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Editori

Tre consigli (e un webinar) per realizzare un buon copertinario

di Alessandra Rotondo notizia del 21 settembre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Il mercato editoriale è attraversato da anni da grandi fenomeni di trasformazione: gli scenari dell’online e l’avvento delle nuove piattaforme di condivisione e fruizione dei contenuti; la conseguente profonda riflessione sulle caratteristiche e le competenze delle figure professionali all’interno delle case editrici; l’evoluzione del pubblico dei lettori, dell’arena dell’intrattenimento e l’avvento di diete di fruizione sempre più composite e articolate, per citare i più evidenti.

«Anche la promozione è cambiata» racconta Fabio Abate, direttore di Promedi. «Intanto, c’è una polarizzazione sui grandi clienti direzionali, di catena e online che, nel giro di vent’anni, sono arrivate a pesare sul fatturato degli editori fino al 70-80%. Con questi clienti vengono utilizzate formule diverse rispetto a quelle adottate con le librerie indipendenti. Di conseguenza è cambiato il nostro lavoro, ora più simile a un’attività di consulenza a tutto tondo: dallo studio della concorrenza alla conoscenza approfondita della libreria e del suo bacino d’utenza. Perché in ultima istanza è questo che ti permette di dare i libri giusti, nelle quantità giuste, massimizzando le vendite e riducendo le rese, quindi i costi per l’editore».

E a essere cambiato – pur nella riconferma della sua tradizionale centralità – è anche lo strumento che per eccellenza fa da tramite tra editore e libraio: il copertinario. Cambiato all’interno delle mutate dinamiche editoriali e del paradigma digitale, cambiato a causa dei tempi sempre più contingentati della promozione in libreria. Cambiato per rispettare il distanziamento sociale indotto dal Covid-19.
In considerazione della grande funzione strategica ricoperta da questo strumento, martedì 6 ottobre dalle 11.30 alle 13.00, Fabio Abate terrà un webinar AIE sul «copertinario perfetto» e le 10 mosse per costruirlo (qui le informazioni per partecipare). Nell’attesa, ce ne ha anticipate 3.
 
La scheda volume è il biglietto da visita
Le schede volume che compongono il copertinario non solo soltanto la presentazione del libro: rappresentano il documento programmatico del piano editoriale e del brand della casa editrice. Biglietti da visita di titoli che a volte ancora non esistono, le schede devono essere comunque perfette. Mentre talvolta – per questione di tempo e di risorse – finiscono per risultare manchevoli. La scheda volume dovrebbe riflettere il lavoro di tutta la casa editrice: la redazione, naturalmente l’ufficio marketing e commerciale, la produzione, l'ufficio grafico… ogni funzione dovrebbe essere coinvolta, per la comunicazione efficace del libro. Il copertinario è la «faccia» della casa editrice che la rete di promozione si occupa di portare in giro: è fondamentale che questa faccia corrisponda esattamente a ciò che l'editore vuole comunicare, senza possibilità di malintesi.  

A ogni device il suo copertinario
Fin dalla progettazione, bisogna pensare al copertinario per lo strumento sul quale lo si andrà a mostrare. È un errore concepire il copertinario digitale come la semplice copia in pdf di quello cartaceo. Un esempio pratico: quello che sulla carta sarà un QR code per richiamare rapidamente un contenuto multimediale connesso al libro (come una video intervista all’autore caricata su YouTube ad esempio) nel copertinario digitale dovrà diventare un link incorporato. Partendo dall’importanza strategica della scheda volume, è fondamentale che la sua funzionalità e la sua immediatezza sfrutti la potenza di ogni device disponibile. Ed è un fattore al quale l’editore deve abituarsi a pensare fin dall’inizio del processo. In fondo si tratta  di una forma di attenzione nei confronti del cliente finale, che deve essere messo nelle condizioni di avvicinarsi al libro, alle sue potenzialità, alle sue caratteristiche, nella maniera più rapida, precisa e lineare possibile attraverso le informazioni immesse nel mercato librario.  

Rispettare i tempi, sempre
Per presentare le novità alle librerie le strutture di vendita predispongono un calendario commerciale suddiviso in giri, è pertanto fondamentale che la rete sia in possesso di tutti i materiali di comunicazione del libro nei limiti temporali fissati. Considerato che i tempi per prenotare sono ristretti, non avere i materiali pronti per tempo significa andare a presentare il libro con informazioni sommarie o inaccurate. Non lavorare nei tempi concordati vuol dire mettere a repentaglio la possibilità di raggiungimento degli obiettivi attesi  .

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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