Il tuo browser non supporta JavaScript!
Innovazione

Il Pod tra logistica ed efficienza

di Giuseppe Risetti notizia del 25 febbraio 2020

Attenzione, controllare i dati.

Il print on demand (Pod) come tecnologia di stampa e confezionamento dei volumi su tirature contenute – sino anche alla singola copia – si è profondamente evoluto nel corso di questo decennio, arrivando a proporre prezzi interessanti sia sulle cosiddette «microtirature» sia sul fronte della «personalizzazione» delle copie. L’aspetto e l’impatto potenzialmente più interessante lo abbiamo però là dove il Pod si integra con i processi logistici della distribuzione. Interessante, come vedremo, per la casa editrice, e interessante per il distributore nel rendere più efficiente il suo servizio e in definitiva per l’ecosistema complessivo.

Come Messaggerie Libri abbiamo – in occasione dell’ultima edizione di Più libri più liberi – proposto e presentato al pubblico dei piccoli e medi editori una simulazione condotta sui dati reali del nostro distribuito. Lo abbiamo fatto alla fiera della piccola e media editoria perché ci è sembrato il palcoscenico ideale per proporre i dati di una simulazione degli effetti che il ricorso al Pod potrebbe avere per questa tipologia di case editrici.

È noto che la struttura imprenditoriale del settore (4.972 case editrici che hanno prodotto almeno 1 titolo nel 2018 secondo i dati di IE) è composta da imprese con una forte verticalizzazione del progetto editoriale e del catalogo, con una spiccata specializzazione. Il 71,5% pubblica da 1 a 9 titoli l’anno; un altro 23,6% da 10 a 100. Specializzazione significa occupare spazi di domanda sempre più di nicchia e con numeri medi di lettori interessati già in partenza molto piccoli. Ma anche i grandi editori si possono trovare su alcuni titoli nella necessità di operare con tirature più contenute.


Abbiamo selezionato dalle 370 mila referenze che Messaggerie Libri ha in distribuzione un gruppo rappresentativo di editori che stampano in tradizionale e in Pod: un «campione» di 186.076 titoli con 49,6 milioni di copie. Questi valori sono proposti nella parte di sinistra della Tabella 1 (Scenario attuale). Prima di procedere, occorre fare una precisazione molto importante in merito al Pod integrato nel nostro processo di distribuzione: i titoli identificati come Pod vengono prodotti solo se al momento della ricezione dell’ordine della libreria non vi sono copie disponibili già in magazzino. Questo consente di ottenere realmente un’ottimizzazione delle giacenze e della produzione di titoli di questa tipologia.

Tornando alla Tabella 1, possiamo suddividere titoli e quantità in base alle due diverse tipologie di stampa – Pod in collaborazione con Lampi di stampa, e quelle tradizionali – evidenziando che, rispettivamente, sono entrati in magazzino 34.186 e 151.890 titoli. Sul fronte copie abbiamo rispettivamente 669 mila e 48,9 milioni di volumi. In media 20 copie/titolo nel primo caso, 322 nel secondo [righe 1-3 della Tabella 1]. Interessante quanto si ricava con la riga successiva: 3 copie di giacenza media per titolo nel primo caso; 181 nel secondo.

Già questo dice qualcosa in merito all’efficienza di alcuni processi di stampa rispetto ad altri, tenendo naturalmente conto della tipologia dell’editore, del titolo o del punto in cui si trova nel suo ciclo di vita commerciale. Se queste sono le giacenze quali sono state per gli stessi titoli le uscite verso i punti vendita? 648 mila copie nel caso di titoli stampati con tecnologie di stampa e confezionamento di print on demand, con un’uscita media per titolo di 19 copie; 39,2 milioni nel caso di titoli prodotti con tecniche di stampa tradizionali e con una uscita media a titolo di 258 copie [righe 4-7 della Tabella 1].

