che compra sul sito di e-commerce di Seattle o si è abbonato ai servizi di Netflix e Spotify - legge circa due libri all'anno e il 28% della popolazione, nell'ultimo anno, non ne ha letto neanche uno. Riuscirà Bezos a escogitare un modo per ovviare a questa lacuna?


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