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Lettura

Le vie della narrazione sono infinite. Un e-book sull'evoluzione delle storie

di Alessandra Rotondo notizia del 9 dicembre 2020

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Manca meno di un mese alla fine, ma sembra proprio che questo 2020 voglia confermare fino in fondo il suo statuto di eccezionalità. L’anno che non ci aspettavamo, l’anno che ha cambiato le carte in tavola, l’anno in cui la fremente attesa del ritorno alla normalità ha generato, assieme a tante altre, la narrazione di una «nuova normalità». Lo zero della linea del tempo orientata tra a.C. e d.C., dove «C» sta per Covid-19.

Eppure non è un e-book sulla pandemia quello che abbiamo voluto realizzare pubblicando Le vie della narrazione sono infiniteVolevamo piuttosto indagare come sta cambiando il modo di raccontare, fruire, produrre e distribuire le storie. Come si sta evolvendo l’ordito delle narrazioni che più o meno consapevolmente generiamo e il parterre di piattaforme e dispositivi su cui le intessiamo e le condividiamo. Volevamo capire se le tante strade evolutive della produzione mediale incrociano quella editoriale e più precisamente libraria, come si guardano e si confrontano i loro reciproci mercati, come interagiscono nelle diete mediali e sugli schermi (e negli auricolari) degli utenti.

Anche noi abbiamo fissato allora uno zero sulla linea del tempo e abbiamo camminato a ritroso per 11 mesi tra gli articoli, le segnalazioni e gli spunti raccolti sul Giornale della libreria: un osservatorio parziale ma plurale, eterogeneo per voci e punti di vista. Nel 2020 che in questo modo ci si è parato dinanzi abbiamo colto i segni di diversi processi iniziati negli anni precedenti e oggi arrivati – se non alla maturità – a una maggiore consistenza, anche di mercato: primo tra tutti il caso dell’audio, a cui già nel 2018 avevamo dedicato un Instant e-book e che oggi vediamo raggiungere un valore globale di mercato di oltre 3 miliardi di dollari. Se i contenuti vocali diventano sempre più una pietra angolare della multiforme «lettura digitale», ugualmente interessante è capire come si evolvono i mercati dell’e-book, quali forme assume la narrazione sui social, in che direzione si espandono i modelli in subscription e interessando quale tipo di pubblico.

Certo, una finestra di osservazione aperta sul 2020 non può che offrirci immagini della peculiare condizione economico-sanitaria che stiamo attraversando. Inevitabilmente il nostro e-book sulle vie infinite della narrazione s’incrocia con gli effetti della pandemia, con le accelerazioni che ha imposto a certi processi di trasformazione, con i cambi di passo che ha domandato e ottenuto da certi segmenti dell’industria creativa. L’epidemia stessa è d’altronde una grande palestra narrativa. In principio fu il coronavirus. Lontano abbastanza da poterlo raccontare con sentimenti incerti: l’incredulità, il timore, il fatalismo. Poi turbinosamente vicino, invasore del nostro immaginario con il suo nuovo lessico: la zona rossa, l’isolamento, la quarantena, la pandemia, il contagio, i tamponi, i respiratori, la paura. E poi ancora più vicino, quotidiano, artefice delle nostre nuove routine e demarcatore invisibile dei nostri nuovi perimetri, con lo smart working e la didattica a distanza, lo yoga in webcam e i tele-aperitivi, il distanziamento sociale, la fila per la spesa, la fase 1 e la fase 2, la nuova normalità, la seconda ondata, le riaperture e le richiusure e i gradienti di colore a simboleggiare lo stato di rischio delle nostre regioni.

Questo, insomma, vuole essere un e-book sulle «nuove» forme di narrazione: quelle alternative al libro a stampa (non sempre: talvolta l’innovazione è nel processo piuttosto che nel prodotto) e alla fruizione tipicamente sequenziale. L’arco temporale nel quale abbiamo deciso di osservare queste trasformazioni abbraccia un intervallo che coincide per larga parte con i mesi della pandemia. La contingenza temporale creerà in alcuni casi un legame diretto ed evidente, in altri assente, in altri ancora in filigrana. Al lettore l’onore e l’onere di condividere con noi la domanda, al momento irrispondibile, sugli effetti a medio e lungo termine che il Covid-19 potrà riverberare sul modo di raccontare e fruire storie.

Abbiamo diviso i materiali (nella maggior parte dei casi già pubblicati in altre versioni su www.giornaledellalibreria.it) in quattro filoni tematici; tranne che in alcuni casi abbiamo rispettato l’ordine con cui abbiamo appreso e scritto le notizie e le abbiamo disposte dalla meno alla più recente, con l’obiettivo di ricostruire «un diario» dell’ultimo anno. Il primo filone è dedicato ai mercati digitali, alle loro evoluzioni e alle diete di consumo mediale degli utenti. Nel secondo abbiamo raccolto alcune delle «mosse» che abbiamo visto giocare, in questo 2020, ai player dell’intrattenimento e dell’editoria, nazionali e internazionali: le abbiamo raccontate (queste e non altre) perché ci è sembrato che in qualche modo abbiano agito sul terreno stesso di gioco, per proseguire la metafora sportiva. Nella terza parte – dal titolo volutamente lasco «Altre narrazioni» – dopo un inquadramento sulle più comuni manifestazioni di «nuove forme di narrazione» nelle quali ci siamo imbattuti negli ultimi anni, abbiamo riunito una miscellanea di progetti, pratiche, considerazioni ed esperimenti alternativi al libro (o di libri per qualche verso alternativi). Alcuni molto circostanziati, altri poco più che laboratoriali, alcuni sul formato altri sul contenuto narrativo, altri ancora sul motore primo di ogni narrazione: il linguaggio. Li abbiamo ricompresi perché ci aiutano a mantenere sapientemente ampia la nostra prospettiva sul futuro delle storie. La parte conclusiva – con contenuti di Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini, in arte Mamamò – dedica infine un focus al tema del digitale per bambini e ragazzi, tra contenuti e contenitori narrativi, nuove tendenze e aspetti d’interesse e di convergenza con il settore editoriale.

Questo Instant e-book, ci teniamo a ribadirlo, vuole essere una ricostruzione ragionata di quanto abbiamo osservato nell’ultimo anno in materia di evoluzione della sostanza e dei mezzi narrativi, dei formati delle storie e degli strumenti per produrle e riprodurle. Per sua natura non offre risposte, ma può rappresentare una buona istruttoria per porsi domande migliori.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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