È evidente che – pur trattandosi di dati medi aggregati e quindi con tutte le cautele del caso – siamo in presenza di due tipologie di progetti editoriali, due tipologie di titoli, probabilmente in momenti diversi del ciclo di vita di un’opera, o due tipologie di pubblico. Il dato interessante è quello contenuto nell’ultima riga [riga 8]: il rapporto tra giacenza media e uscita media, 15% e 70%. Possiamo anche differenziare i titoli per classi di numero di copie consegnate al nostro magazzino, evidenziando anche il relativo rapporto di giacenza/ uscita per tipologia di produzione (Pod / tradizionale).


La Tabella 2 ci fornisce questo quadro e ci evidenzia differenze significative, soprattutto per i titoli in Pod. Questi dati ci consentono di fare un’ulteriore riflessione, che è alla base della misurazione dei valori che la simulazione viene a proporre. Per alcune classi di tiratura abbiamo dei rapporti giacenza / uscita decisamente buoni: 10%, 20%. Però a mano a mano che si scende nella scala di stampa questo rapporto peggiora. Riteniamo che – per i titoli stampati con tecnologie tradizionali – avere un rapporto tra giacenza e uscita fino al 51% sia tutto sommato accettabile, ancorché migliorabile. Come si vede, però, una parte significativa degli editori che stampano meno di 500 copie (in tradizionale) si trovano ad avere un rapporto tra giacenza e uscita pari al 131%. Ma anche altre classi di stampa hanno valori sopra media (70%). Cosa che non avviene per i titoli stampati in Pod, che si posizionano sempre tra 15% e 19%.

Ci siamo chiesti allora: cosa succederebbe se i titoli stampati in tradizionale in meno di 500 copie si allineassero a quel 14% di rapporto tra giacenza e uscita che vediamo per il Pod? Di conseguenza abbiamo corretto al ribasso questo rapporto anche per le classi tra 2 e 5 mila copie (44%) tra mille e 2 mila (57%) e al 34% la classe tra le 500 e le mille copie. Il risultato è quello rappresentato sul lato desto della Tabella 1 [righe 2-4 Scenario possibile]. Avremmo un minor ingresso di copie a magazzino: 13,5 milioni di copie in meno (-27%) e una minor giacenza (-49%).

Per l’editore significano minori costi di stampa o minori immobilizzi finanziari in giacenze. Dei 27,5 milioni di copie giacenti per il nostro campione, il 41% sono generati da editori che stampano meno di 500 copie. 13,5 milioni di copie in meno non significa necessariamente «non produrle mai più». Significa produrle in funzione della capacità dell’editore di costruire un catalogo con titoli con un ciclo di vita più lungo, variabilizzandone il costo ma senza appesantire il magazzino.

Come indicavo all’inizio, sono dati relativi al distribuito e ai clienti di Messaggerie. Frutto delle informazioni che ricaviamo da un servizio che offriamo ai nostri editori attraverso la nostra piattaforma. L’editore, a fronte di un esaurimento delle copie giacenti, di una domanda per un piccolo numero di copie e via dicendo, ha la possibilità di avviare una stampa in print on demand per il numero di copie che valuta necessario attraverso Lampi di stampa, dall’interfaccia della piattaforma stessa. Il 131% nel rapporto tra giacenze e uscite segnala costi (inefficienze) che si potrebbero ridurre senza con questo pregiudicare la disponibilità del titolo al cliente finale. E con vantaggi per l’ecosistema complessivo.

Questo contenuto è stato precedentemente pubblicato sul «Giornale della libreria» di gennaio. Se sei abbonato, consulta qui la tua copia. Altrimenti scopri come abbonarti a questo link.

L'autore: Giuseppe Risetti

Nella direzione commerciale di Messaggerie Libri. Mi occupo di sviluppo e acquisizione editori, marketing e analisi di mercato.

Guarda tutti gli articoli scritti da Giuseppe Risetti

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.