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Fiere e saloni

Piergaetano Marchetti racconta la Milano di BookCity

di Alessandra Rotondo notizia del 24 ottobre 2023

Questo articolo è comparso sul numero di ottobre 2023 del Giornale della Libreria. Se vuoi leggere questo e tutti gli altri contenuti premium, abbonati qui alla nostra rivista.



Il tempo del sogno
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 sarà questo il tema portante della nuova edizione di BookCity Milano, dal 13 al 19 novembre: «quel momento imprendibile che vive nel profondo del sonno, ma trasforma la veglia» (qui l'articolo della conferenza stampa, oggi a Milano). Da 12 anni il festival diffuso ridisegna le geografie editoriali e urbane della città, quest'anno, per la prima volta, lo farà raccontato dal Giornale della Libreria, media partner della manifestazione. A cominciare da Piergaetano Marchetti, presidente dell'Associazione BookCity Milano, con cui ripercorriamo la strada fatta fino a qui. E immaginiamo il futuro.


BookCity Milano è alla dodicesima edizione. Nel frattempo, tanto la città quanto l’editoria sono cambiate, sia subendo scossoni (come la crisi economica degli anni Dieci o la pandemia da Covid) che più quieti ma non meno determinanti processi evolutivi. Come la manifestazione ha recepito e interpretato questi cambiamenti? Come si sono trasformate, assieme, Milano città del libro e BookCity Milano?
La pandemia, dati alla mano, ha segnato un periodo di crescita per il mercato del libro: si è registrato circa un +2,4% nel 2020 e +16% nell’anno successivo, sicuramente grazie a editori e librai, ma anche grazie al fatto che il libro era stato riconosciuto come un bene essenziale, permettendo quindi di tenere aperte le librerie in un periodo come il lockdown, difficilissimo per tutti e ancora più difficile per Milano. È un’esperienza che ha molto segnato la città e anche BookCity, tanto che l’edizione del 2021 si era concentrata proprio sul tema del Dopo, per riflettere su cosa sarebbe accaduto all’indomani della pandemia. Credo che Milano e BookCity siano cresciute insieme, negli anni, impegnandosi a tenere vivo il rapporto reciproco, creare connessioni tra gli attori cittadini impegnati nel mondo della cultura, nutrendo una rete di collaborazioni che permette alla città e alla manifestazione di crescere e maturare, dandosi veramente risalto a vicenda.


BookCity Milano abita e riscrive la geografia della città eleggendola a primo e irrinunciabile partner della manifestazione. I luoghi di BookCity Milano sono molto più che semplici venue e la sua cartografia non è mai neutrale, anzi: manipola i confini cercandone il superamento. Centro e periferia, fiction e non fiction, lettori, autori e naturalmente editori. In quest’ottica, quali sono le direttrici di sviluppo, urbano e tematico, di BookCity Milano 2023?
Da questo punto di vista il 2023 segna un importante punto di svolta nella storia di BookCity: grazie al progetto La Lettura Intorno – BookCity tutto l’anno, ideato insieme a Fondazione Cariplo, da quest’anno ognuno dei nove Municipi cittadini ha un proprio presidio della lettura, una sede fisica che permette alla manifestazione di coinvolgere i lettori dei diversi quartieri e tutto il territorio urbano. Il progetto si rivolge soprattutto a bambini e ragazzi, per diffondere la lettura tra giovani e giovanissimi, attraverso letture ad alta voce e iniziative di promozione della lettura nei presidi, organizzate a cadenza bimestrale, una delle quali sarà proprio durante BookCity, ed è una grande opportunità per attivare una rete capillare sul territorio, in grado di diffondere l’amore per la lettura anche laddove spesso, non ve n’è l’occasione.


Per il terzo anno consecutivo AIE realizzerà per BookCity Milano un osservatorio sulla lettura e i consumi culturali in città. Le edizioni precedenti hanno evidenziato, da un lato, la connessione tra la lettura e le altre forme di fruizione culturale; dall’altro, tra la cultura e la crescita sociale ed economica del territorio. È una dinamica che si può governare in direzione dell’inclusione sociale e della riduzione delle disparità, in una città che tende alla polarizzazione?
Il progetto La Lettura Intorno nasce proprio per questo: il libro è il primo strumento per combattere la povertà educativa, il mezzo fondamentale di accesso alla cultura ed è fondamentale che le nuove generazioni conoscano il potere della lettura come metodo di emancipazione. Sono stati proprio i dati dell’Osservatorio AIE a ricordarci che il libro è l’arma più preziosa che abbiamo per ridurre le disparità e avviare un processo di inclusione sociale, soprattutto in una città come Milano, che ne ha evidentemente bisogno. Credo anche che riflettere sui dati sia un’occasione per ricordarci il contesto in cui lavoriamo: le classifiche di vendita dei libri ci ricordano, giorno dopo giorno, il peso dei giovani lettori sul mercato del libro; non per nulla, La Lettura Intorno si rivolge soprattutto a loro.


Nel suo rivolgersi alla Milano che legge, BookCity è diventata un punto di riferimento anche per la Milano che scrive, che pubblica, che crea contenuto. La Milano delle professioni creative e più specificamente editoriali. È un aspetto dalla rilevanza crescente nelle ultime edizioni della manifestazione. Quanto BookCity Milano è, oggi, un hub per l’incontro e il confronto tra gli addetti ai lavori del libro?
Moltissimo, è un aspetto di cui andiamo fieri, tanto che la manifestazione propone un nucleo tematico di eventi dedicati appositamente all’argomento, intitolato I Mestieri del Libro, che tradizionalmente ha come sede principale il Laboratorio Formentini per l’Editoria. Gli incontri sono rivolti a tutti ma esercitano un’attrazione diversa sugli addetti ai lavori e gli operatori dell’editoria; l’anno scorso abbiamo ospitato una riflessione sul rapporto tra la lettura e i consumi culturali dell’ambiente digitale e un incontro dedicato alle nuove sfide di lettura e creatività, volendo fare due esempi concreti del tipo di confronto e riflessione che BookCity Milano offre agli addetti ai lavori.


Siamo alla Fiera del libro di Francoforte, l’appuntamento più importante per l’editoria europea, dove l’anno prossimo l’Italia sarà Paese Ospite d’onore. BookCity è un’eccellenza del made in Italy esportabile all’estero? Con quali caratteristiche? A quali condizioni?
Il format di BookCity è sicuramente un format ripetibile, ma è anche una manifestazione molto particolare, che richiede determinate condizioni per poter essere trapiantata altrove, prima tra tutte la volontà di mettersi in gioco da parte degli editori e delle istituzioni editoriali. Penso sia più importante chiedersi se sia necessario esportare BookCity, d’altronde esistono già diverse eccellenze estere, qualcuna anche esplicitamente rivolta al panorama italiano, come il Festival of Italian Literature di Londra. Il ruolo della manifestazione non è riprodursi, ma partecipare in modo proficuo a simili eventi, come la kermesse di Francoforte, che rappresenta una preziosa opportunità per l’editoria italiana. Intanto in Italia BookCity, giunta ormai al suo secondo decennio, si sta gradualmente diffondendo, così come avevamo auspicato quando le abbiamo dato vita.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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